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Museo Civico di Storia Naturale - Sezione di paleontologia

La sezione paleontologica del Museo di Storia Naturale, di recente costituzione, è nata con l’intento di esporre i più importanti ritrovamenti avvenuti sul Carso triestino negli ultimi 100 anni. Per il visitatore si tratta di un affascinante viaggio a ritroso nel tempo.

L’avventura ha inizio circa 300.000 anni fa quando l’orso delle caverne (Ursus spelaus) popolava le caverne della zona: si trattava del più grande orso mai vissuto sulla faccia della terra, con un cranio di dimensioni molto maggiori di quello degli orsi oggi esistenti. Una ricostruzione a grandezza naturale si trova, per la gioia dei visitatori, all’entrata della Sala. Queste dimensioni decisamente imponenti vedono ragion d’essere nella dieta, prevalentemente vegetariana, dell’animale; la necessità di masticare a lungo i cibi richiedeva una muscolatura adeguata ed inoltre i denti molari erano più larghi e piatti. L’orso delle caverne si è estinto circa 12.000 anni fa, presumibilmente a causa delle variazioni climatiche. Molte tra le grotte della provincia di Trieste contengono resti dell’animale ma i ritrovamenti più consistenti - a migliaia - sono avvenuti nella Grotta Pocala, nel Comune di Duino Aurisina, tra i quali lo scheletro completo che fa bella mostra di sé nel Museo.

Con un salto di 85 milioni di anni il visitatore viene proiettato nel Cretaceo, in un mondo completamente diverso. Dopo aver visitato le grotte carsiche è la volta dell’ambiente tropicale, contraddistinto da una lussureggiante vegetazione e una fauna davvero ricca. Nel mare non mancavano copiose varietà di pesci e crostacei, le coste erano popolate da coccodrilli e, tra la vegetazione, viveva il dinosauro a "becco d’anatra", così chiamato per la forma del muso. Oggi tutti questi organismi si possono ammirare nei fossili scoperti nel territorio del Villaggio del Pescatore, borgo costiero della provincia di Trieste. Al Museo sono in mostra resti fossili di coccodrillo (una particolare specie dal muso molto corto) e di gamberetti, diversi resti fossili di ossa di dinosauro e, la punta di diamante dell’intera collezione, lo scheletro completo e perfettamente conservato di un dinosauro, a cui è stato dato il nome di Antonio. Si tratta probabilmente di un adulto, lungo 4 metri ed alto 1 metro e 30 centimetri, dal peso stimato di 700 kg.

Antonio rappresenta il più antico e meglio conservato adrosauro mai scoperto in Europa ed inoltre la sua scoperta ha consentito agli studiosi di ipotizzare quale fossero le condizioni ambientali sul Carso triestino nel periodo Cretaceo.

La visita della sezione paleontologica non finisce comunque con Antonio: a seguire infatti oltre ad altri resti fossili di rettili scoperti tra la seconda metà e la fine del XIX secolo, la collezione paleontologica "storica" del Museo triestino. Tra questi si trovano il Carsosaurus marchesettii (così chiamato in onore di Carlo de Marchesetti, direttore del Museo dal 1876 al 1921) e la Sontiochelys cretacea, l’unica tartaruga fossile ritrovata sul Carso (purtroppo quella esposta non è altro che una copia dell’originale, andata perduta). In ogni caso ogni reperto dell’antica collezione civica ha un suo valore storico indipendentemente dal valore scientifico.

La sezione paleontologica del Museo offre quindi la visitatore anche una memoria storica della paleontologia locale e una ricostruzione di com’era l’ambiente della zona in ere geologiche ormai lontane.

Informazioni utili
Museo Civico di Storia Naturale di Trieste
Piazza Hortis, 4
Tel 040 6758658
E-mail: museisci@comune.trieste.it
Orario di apertura: martedì - domenica; 8:30 - 13:30

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