Mozart e Vicente Martín y Soler

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Il Circolo della Cultura e delle Arti di Trieste conclude il ciclo di conferenze con ascolti musicali su grandi compositori contemporanei di Mozart. L'ultimo incontro sarà sul tema: «"Tutori burlati" e "Finte semplici": le vite parallele di Mozart e Vicente Martín y Soler"», e si terrà martedì 5 dicembre alle 17.45 presso la Sala Baroncini delle Assicurazioni Generali, in via Trento n. 8.

La conferenza, che metterà luce la figura e l'opera del grande compositore spagnolo Martín y Soler, soprannominato anche "il Mozart di Valencia", vedrà come relatore il prof. Paolo Da Col, del Conservatorio di Trieste. L'incontro è ad ingresso libero, e sarà introdotto dal m° Stefano Bianchi, responsabile della Sezione Musicologia del CCA.


Vicente Martín y Soler (nato a Valencia nel 1754 e morto a San Pietroburgo nel 1806) scrisse principalmente opere (in tutto 21), seguendo i dettami dell'opera buffa italiana dell'epoca. Sebbene oggi sia poco noto, ai suoi tempi venne paragonato spesso a Mozart; in Italia era anche conosciuto con il nome di Vincenzo Martini.

Dopo aver studiato musica a Bologna sotto la guida del grande maestro Giovanni Battista Martini, nel 1775 s'insediò a Madrid, dove mise in scena probabilmente la sua prima opera, "Il tutore burlato", che venne poi tradotta in spagnolo, e adattata secondo il modello della zarzuela. A Madrid ottenne numerosi consensi, soprattutto dal re Carlo IV, ma nel 1777 si trasferì a Napoli, dove fu operò per anni al servizio della famiglia reale.

Tra il 1777 e il 1785 Martin y Soler rafforzò la sua fama di compositore e rappresentò le sue opere in varie città italiane. Nel 1785 si trasferì a Vienna dopo aver accettato un ingaggio per un opera comica per il teatro di corte. A Vienna, che allora era il centro europeo dell'opera italiana, ebbe occasione di fare amicizia con il librettista poeta di corte Lorenzo da Ponte e di lavorare contemporaneamente con Mozart e Antonio Salieri, collaborazione da cui nacquero numerose opere.

Nel 1786 mise in scena le opere "Il burbero di buon cuore" e "Una cosa rara", il suo lavoro operistico di maggior successo, di cui una melodia venne ripresa da Mozart nel suo "Don Giovanni". Nel 1787 ottenne un grande successo con "L'arbore di Diana", che divenne una delle opere italiane maggiormente rappresentate all'epoca.

Nel 1788 accettò l'offerta di Caterina di Russia, e a San Pietroburgo compose nove opere, alcune delle quali in lingua russa. Dal 1793 al 1796 visse poi a Londra, dove rappresentò con successo "La capricciosa corretta", da un libretto di Da Ponte. Trascorse infine suoi ultimi anni di vita in Russia, dedicandosi soprattutto all'insegnamento e trascurando quasi completamente la composizione.


Il prof. Paolo Da Col, relatore della conferenza, ha studiato organo e musicologia a Bologna, affiancando studio e pratica vocale, strumentale, musicologica e bibliografica. Dopo aver insegnato Storia della Musica è divenuto bibliotecario del Conservatorio di Trieste, dove coordina la Scuola di Bibliografia e biblioteconomia musicale.

Paolo da Col collabora come critico musicale con il Giornale della Musica e con altre riviste specializzate. È responsabile del catalogo di musica dell'editore Arnaldo Forni di Bologna e autore di saggi di storia della vocalità rinascimentale e barocca. È co-direttore della rivista L'Organo. Ha eseguito il riordino e la catalogazione di importanti raccolte bibliografico-musicali. È fondatore (nel 1998) e direttore dell'Ensemble Odhecaton, formazione vocale con cui svolge attività concertistica internazionale, per la quale ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti discografici («Diapason d'or de l'anneée», «Cd of the Year»).

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