Dall'affare Dreyfus alla Shoah

Notizia inserita il 18/09/2008

Fino al 15 gennaio al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner

"DALL'AFFARE DREYFUS ALLA SHOAH,
LA CARTA POSTALE ANTISEMITA"

Oltre 200 cartoline che illustrano il pregiudizio contro gli ebrei tra Otto e Novecento

Trieste, 15 settembre 2008 - Si apre oggi, alle 18 al Museo ebraico Carlo e Vera Wagner "Dall'affare Dreyfus alla Shoah, la carta postale antisemita". Realizzata con il sostegno della Provincia di Trieste nell'ambito delle progettualità per la pace tra i popoli, la mostra propone 250 cartoline che raffigurano lo stereotipo antisemita nell'Europa tra Ottocento e Novecento.

L'esposizione nasce dalla passione di Gerard Silvain, che da oltre trent'anni raccoglie con passione cartoline d'epoca d'argomento ebraico. La sua collezione, che spazia su diversi argomenti, ha reso possibile la ricostruzione di un filone che ancora oggi rappresenta un'importante fonte di studio e d'approfondimento per gli storici.

"In un'epoca in cui la fotografia era ancora poco diffusa - spiega Claudio De Polo Saibanti, presidente della Fratelli Alinari - si affidava infatti alla carta postale il compito di comunicare luoghi e idee, tra cui appunto le teorie e le iconografie antisemite, antigiudaiche o antisioniste, attraverso caricature, disegni, scorci minori, riproduzioni di manifesti o pagine di giornale".

Diffusissime dalla fine dell'Ottocento, grazie allo sviluppo dei servizi postali, le cartoline veicolano così con grande efficacia stereotipi antichi: le accuse di deicidio e quelle di omicidio, l'immagine dell'ebreo banchiere, usuraio o intento al complotto per il dominio del mondo.

Attraverso questi cartoncini si può dunque seguire l'evoluzione dei tempi e la progressiva radicalizzazione dell'antisemitismo in Europa tra le due guerre, quando la crisi economica e la rivoluzione russa amplificano antichi pregiudizi. Allora, sulla scia del falso "I protocolli dei savi di Sion" - che lancia l'allarme su una presunta cospirazione giudaica per la conquista del mondo - si moltiplicano infatti le immagini degli ebrei come rivoluzionari o cospiratori pronti a tutto.

La mostra, rimane aperta fino al 15 gennaio da domenica a venerdì dalle 10 alle 13. Martedì anche dalle 16 alle 19.

E' disponibile il catalogo "La carte postale antisémite" di Gerard Silvain e Joel Kotek, prefazione di Anne Marie Matard Bonucci, con l'integrazione di una traduzione italiana.

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