Gatto morto per influenza aviaria

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Comunicato stampa OIPA Italia (1 marzo 2006)

L'OIPA condanna la campagna stampa condotta con toni allarmistici sul caso del gatto tedesco morto perché infettato dall'influenza aviaria.

"E' vergognoso - tuona Max Comparotto, presidente OIPA Italia. Il risultato di questa campagna allarmistica è solo quello di fare disinformazione, con la conseguenza che molte persone, inutilmente spaventate, abbandoneranno i propri gatti".

Quello del gatto tedesco, non è neppure il primo caso di piccolo mammifero contagiato dal virus dell'influenza aviaria. E' infatti possibile che i mammiferi vengano colpiti dal contagio, come già successo in Cina, ma - e la stampa ha il dovere di sottolinearlo a lettere maiuscole - gli esperti escludono che a loro volta possano contagiare l'uomo.

"E' davvero triste - continua Comparotto - che titoli ad effetto e poco soppesati abbiano come unica conseguenza quella di creare il panico fra le persone e di aggravare ulteriormente un fenomeno già importante come quello degli abbandoni e del randagismo. Basti pensare che i gatti randagi in Italia sono circa 1 milione e mezzo e le cifre dei gatti abbandonati si aggirano sui 200.000 esemplari all'anno".

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