Investigazione rivela maltrattamenti inauditi a vitelli e mucche

Notizia inserita il 13/06/2010

Se dopo aver visto questo filmato avete ancora voglia di un bicchiere di latte... allora è davvero grave.


www.mercyforanimals.org/ohdairy/

Vitellini colpiti ripetutamente con calci in testa, le mucche prese a forconate sulle mammelle, botte continue, inutili, senza la minima giustificazione. Violenza, abbrutimento e basta. Sadici, depravati cui viene concessa la libertà di sfogarsi sugli animali nel delirio degli allevamenti intensivi. Come saranno questi personaggi col volto oscurato fuori di lì? Saranno amorevoli papà che cullano con delicatezza il loro bambino mentre fino a poco prima prendevavo a calci un altro cucciolo?

Possiamo raccontarci tutte le storie che vogliamo, d'altra parte il nostro cervello da migliaia di anni è abituato a rimuovere, gli occhi a girarsi altrove, le orecchie ad ottundere le urla. Possiamo dirci che è inevitabile, che è sempre stato così, possiamo imbavagliare la nostra coscienza e chiuderla in una stanza buia con la stessa violenza che questi criminali esercitano ogni giorno sulle mucche, sui vitelli, su tutti gli altri animali d'allevamento. Sì, possiamo accodarci alla vasta schiera di chi riempie carrelli dei supermercati senza chiedersi cosa compra, e che diventa complice facendo finta di non sapere.

Ma non è vero che non possiamo fare niente. Non è vero che tutto questo è ineluttabile. Questo lo dobbiamo sapere. Se non facciamo niente è perché non vogliamo fare niente; se sappiamo, se abbiamo capito e ancora non muoviamo un passo, allora anche noi siamo colpevoli, come quei pazzi depravati che prendono a calci in testa un vitello.

Certo, non tutti i lavoratori degli allevamenti sono sadici, anzi, lo è solo una piccola parte. Ma non è così strano che proprio questa gente impazzisca in questo modo: una volta che si accetta di considerare gli animali come macchine di produzione (le mucche) o come scarti (i vitellini che le mucche devono partorire per poter produrre latte, ma che poi non servono a nulla se non come produttori di "carne bianca"), una volta che si accetta la sofferenza e la violenza inflitta a questi animali, non è difficile fare il passo in più che porta a godere di questa sofferenza, anzichè restarne indifferenti come accade per la maggior parte degli allevatori.

E non è il caso di essere così ipocriti da condannare questa violenza gratuita - le botte agli animali imprigionati - e gridare allo scandalo per queste manifestazioni di sadismo, e accettare invece tutto il resto: la prigionia, la sofferenza emotiva della madre e del figlio separati alla nascita, la sofferenza fisica di animali sfruttati all'estremo e poi uccissi in un macello.

Questi "operai" meritano le sanzioni più dure perché la responsabilità è individuale, certo, ma rimane tutto il resto, è illusorio pensare di regolamentare, di rendere presentabile un sistema da cui soppraffazione e violenza sono imprescindibili. Se possiamo illuderci nel vagheggiare di allevamenti dove gli animali non vengono picchiati, non possiamo però pensare ad allevamenti dove gli animali non vengono sfruttati e uccisi e fatti soffrire per mera indifferenza e per convenienza economica.

Contro tutto questo orrore possiamo invece fare una cosa semplicissima. Smettere, rifiutarsi di bere latte animale, di consumare yogurt, formaggi, burro, e utilizzare invece latti, yogurt e altro 100% vegetali (ce ne sono così tanti in commercio... e sono anche molto più salutari). Non è una scelta individuale per chiamarsi fuori o per farsi bella la coscienza. È l'unica strategia efficace, la prima cosa che ogni persona che prova orrore di fronte a tutto questo deve fare.

Trovate una guida ad un'alimentazione sana, gustosa e che non causa sofferenza agli animali sul sito: VegFacile.info

Articolo originale: Volete un bicchiere di latte?
Fonte: AgireOra - informazioni e progetti animalisti

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