Il rifugio "Porcikomodi"

Notizia inserita il 21/11/2008

Un'intervista a un volontario di Porcikomodi per imparare a conoscere questo rifugio per animali salvati dal macello.

Porcikomodi e' una delle poche strutture presenti in Italia per il ricovero degli animali "da reddito". Abbiamo chiesto a Piercarlo, volontario di Porcikomodi, di raccontarci qualcosa di piu' su questa iniziativa: questo e' quanto ci ha detto.

Domanda: Puoi raccontarci brevemente la storia e gli obiettivi di questo progetto?

Piercarlo: Porcikomodi è un progetto costituito all'interno di Vitadacani Onlus. Nasce intorno al 2003 quando l'associazione gestiva l'allora canile di Novate Milanese, e al suo interno fu fatto spazio per Pierluigia, una maiala salvata da un allevatore di quelle zone.

Da quel momento, presso i due nuovi parchi-canile di Arese e Magnago, cominciarono ad arrivare altri animali "insoliti" per un'associazione che si occupa di cani e ha come principale progetto parallelo il recupero di animali da laboratorio. Nel 2006, dall'iniziativa di alcuni volontari nel bresciano, viene costituita a Nave (BS) la prima sede interamente dedicata agli animali del progetto Porcikomodi, mentre un'altra comincia ad essere realizzata a fianco al parcocanile di Magnago.

Oltre ai maiali (da cui il nome), nel progetto trovano spazio pecore, capre, conigli, anatre, papere, galline, polli, vitelli, tacchini, e molti altri animali (in tutto quasi 200) salvati dal ciclo di morte della filiera del consumo umano. Animali ai quali è stata donata una nuova vita e una possibilità di vivere in spazi a loro adatti.

Le finalità del progetto sono molteplici. La prima che ci anima è quella di salvare il più alto numero di animali possibile e garantire loro una vita dignitosa, cosa che a questi animali e' sempre negata. Inoltre speriamo che facendo questo, si possa mostrare come in realtà questi animali sono ben lontani dallo stereotipo che questa società impone di loro. I soliti luoghi comuni per cui i maiali sono brutti e sporchi, le galline stupide, le mucche "carne che cammina"... ma noi possiamo mostrarli per ciò che realmente sono, e far quindi vedere alla gente che non ci sono poi molte reali differenze tra gli animali che loro considerano da non mangiare (cani, gatti, ecc.) e questi altri animali a cui invece sono negati anche i più elementari diritti.

[N.d.R] A questo proposito invitiamo a visitare il sito Incontra Gli Animali che, attraverso estratti del libro "Il maiale che cantava alla luna" e storie di persone che hanno accolto animali "da fattoria", racconta proprio la complessa vita emotiva e sociale di questi animali.

Attualmente non è ancora possibile, ma contiamo molto presto di poter avere regolarmente scolaresche in visita ai nostri centri per poter mostrare loro come sono davvero gli animali, e non quei fantasmi privati di ogni libertà che vengono normalmente mostrati negli allevamenti. Nelle occasioni fin qui avute di portare bambini presso le nostre strutture abbiamo sempre notato una fortissima empatia verso questi animali sconosciuti ai più, o meglio conosciuti solo come prodotti in vaschetta, e contiamo che il semplice conoscerli sotto un altro aspetto possa muovere nella gente l'idea che anche loro hanno diritto a vivere nè più nè meno di qualsiasi altro animale, e che è solo la non conoscenza che ce li fa vedere diversi, nient'altro.

Il progetto Porcikomodi nasce con l'intento di dare una casa definitiva a questi animali, pertanto li diamo in adozione solo raramente. Questo sia per la difficolta' di essere sicuri delle reali intenzioni dell'adottante, sia per non causare loro altri traumi. A volte occorrono settimane o mesi di sforzi per fare si' che un nuovo individuo riesca a inserirsi nel branco. Privarlo dei suoi amici, di quella che ormai considera casa propria, ci sembra un tradimento nei suoi confronti. Quindi i rari casi di adozione riguardano animali che anche dopo tanti sforzi non riusciamo a inserire con gli altri, oppure quelli che purtroppo non abbiamo la possibilita' di ospitare, e quindi concediamo in adozione prima dell'arrivo presso le nostre strutture.

