Recensione della silloge: "Respiro di presente" (Renzo Maggiore)

Seconda, intensa silloge di Renzo Maggiore, "Respiro di presente" può considerarsi la continuazione di "Aurora spirituale" (Sovera, 2004).

La raccolta, più compatta e affascinante della prima, prende il titolo da una lirica simbolo che parla di mare e lune, viaggio e mondo bambino, temi ricorrenti nella poesia dell'autore. Nella parte introduttiva, denominata "Alle soglie della poesia busso con incrollabile fede" l'autore esprime in due sole composizioni la sua idea di "poesia" e un sentire legato all'idea del "bambino" come posizione esistenziale risolutiva dei conflitti, soprattutto interni alla persona; periodicamente nella raccolta si ritrova il filo conduttore del sentire "infantile" e il richiamo a vivere il presente come unica vera realtà dell'uomo.

Dalla semplicità di una tenera analisi della percezione bambina ("Aura bambina") - quasi un suggerimento di approccio allo scritto - il percorso intellettuale continua con poesie "di mare e di aria", ricche di accostamenti metaforici tra mondo naturale e percorso spirituale ed esistenziale. Molti versi sono incitamenti ad agire, amare, operare per la pace, principalmente in se stessi: continua il cammino di ricerca, forse è meglio dire di scoperta, che Maggiore sempre propone credendo chiaramente che ogni uomo deve compiere una missione unica su questa terra in stretto legame con un mondo divino, troppo spesso delegato ad una realtà ultraterrena erroneamente ritenuta inaccessibile: l'autore vede e sente Dio sulla Terra (Panorami), lo vede in ogni uomo. Un pensiero a volte ardito, ma forte, mistico e attraente, "di mare e di aria", soprattutto. E' la poesia della Responsabilità, che prevede la sofferenza come passaggio - forse inevitabile - per riconoscere veramente se stessi (Tregua), il proprio potere, ed esprimere quindi una Volontà consapevole (In pace con me stesso). Come l' "Aurora spirituale", anche il "Respiro presente" è accompagnato da tanta musica: nella sezione denominata "Magia dell'arte" ci sono Verdi, Bizet, il maestro Mogol (l'autore ha seguito il corso per autori di testi al CET), l'analogia tra lo strumento e l'uomo; ma ancora tanta, tantissima natura: permane la presenza pressoché costante del gabbiano quale animale preferito in cui immedesimarsi e rispecchiarsi; si spandono panorami di mare e cielo in un'orgia coinvolgente di infinito. L'uomo è la sua mappa percettiva e la sua anima (Il mondo), ed ogni parte di sé è una parte di natura (Fumo, San Francesco, Alle foci dell'Isonzo...). Il viaggio di Ulisse verso la sua anima (Il paese bianco) si scontra con fatiche e peripezie, ma le risorse umane sono più che sufficienti ad arrivare alla meta più ambita (Per sempre Io!). "Voli d'anima e di purezza" caratterizzano un percorso poetico tutto da scoprire, in cui la ricerca dell'origine (Purificazione) e di una perfezione del tutto umana (Puro alla meta, Attraente polarità...) percorrono le immagini e le colorate scene dei versi Maggioriani. L'invito a se stesso e al mondo di guardarsi allo specchio (Specchio del mondo) e di accorgersi che siamo noi uomini a riempire le cornici di "ortiche e rampicanti" segna un'autentica filosofia del poeta, assieme all'invito di godere dell'infinita Bellezza in se stessi e nella Natura (che sono in realtà un tutt'uno) e di sorridere alla vita perché in questo modo la vita ci sorriderà (Sorriso alla vita).

L'ultima parte del libro, arancio nella copertina e nei sentimenti, percorre a ritroso "I tempi dell'essere" partendo dalla "Vecchiaia" per finire col "tempo cosmico" di "Alla foce dell'Isonzo", lirica onnicomprensiva che chiude a cerchio l'affascinante percorso poetico partito da questa breve composizione priva di titolo: "Viviamo come i salmoni / faticosamente risalendo / il fiume della vita / per rinascere un giorno / alla sorgente." Alla fine sorgente e foce coincidono: non ci sono veri "opposti" nell'alta visione del "poeta gabbiano" che gode di "nuove prospettive / che solo gli uomini liberi / possono provare" (Libero sul tappeto). La magia della poesia si chiude "alla foce dell'Isonzo" nella fluida sospensione del Re Airone uscito dall'acqua per lasciare la sua scia infinita nell'aria... e la bianca colomba della pace, che mostra il suo rotondo petto nel Respiro di presente, lo segue nella speranza, mai doma, di una pace totale. Un libro da leggere e consigliare.

Elenco delle opere contemporanee.

Hai trovato utile questa pagina? Condividila!