Giovanni Volpe: un'eredità umana e civile

Notizia inserita il 16/05/2013

Giovanni Volpe: un'eredità umana e civile, è il tema dell'incontro che si svolgerà, il 17 maggio alle ore 17, all'Auditorium del Museo Revoltella di Trieste, promosso dall'Associazione Amici del Caffe' Gambrinus per ricordare, a dieci anni dalla morte, uno dei suoi fondatori, la cui vita professionale ed umana è stata coerente testimonianza di valori profusi al servizio delle Istituzioni, della città, del dialogo di frontiera e delle persone comuni, soprattutto le più deboli.

Giovanni Volpe in piazza Unità

La manifestazione non intende essere una mera manifestazione a ricordo, ma la riproposizione di un messaggio vissuto che assume particolare valenza ed attualità in questo difficile momento storico e sociale. Dopo gli indirizzi di saluto del sindaco Roberto Cosolini e dell'ex sindaco Roberto Dipiazza, ricorderanno l'operato di Giovanni Volpe al servizio delle Istituzioni il questore Giuseppe Padulano, l'Assessore comunale Bruno D'Agostino e l'Assessore provinciale Mariella De Francesco che furono testimoni e colleghi del lavoro svolto da Volpe nella Polizia e in Prefettura. L'impegno per il dialogo di confine sarà l'argomento di Edvin Švab, già sindaco di San Dorligo della Valle e da Jadranka Šturm Kocjan, ex Console Generale di Slovenia a Trieste e oggi ambasciatrice in Romania. L'ultima sessione, dedicata all'intenso operato del dott. Volpe a favore delle persone più deboli, vedrà gli interventi di Michele Lacalamita, Presidente del Fondo Volpe, Don Mario Vatta e Nicoletta Belletti. Molte le video testimonianze di persone che hanno conosciuto nei diversi ambiti Volpe e che gli sono state amiche. Giovanni Volpe iniziò e terminò la sua carriera professionale a Trieste. Nel 1968 incominciò il suo servizio alla squadra mobile di Trieste, due anni dopo divenne commissario di Muggia ove condusse, con successo, le indagine per l'attentato alla SIOT dell'agosto 1972. Nel 1973 divenne capo della Digos, negli anni di piombo in cui le agitazioni operaie, le manifestazioni di piazza, gli scontri tra gli opposti estremismi attraversarono quotidianamente la città. In quel periodo si stabilirono anche i primi contatti con la polizia d'oltre confine. La collaborazione transfrontaliera si rafforzò quando, nel 1981, Volpe fu chiamato a dirigere la Polizia di frontiera. Nacque con l'allora sindaco di San Dorligo della Valle, Edvin Švab, la manifestazione Confini aperti. Giovanni Volpe, passò poi - per sua volontà - dalla Polizia alla Prefettura dove conservò ed intensificò i legami con i colleghi di oltre confine. Per il suo operato durante la guerra per l'indipendenza della Slovenia e per i rapporti transfrontalieri, il 28 novembre 2002, il Presidente della Repubblica di Slovenia, Milan Kučan, gli conferì la medaglia d'onore della Repubblica di Slovenia. Continuò il suo lavoro in Prefettura nei diversi ambiti di attività e il suo operato ebbe un pubblico riconoscimento il 27 giugno 2002, allorquando il sindaco Dipiazza gli consegnò il Sigillo della città poco prima del suo pensionamento dopo 42 anni spesi al servizio delle Istituzioni e di Trieste.

L'ingresso alla manifestazione è libero sino a esaurimento dei posti disponibili.

Informazioni: Giovanni Esposito (Tel 040 55427 - cell. 349 3589958).

Tutti gli eventi e comunicati della sezione 'Città'.

Hai trovato utile questa pagina? Condividila!