Cinghialodromi

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Riceviamo e pubblichiamo (e ovviamente condividiamo l'orrore per la trovata).

Pordenone, Udine 13.08.06

Come accaduto negli ultimi quattro anni, il periodo estivo è caratterizzato dall'attenzione dell'opinione pubblica verso "il problema cinghiali".

Se qualcuno avesse voglia di farlo, potrebbe leggere le dichiarazioni fatte in questi anni dai diversi rappresentanti degli enti regionali, provinciali ed associazioni degli agricoltori; si accorgerebbe, così, che i medesimi dicono le stesse cose da quattro anni.

La questione dei danni provocati all'agricoltura dai cinghiali è la più gettonata: essa rappresenta l'ormai trito e ritrito pretesto per giustificare l'uso delle armi contro gli animali, rifiutandosi di adottare i sistemi alternativi che nulla hanno a che fare con la violenza.

L'ultima inconcepibile trovata è quella proposta dall'assessore Marsilio, con la quale intende autorizzare l'addestramento dei cani segugio sulla specie cinghiale appunto.

Infatti, la Giunta regionale all'unanimità ha inventato per la Regione Friuli Venezia Giulia l'ultimo scellerato parco dei divertimenti per i cacciatori di cinghiali: "I CINGHIALODROMI".

E' tutto drammaticamente vero e previsto dalla delibera della giunta regionale n. 1879 del 28.07.2006. Di cosa si tratta? I "cinghialodromi" sono recinti ove vi verranno costretti cinghiali di allevamento che dovranno passare il loro tempo a sfuggire dalle mute di cani in addestramento.

Solo il pensare delle gabbie del genere significa essere totalmente indifferenti alla sofferenza degli animali che vi saranno rinchiusi; sofferenza peraltro già messa in conto nella deliberazione stessa, dove si legge che i cinghiali saranno "sostituiti" qualora presentino segni di sofferenza fisica e comportamentale.

Nei cinghialodromi, però, i cinghiali passeranno solo un anno (così è scritto), dopo di che, anche in questo caso, verranno "sostituiti" [sic!]: è facilmente intuibile cosa si celi dietro il significato di questa parola.

Il pericolo che i cinghiali possano scappare dai recinti, nonostante siano previste recinzioni munite di filo spinato e pastore elettrico, è comunque presente.

E' palese che la delibera è fatta per accontentare quella frangia di cacciatori con segugi e ciò che pare francamente scandaloso è che sia spacciata per risolvere il problema dei cinghiali nelle campagne. E' facile immaginare mute di cani che inseguono i cinghiali e tutti magari scorazzando attraverso le colture degli agricoltori i quali, è prevedibile, saranno soddisfattissimi del risultato!

E' altrettanto scontato che le spese per la realizzazione e gestione del citato "parco", comprese quelle per l'acquisto dei cinghiali di allevamento, sono a carico della collettività.

Naturalmente, non staremo a guardare questa barbara istituzione ed intraprenderemo tutte le vie che la legge ci consente per fermarla.

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