Rassegna di poesie, salmi e dipinti "Il Resto"

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Martedì 15 marzo 2005 si inaugura, in internet, presso la galleria virtuale www.anforah.artenetwork.net introdotta del critico letterario Fabio Russo, la rassegna di poesie, salmi e dipinti "Il Resto" (tratta dal manoscritto omonimo, di prossima pubblicazione a Trieste, di cui si presentano - in anteprima - alcune sintesi espressive) degli artisti giuliani Fedele Boffoli, Walter Curini, Francesco Mignacca, Franco Naglein e Grazia Semeraro.

L'esposizione che promuove il progetto aperto Anforah, indicante l'Arte quale universale chiave di comprensione e unificazione della vita, resterà attiva in rete un mese.

Riportiamo, di seguito, - tratti dalla prefazione al libro "Il Resto" (a cura di Fedele Boffoli), alcuni significativi cenni inerenti all'opera -:

"Dopo l'11 settembre, in un periodo in cui il mondo versa nell'incubo di una tragica contrapposizione tra i blocchi di Occidente e Oriente, alcuni artisti si cimentano (aldlilà dei dualismi) in un poetico viaggio ideale, attraverso luoghi e culture dell'antichità, per riscoprire il senso di una memoria universale intatta e inalterata dallo scorrere del tempo. Il viaggio da Trieste a Genova e (via mare) fino a Tangeri si snoda lungo l'antica via carovaniera sahariana del sale per attraversare il Mar Rosso e, passando per Gerusalemme (La via dell'incenso), proseguire attraverso la La via delle spezie e La via della seta fino al fiume Gange (in India) dove, arrestandosi ai confini dell'Estremo Oriente, inverte la rotta per tornare (La via dell'ambra) ad Occidente, a termine di una circolazione intorno al Mar Mediterraneo.

Durante la percorrenza (soprattutto intesa come metaforico percorso di consapevolezza sui simboli dell'esistenza) si va sommando alla contemplazione della bellezza di paesaggi ed atmosfere una meditazione accurata sulle principali filosofie e religioni dell'umanità.

Con poesie, salmi e dipinti (dei cinque autori), il circolo si svolge e risolve (in luogo della sua massima chiave interpretativa) nell'emblematico centro dell'Arte che illumina e rischiara la vita, evidenziandone unità e colore. Un poema illustrato e salmodiante non sincretico (non si pone come proposta accorpata di religione o filosofia) che promuove l'intuizione e la poièsi. Nella presente opera evocati tra testi e immagini, trovano spazio, in più livelli comunicanti, i motivi di: acque, mari e fiumi, minerali e metalli, terre e monti, deserti e oasi, venti, città, viaggiatori e viaggi, personaggi della storia, navigazioni e rotte, popoli e monumenti dell'antichità, religioni, filosofie, miti ed altro. Il senso del libro pur, apparentemente, favorendo un'ottica filosofico-religiosa di tipo occidentale (privilegia l'azione e il fare, con riferimenti cottolico-cristiani di profilo mariano), mira al re-integro dell'Oriente in tutte le sue forme culturali e cultuali (anche pagane), in qualità di culla di civiltà millenarie, quale ovvio reciproco dell'Occidente e, non a caso, luogo dove si leva il sole.

E per ultimo (anzi direi in primis) testimoniamo nell'opera, la presenza latente di un Resto quale aspetto ineffabile e misterico che, nel paradosso, pur sostenendo la vita e le sue cause, si sottrae ai linguaggi e alle umane espressioni.".

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