18-24 aprile: settimana mondiale contro l’uso degli animali da laboratorio

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Uomini e topi

"Una totale fiducia nei risultati derivanti dalla sperimentazione animale può causare delle pericolose ed erronee interpretazioni dei dati ottenuti, con costi di decine di migliaia di vite umane", scrive uno dei più autorevoli manuali in tema di sperimentazione animale. (1)

Che significa tutto ciò? Dopo anni in cui ci siamo sentiti dire che la sperimentazione animale è fondamentale per sconfiggere malattie quali il cancro o l’AIDS tutto a un tratto ci assale il dubbio che forse tutta la sofferenza che la razza umana ha inflitto agli animali da laboratorio non aveva la benché minima ragione d’essere..? E’ difficile da accettare, così come è stato difficile, per Galileo, convincere i nostri antenati che la terra era tonda e girava attorno al sole. Oggi sappiamo che aveva ragione.. si era trattato di un colossale errore.

Sono sempre di più gli scienziati che ammettono l’inutilità di testare farmaci, cosmetici e quant’altro sugli animali. Solo una cosa accomuna noi, animali umani, e loro, animali non umani: la capacità di provare dolore, la sofferenza.

Non possiamo, al di là di ogni ragionevole dubbio, continuare a sostenere la validità della sperimentazione animale. Nessuno ha colpa di ciò che è stato, siamo sempre in tempo di cambiare le cose. Dice il dottor W. Hartinger, chirurgo tedesco: "Ci sono [...] solo due categorie di dottori e scienziati che non sono contrari alla vivisezione: quelli che non ne sanno abbastanza e quelli che ne traggono un vantaggio di tipo economico." (2).

L’Università di Trieste, ospita, ahimè, uno stabulario: esso si configura, per Decreto Ministeriale, come stabilimento di allevamento di animali da laboratorio. Inoltre, sempre per Decreto Ministeriale, vi è autorizzata la sperimentazione animale.

La struttura non svolge un’autonoma attività di ricerca ma offre agli utenti, tra cui vi sono vari dipartimenti (compreso quello di psicologia), alcune cliniche universitarie e la SISSA, l’opportunità di utilizzare, nei limiti delle disponibilità, gli animali che vi sono allevati.

Sì... avete letto bene... utilizzare gli animali; come se fossero oggetti inanimati e non esseri senzienti! La colpa di tutto questo non è solamente dello stabulario, ma anche delle normative che permettono una simile barbarie.

Il testo giuridico di riferimento in tema di sperimentazione animale è il D.Lgs. 116/92 e s.m.i., che recepisce una Normativa Comunitaria. Tra i vari articoli di cui si compone, che non riportiamo perché indubbiamente tediosi, si parla anche di sperimentazione senza anestesia (nell’art. 9, comma 1) e di esperimenti che comportano, o rischiano di comportare, gravi lesioni o un forte dolore che potrebbe protrarsi (nell’art. 9, comma 3).

Noi di Trieste.com, fino a che non l’abbiamo letto con i nostri occhi, non ci credevamo: ci sembrava assolutamente impensabile che fosse permesso sperimentare senza anestesia, o che si potesse volutamente operare nella piena consapevolezza di infliggere dolore! Altro che tutela del benessere animale! Non so se anche a voi fa lo stesso effetto, ma io sono stata male per settimane. Dopo aver pensato quanto sono fortunati il miei adorati amici a quattro zampe, ho cominciato ad informarmi, e, più ne sapevo, più mi convincevo che la sperimentazione animale è una vergogna per l’intera razza umana.

Purtroppo la maggior parte di noi, in tema di sperimentazione animale, oltre che firmare qualche petizione e far sentire la propria voce, può far ben poco. Però, esiste un però, qualcosa di positivo c’è: la legge 413 del 12 ottobre 1993 - Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale , sancisce il diritto di ogni libero e pensante essere umano, qualora si trovasse nella condizione di dover sperimentare su altri esseri viventi, di esercitare obiezione di coscienza.

Tale diritto è consentito a tutti coloro che si oppongono alla violenza su tutti gli esseri viventi (ex. art. 1) e nessuno può subire conseguenze sfavorevoli, per essersi rifiutato di praticare o di cooperare all'esecuzione della sperimentazione animale (Art. 4, comma 1).

Inoltre, nell’Art. 3, comma 5, si dice chiaramente che "tutte le strutture pubbliche e private legittimate a svolgere sperimentazione animale hanno l'obbligo di rendere noto a tutti i lavoratori e gli studenti il loro diritto ad esercitare l'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale. Le strutture stesse hanno inoltre l'obbligo di predisporre un modulo per la dichiarazione di obiezione di coscienza alla sperimentazione animale".

Se siete medici, ricercatori, tecnici, infermieri o studenti universitari interessati... pensateci!

Dal 18 al 24 aprile, inoltre, ricorre la settimana mondiale contro l’uso degli animali da laboratorio: nel corso di questi giorni, in tutto il mondo, vengono organizzate iniziative e manifestazioni di sensibilizzazione e protesta.

Come disse George Bernard Shaw "Un’atrocità non è minore per il fatto che viene commessa in un laboratorio ed è chiamata ricerca medica: resta sempre un’atrocità."

Nulla di quanto sopra riportato è frutto di fantasia:

Le notizie sullo stabulario dell’Ateneo triestino sono tratte dalle pagine presenti in rete sul sito ufficiale dell’Università degli Studi di Trieste.

Bibliografia:

  1. Svendsen Per, "laboratory Animal Anaesthesia" - Handbook of Laboratori Animal Science (P.Svendsen and J.Hau, editors), CRC press.
  2. "Il costo umano della sperimentazione animale" - Katrina Fox (tratto da www.katrinafox.com/animalexp.htm). La traduzione italiana dell’articolo è disponibile sul sito www.noi-animali.org
  3. D.Lgs 116/92
  4. L. 413/93 - Norme sull'obiezione di coscienza alla sperimentazione animale

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