"Ancora adesso veggo in quello scaffale": La biblioteca di Svevo

Notizia inserita il 7/03/2012

Giovedì 8 marzo 2012 ore 18 Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini 4, Trieste)

Interventi di: Elvio Guagnini, professore emerito all'Università degli Studi di Trieste Riccardo Cepach, coordinatore del Museo Sveviano di Trieste Simone Volpato, editore

1945: Villa Veneziani viene completamente distrutta e con essa la biblioteca di Italo Svevo. 2011: nel fondo librario del genero di Svevo, Antonio Fonda Savio, donato tra il 1991 e il 1994 dalla moglie Letizia al Dipartimento di Italianistica che oggi lo conserva, vengono riportati alla luce dallo studioso Simone Volpato settantuno libri con nota di possesso di Ettore Schmitz che si aggiungono ai quaranta già in possesso del Museo Sveviano di Trieste. Solo un nome "Ettore" scritto con inchiostro blu, oppure anche solo una "E". La stampa locale e nazionale dà eco alla scoperta.

Il ritrovamento rappresenta per il mondo degli studi sveviani un evento importante che riattiva la riflessione critica e apre nuove chiavi di lettura e nuove prospettive di studio. Lo stesso Dipartimento di Storia e culture dall'antichità al mondo contemporaneo (Discam), erede del Dipartimento di italianistica, nell'ottobre del 2011 inaugura una mostra curata da Elvio Guagnini dove, oltre a fotografie, quadri, antichi volumi e stampe vengono esposti anche alcuni di questi volumi appartenuti a Svevo.

Come si è salvata la biblioteca? Chi l'ha salvata? Che cosa si è salvato? Quali testi leggeva Svevo? Attorno a queste domande, che sembrano essere l'avvio di un romanzo giallo, si svolgerà giovedì 8 marzo alle ore 18 nella Sala Bazlen di Palazzo Gopcevich (via Rossini, 4 a Trieste) la conferenza "Ancora adesso veggo in quello scaffale. La biblioteca di Svevo".

All'incontro interverranno Riccardo Cepach, coordinatore del Museo Sveviano, l'editore Simone Volpato ed Elvio Guagnini professore emerito all'Università degli Studi di Trieste, che racconterà del Fonda Savio collezionista e illustrerà l'importanza di questo fondo. Quest'ultimo, infatti, non solo permette di arricchire le fonti filosofiche e letterarie dell'opera di Svevo, ma consente di indagare sullo Svevo lettore. Ciò che stupisce è la varietà dei titoli e delle opere presenti in questa raccolta. I relatori aiuteranno il pubblico a ridare un volto agli autori e a quei testi con cui Svevo dialogava: Rilke, Flaubert, Tozzi, Croce, Boccaccio e molti altroi ancora. Tra essi anche Kierkegaard. "Credo - spiega Riccardo Cepach, coordinatore del Museo Sveviano di Trieste - che nessun ciritico abbia mai citato Kierkegaard tra le fonti sveviane, eppure le sottolineature nel volume "Aut-aut" testimoniano che Svevo l'aveva letto con molta attenzione e ne era stato senza dubbio influenzato».

Ingresso libero.

Info: www.150svevo.it

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