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Comunicato Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia

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Comunicato stampa dell'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia

A fine stagione venatoria, oltre ai milioni di animali ammazzati per "divertimento", ai danni all'ecosistema e all'agricoltura creati dalle immissioni di animali "pronta caccia" (cinghiali compresi), al piombo e alla plastica dispersi nell'ambiente dai cacciatori, anche quest'anno sono decine i morti e i feriti umani dovuti all'attivita' venatoria e alle armi da caccia in generale.

L'Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia, in collaborazione con altre associazioni che si occupano di questa materia seppur da altre angolazioni, ha raccolto informalmente i dati relativi ai cosiddetti "incidenti" avvenuti durante le battute e piu' in generale tutti quei fatti criminosi che hanno coinvolto armi da caccia. Come bilancio generale (seppur parziale), si contano 111 vittime tra le persone (34 morti e 77 feriti), in parte cacciatori e in parte civili innocenti che si sono trovati coinvolti.

Si tratta comunque di un bilancio per difetto, in quanto riporta soltanto i dati tratti da rassegne stampa nelle quali, comunque, non tutte le notizie risultano pubblicate. Per questo motivo l'Associazione Vittime della Caccia ha avanzato al Ministero dell'Interno una richiesta di protocollo d'intesa per il conteggio ufficiale dei morti e dei feriti causati dall'attivita' venatoria, nonche' per conoscere i dati ufficiali dell'uso improprio di armi da caccia.

"Moltissimi invece i casi di 'allarme sociale'" - dichiarano i rappresentanti dell'Associazione Vittime della Caccia - "segnalati alla nostra associazione, vale a dire le situazioni di disagio, anche molto grave e continuato, di famiglie che vivono sotto un vero e proprio assedio da parte di gente armata e irresponsabile. Le persone hanno paura, non sono nemmeno libere di uscire in giardino a causa del pericolo causato dai cacciatori per 5 mesi l'anno, per le loro prepotenze, le minacce e le offese che ricevono."

Per arginare questo fenomeno, l'Associazione Vittime della Caccia negli ultimi 2 anni ha lavorato anche a livello locale per offrire consulenza ai cittadini che intendono ribellarsi a questo stato di cose, ed e' riuscita sinora ad ottenere sette ordinanze comunali - contingibili e urgenti - di divieto di caccia per motivi di incolumita' pubblica, disturbo della quiete, inquinamento acustico ed Ordine pubblico. Inoltre, molti sindaci di altre province si sono ispirati alle iniziative dell'Associazione Vittime della Caccia per tutelare i propri cittadini o il turismo locale. I sindaci, infatti, hanno la facolta' di interdire la caccia in una determinata zona del territorio di competenza ai sensi del Decreto Legislativo n. 267 del 18/8/2000, art. 54, comma 2.

L'esigenza di ottenere divieti di caccia nasce dal mancato rispetto delle norme di sicurezza da parte dei cacciatori che sparano anche nei luoghi gia' vietati secondo l'attuale legislazione e la scarsita' di adeguati controlli da parte degli Organi preposti non fa che incrementare l'impunita' e la protervia dei cacciatori irresponsabili.

Difendersi dai cacciatori e' possibile, anche facendo fronte comune, ovvero aderendo ai Comitati di Cittadini. L'adesione si puo' effettuare anche on-line sul sito www.cacciailcacciatore.org e non comporta oneri, e' un'azione utile per testimoniare il proprio NO alla caccia, attivita' pericolosa e inutile alla societa' che esiste solo per il divertimento di un 1% di italiani che mettono in reale pericolo il restante 99% della popolazione.

Contatti:
www.cacciailcacciatore.org - info@cacciailcacciatore.org
Segreteria telefonica - 3208967949

Tutti gli eventi e comunicati della sezione 'Solidarietà'.

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