Emergenza acqua

Emergenza acqua

Uno dei maggiori problemi che il pianeta deve prepararsi ad affrontare nei prossimi anni è rappresentato dalla scarsità d'acqua.



Uno dei maggiori problemi che il pianeta deve prepararsi ad affrontare nei prossimi anni è rappresentato dalla scarsità d'acqua.

Questo può sembrare incredibile, visto che i 2/3 della superficie del pianeta ne sono ricoperti, ma purtroppo solamente una piccola percentuale di essa, inferiore allo 0,1%, può essere utilizzata dall'uomo.

È evidente che una volta esaurite le riserve d'acqua per l'essere umano sarà impossibile la vita sul pianeta ed ecco quindi che nascono continuamente varie campagne per la riduzione dei consumi di quello che è probabilmente il bene più prezioso.

Quello che non tutti dicono è che la maggior parte dell'acqua viene consumata dalla zootecnia e dall'agricoltura (i cui prodotti servono per la maggior parte a nutrire gli animali d'allevamento).

Il risparmio di acqua che si ottiene con i piccoli gesti quotidiani (non tenere i rubinetti aperti più dello stretto necessario ad esempio) è irrisorio se confrontato con dati come questo: per produrre 1 chilo di carne bovina serve una quantità di acqua che basterebbe ad una persona per un anno.

In altre parole: ogni chilo di carne che mangiamo, "costa" al pianeta la stessa quantità di acqua che utilizziamo in un intero anno della vostra vita per tutte le altre attività.

È facile capire come ogni altro accorgimento (seppure importante) abbia effetti infinitesimi rispetto a questi numeri.

La prima cosa da fare per ridurre il consumo di acqua è quindi ridurre il più possibile (e possibilmente eliminare) il consumo di carne e pesce.

Riportiamo a questo proposito l'analisi del NEIC, Nutrition Ecology Internationa Center (Centro Internazionale di Ecologia della Nutrizione):

Il consumo d'acqua è una delle maggiori cause di impatto ambientale dell'allevamento di bestiame. L'agricoltura, per la maggior parte dedicata alla produzione di bestiame e di mangime, consuma più acqua di qualsiasi altra attività negli Stati Uniti, e in generale utilizza il 70% dell'acqua usata in totale nel mondo. L'acqua richiesta per produrre vari tipi di cibo vegetale e foraggio varia dai 500 ai 2000 litri per chilo di raccolto prodotto. Il bestiame utilizza in modo diretto solo l'1,3% dell'acqua usata in totale in agricoltura; tuttavia, se si prende in considerazione anche l'acqua richiesta per la coltivazione dei cereali e del foraggio per uso animale, la quantità d'acqua richiesta è enormemente più elevata. Per 1 kg di manzo da allevamento intensivo servono 100.000 litri d'acqua (200.000 se l'allevamento è estensivo); per 1 kg di pollo, servono 3500 litri d'acqua, 2000 per la soia, 1910 per il riso, 1400 per il mais, 900 per il grano, 500 per le patate.

Il direttore esecutivo dell'International Water Institute di Stoccolma, ha dichiarato "Gli animali vengono nutriti a cereali, e anche quelli allevati a pascolo richiedono molta più acqua rispetto alla produzione diretta di grano. Ma nei paesi sviluppati, e in parte in quelli in via di sviluppo, i consumatori richiedono ancora più carne [...]. Ma sarà quasi impossibile nutrire le future generazioni con una dieta sul genere di quella che oggi seguiamo in Europa occidentale e nel Nord America". Ha aggiunto inoltre che i paesi ricchi saranno in grado di aggirare il problema importando acqua virtuale, il che significa importare cibo (mangime per animali o carne) da altri paesi, anche da quelli che non hanno abbastanza acqua.

Perciò è chiaro che la prima cosa da fare, per risparmiare davvero acqua, sia di diminuire i consumi di alimenti animali, privilegiando il consumo diretto di vegetali (cereali, legumi, verdura, frutta): come singola azione da compiere è la più potente in assoluto, molto di più di qualsiasi altra azione di risparmio il singolo cittadino possa compiere.

D'altro canto, è noto che l'attuale consumo di alimenti animali è di molto superiore al massimo consigliato dall'Istituto Mondiale per gli studi sul Cancro (World Cancer Institute), che consiglia, nelle sue linee guida per la prevenzione del cancro, di non consumare più di 80 grammi al giorno di carne rossa, il che significa 30 kg l'anno come MASSIMA quantità di carne rossa ammessa. In Italia, ogni anno si consumano mediamente 62 kg di carne rossa pro-capite, più 30 kg di altra carne, quindi il doppio rispetto al massimo consigliato. Modificando le nostre abitudini alimentari, faremo molto per l'ambiente, e faremo un gran regalo alla nostra salute.

Approfondimenti:

Analisi del NEIC sull'impatto ambientale dell'allevamento di animali:
http://www.nutritionecology.org/it/panel1/intro.html

Relazione tra alimentazione e consumo di acqua:
http://www.saicosamangi.info/allevamenti/ecologica/consumoacqua.html

Società Scientifica di nutrizione Vegetariana, per scoprire come eliminare la carne migliora anche la nostra salute:
http://www.scienzavegetariana.it

Come eliminare la carne dalla propria alimentazione in modo semplice (e gustoso):
http://www.vegfacile.info

Elenco delle campagne.

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