Domande & risposte
A chi viene versato il denaro dell'iscrizione e quello della maglietta?
L'iscrizione viene effettuata direttamente con gli organizzatori della Bavisela, noi non abbiamo alcun ruolo in questo. Le magliette potrebbero essere acquistate direttamente presso la tipografia che le stampa, ma il costo sarebbe proibitivo. Per questo raccogliamo le adesioni, le facciamo stampare insieme e poi le ridistribuiamo. Il costo totale viene diviso per il numero di magliette, senza ovviamente alcun sovrapprezzo.
Perchè dite che bisogna partecipare con la vostra maglietta oppure con quella ufficiale della Bavisela? Non posso venire con una maglietta qualsiasi?
Il regolamento della maratona stabilisce che tutti i partecipanti debbano indossare la maglietta ufficiale. Viene solitamente fatta un'eccezione per i gruppi "ufficiali".
Perchè precisate il fatto che l'iniziativa è organizzata da singoli volontari e non da associazioni animaliste?
La vegMaratona e' stata lo scorso anno e sarà quest'anno un'occasione di festa, in cui non c'e' posto per le polemiche. Tuttavia, visto che questa domanda ci e' stata posta diverse volte, ci sembra corretto dare una breve risposta.
Negli ultimi anni i vertici di molte delle grandi associazioni animaliste si sono preoccupati quasi esclusivamente di garantirsi lauti stipendi e spesso ottenere ottimi posti in politica.
Tutto questo ha avuto un costo: nonostante la buona fede e l'impegno dei singoli attivisti, abbiamo assistito a leggi a favore degli animali boicottate perchè provenienti dallo schieramento politico opposto, a leggi peggiorative appoggiate perchè provenienti dal proprio, ad associazioni animaliste che invitavano a votare politici che si sono poi scoperti essere cacciatori o vivisettori.
Ribadendo la nostra assoluta fiducia nella buona fede dei singoli volontari, speriamo quindi che come l'anno scorso si uniscano a noi persone appartenenti a tutte le associazioni animaliste (o non appartenenti ad alcuna di esse) lasciando a casa sigle e bandiere, accomunate dal comune interesse per gli animali, per il problema della fame nel mondo e dello sfruttamento dell'ambiente.
Molta gente è interessata all'alimentazione vegetariana, ma non se la sente di cambiare abitudini da un giorno all'altro. Perchè invitate ad un'alimentazione vegetariana e non all'abolizione degli allevamenti intensivi?
Chi non se la sente di cambiare abitudini da un giorno all'altro può iniziare col ridurre il più possibiie il consumo di carne e nel frattempo informarsi sulla dieta vegatariana. (Noi consigliamo il CD-ROM o il libretto "Sai Cosa Mangi?" per la sua completezza - www.saicosamangi.info).
L'abolizione degli allevamenti intensivi in favore di allevamenti estensivi (con gli animali liberi di muoversi e di interagire tra loro) non può essere considerata un inizio, per vari motivi.
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L'abolizione degli allevamenti intensivi è qualcosa su cui difficilmente la singola persona o il singolo gruppo ha possibilità di intervento. Se vogliamo aiutare gli animali e tutti gli esseri umani che muoiono di fame occorre inizare dalle azioni che ciascuno di noi può compiere ogni giorno e non demandarle ad altri.
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Il passaggio da allevamenti intensivi ad allevamenti estensivi non cambierebbe il fatto che gli animali vengono uccisi per soddisfare la nostra gola, nè che vengano alimentati con cibo che viene portato via ai paesi del terzo mondo. Pertanto sarebbe un miglioramento, ma non scalfirebbe minimamente il problema di fondo: la morte e la sofferenza di esseri viventi, umani e non.
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Il passaggio da allevementi intensivi ad estensivi è assolutamente impossibile: semplicemente il nostro pianeta non è abbastanza grande. La popolazione di bovini è superiore a quelle umana; i sostenitori degli allevamenti estensivi dovrebbero spiegare dove pensano di sistemare gli oltre 6 miliardi di mucche e le altre decine di miliardi di animali.
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Anche una riduzione del consumo di carne non risolverebbe il problema: immaginiamo che tutti diminuissero il loro consumo di carne dell'80%. In pratica chi mangia carne (compresi ovviamente pesce, salumi ecc.) ogni giorno dovrebbe mangiarla 1 giorno su 5. Chi la mangia 1 volta la settimana dovrebbe ridurre a 1 volta ogni 5 settimane. Immaginiamo inoltre che per favorire il benessere degli animali tutti decidessero di chiedere ai produttori di non ridurre il numero di allevamenti ma di ridistribuire lo spazio tra il minor numero di animali. Ovviamente il costo della carne aumenterebbe di circa 5 volte. Una simile riduzione dei consumi di carne, insieme alla decisione di pagare la carne 5 volte tanto, portata avanti da tutti gli abitanti del pianeta, darebbe agli animali uno spazio 5 volte superiore, quindi potrebbero sdraiarsi, e fare qualche passo, ma ancora niente di lontanamente paragonabile ad un allevamento estensivo.
Con questo non vogliamo dire che ridurre il consumo di carne sia inutile. Al contrario! Chiunque dimezzi il consumo di carne dimezza il numero di animali che vengono uccisi per la sua alimentazione. Ma non cambia in alcun modo le condizioni degli animali negli allevamenti intensivi.
Se tenete agli animali, alle popolazioni più povere, alla salvaguardia del pianeta e alla vostra salute, iniziate per lo meno a ridurre il consumo di carne, puntando ad un'alimentazione vegetariana.


