Mostra personale della pittrice triestina Bianca Di Jasio

Notizia inserita il 17/07/2008

BIANCA DI JASIO ALLA SALA COMUNALE D'ARTE DI TRIESTE DAL 21 LUGLIO

S'inaugura lunedì 21 luglio alle ore 18.30 alla Sala Comunale d'arte di Trieste (piazza Unità d'Italia, 4) la mostra personale della pittrice triestina Bianca Di Jasio, che sarà presentata dalla curatrice Marianna Accerboni. La rassegna, intitolata "Geoalkimie", propone una ventina di opere realizzate dal 2006 al 2007 e rimarrà visitabile fino al 7 agosto.

"eoalimie" scrive Accerboni " rappresenta una sorta di neologismo inventato da Bianca Di Jasio per indicare la fase più recente della sua produzione artistica, in cui la pittrice, triestina di nascita, ma di sangue dalmata e partenopeo, riafferma alcuni parametri della sua pittura, volta a sondare istintivamente e a rappresentare attraverso cromatismi preziosi e ricche matericità le energie sconosciute e le tensioni occulte che scorrono sotto la superficie della terra, formando una linfa vitale impercettibile ma possente, come lo spirito e le forze che albergano all'interno del nostro corpo. A questo mondo invisibile ma vivo e reale, composto dall'artista mediante una tecnica ricca e complessa, che inserisce nella resina fresca sabbia finissima di mare, la Di Jasio dona luminosità, profondità e bellezza attraverso la giustapposizione di scaglie di madreperla e cristalli di pietre equatoriali - quali ametista, quarzo, acqua marina, agata, calcite azzurra e rosa e rubiniza, che le giungono apposta da quelle terre lontane - e altri interventi con porporina d'oro e smalti, completati da accurate rifiniture a olio: suggestioni tratte e ispirate da un mondo naturale, ancora intatto e allo stadio primordiale, che s'intrecciano a finezze d'ispirazione klimtiana e a una sperimentazione materica, la quale suggerisce al fruitore una gamma di scelte interpretative diverse, declinate attraverso un'originale cifra espressionista che, sempre più attentamente, guarda all'astrazione e, lievemente, al lessico surreale. Si compongono così" conclude il critico "efficacemente assemblati sovente in dittici e trittici, paesaggi astrali e lunari, magmi intensi e preziosi, gorghi materici e sensuali, in cui trapelano la vitalità mediterranea, l'epidermica sensibilità alle forze silenti e misteriose e la gioiosa immediatezza di un linguaggio evolutosi attraverso un percorso di studio in Arteterapia e soggiorni a Rjo de Janeiro, dove l'artista ha frequentato l'Accademia di Belle Arti e l'atelier del pittore carioca Ricardo Giovanne".

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