Proponiamo invece molto di più l'adozione a distanza, specie per persone che hanno la possibilità di venire a trovarli. Questa formula è normalmente la più semplice perche' permette a noi di avere delle entrate che ci aiutino a mantenerli, e alle persone di avere un animale da andare a trovare ogni volta che vogliono senza tutti i problemi di gestione, di permessi sanitari e altro che questi animali comportano.

D. Quanto e' grande il rifugio? Avete delle stalle?

P. La sede di Brescia dispone di circa 10.000 metri quadrati, e altri 15.000 alla sede di Magnago. Stalle vere e proprie non ne abbiamo, abbiamo ricoveri al coperto all'interno dei recinti, in base alle varie esigenze e problemi degli animali, ma in generale vogliamo che vivano il più possibile in natura.

D. Personalmente non riesco a dimenticare il misto di stupore e incredulita' nella faccia di un veterinario quando gli ho portato una gallina raffreddata... Immagino che non sia stato facile trovare dei veterinari, visto che quelli che lavorano negli allevamenti hanno una mentalita' non proprio in linea con i principi del rifugio.

P. A Brescia abbiamo due veterinari principali. Uno è un nostro veterinario storico che ci ha sempre seguito anche prima di Porcikomodi con volatili, randagi e moltissimi altri animali. Pensa che Matilda, un mese prima della foto qui sotto, era in fin di vita. Aveva grossi problemi cardiaci, e lui è stato quattro giorni di fila a tenerla sotto le lampade, in flebo, facendole massaggi e quant'altro per salvarla. Non aveva alcuna esperienza di suini, eppure è riuscito a salvare un animale cui nessuno dava la minima possibilita'.

Insieme a lui si poi è aggiunto un suo collega specializzato in animali da reddito, ma essendo abituato a seguire animali di privati o in micro allevamenti ha una mentalità molto vicina al benessere vero dell'animale. Ha capito immediatamente il nostro spirito e cerca sempre di consigliarci le scelte migliori per l'animale. Persone come loro però sono davvero rarissime. I veterinari normalmente non conoscono nulla di questi animali, cioè conoscono quanto serve per allevarli, ma appena esci dall'ordinario si apre un mondo che per loro è sconosciuto.

La scienza veterinaria e' tutta concentrata sul come far crescere piu' in fretta, ed ai costi piu' bassi possibile, questi animali, sul come far raggiungere i 250 chili ad un maiale in soli 8 mesi. Pensa che stimano la vita media dei maiali tra i 5 e i 20 anni... e gia' li'... ma sulle patologie cui vanno incontro con l'eta' e su tutto il resto non sanno praticamente nulla.

D. Per tenere questi animali quali permessi bisogna avere?

P. Noi siamo ovviamente registrati all'ASL come "allevamento" e gli animali hanno l'orecchino (la taghetta applicata all'orecchio con il numero). In Italia non esiste alcun altro altro modo per tenere questi animali. Del registro teniamo pero' solo la parte relativa agli ingressi: l'altra, quelli che viene compilata quando gli animali vengono mandati al mecello... resta vuota.

D. In quante persone lavorate ai rifugi? Avete bisogno di volontari?

P. A Brescia sono una decina, a Milano, faccio fatica a fare una stima perché le persone sono condivise con il canile. Volontari? ...se ne abbiamo bisogno? ... si', eccome! Chi vuole darci una mano puo' scrivere a porcikomodi@gmail.com

D. Qualche info pratica per qualcuno che mai volesse imitarvi? ;-)

P. Per chi volesse imitarci la cosa migliore sarebbe quella di contattarci direttamente. La sola cosa che credo si possa dire è che questi animali, salvo quando hanno dei problemi, non richiedono cure eccessive, ma vanno comunque seguiti con continuita' e regolarita'. Sono animali che danno soddisfazioni incredibili, ma soprattutto che ti fanno scoprire un mondo che normalmente si ignora.

Potete trovare altre foto degli animali del rifugio nella Galleria fotografica del rifugio Porcikomodi

Articolo originale: Il rifugio "Porcikomodi"
Fonte: AgireOra - informazioni e progetti animalisti

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