Città sepolte

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Tra le prossime iniziative culturali giuliane segnaliamo, in sinergia con la galleria d'arte virtuale www.anforah.artenetwork.net di Milano, l'apertura in internet - venerdì 29 aprile 2005, al sito web www.lostcorner.it - della terza rassegna di letteratura e arte a cura di Walter Curini (triestino d'adozione).

In tale edizione primaverile, dal titolo "Città sepolte", si promuove la riscoperta di significato in favore di città, narrazioni e luoghi mitico-simbolici dell'umanità.

Cospicui sono stati i contributi offerti, alla causa, da artisti e intellettuali, a livello locale e nazionale, quali: L. Artese, F. Boffoli, G. Botteri, L. Botteri, M.S. Ciani, W. Curini, R. Dedenaro, R. Facchini, D. Ferrante, F. Gizdic, F. Monduzzi, M. Morigi, R. Restuccia, V. Rosar, F. Senardi, P. Susa, M. Torossi Tevini, C. Zaghet.

Riportiamo, in merito all'esposizione che permarrà in rete tre mesi, un interessante scritto dal titolo "Castelli di sabbia" a firma di Maria Morigi, collaboratrice al sito:

""[...] Bam, fortilizio imponente fatto di terra cruda, argilla e paglia impastata, era già conosciuta dai Parti e utilizzata dai Sasanidi come avamposto del deserto salato Dasht- e Lut, al confine con il Pakistan, Afganistan e Beluchistan. Baluardo contro le minacce delle incursioni da Oriente era anche campo-sosta per carovane provenienti dall'India e dirette verso Kerman dell'Islam, con la dinastia Selgiuchide (X-XII), Bam assume la sua fisionomia urbanistica composta dalla cittadella (Arg) e dalla città bassa (Madina), racchiuse in una formidabile cerchia di mura.

L'invasione Mongola alla fine del XII sec. sconfigge i Selgiuchidi ma risparmia Bam che gode fama di essere fortezza inespugnabile. Marco Polo annota le ricchezze di questa terra pur nel disastro dei saccheggi perpetrati da Mongoli e Tartari?... castelli dalle altre mura di fango, circondati da palmeti e frutteti?... e ancora oggi Bam è famosa per i suoi datteri, pistacchi e melograni coltivati alle porte del deserto, irrigati con l'antico sistema dei qanat inventato dai Persiani e consistente in canalizzazioni sotterranee che convogliano l'acqua dalle montagne. Tuttavia il periodo di maggior splendore di Bam e quello tra il 1502 e il 1737, durante la dinastia Savafide, con l'illuminato governo di Shah Abbas I, artefice della rinascenza Iraniana. La cittadella assume l'aspetto che si poteva ammirare prima del terremoto: mura merlate, con 67 torri che racchiudevano tutto l'abitato in tre cerchi concentrici, nell'Arg vi era la grande piazza d'armi, la caserma, le scuderie e il palazzo del governatore; nella parte più bassa si trovavano il bazar, il caravanserraglio e la moschea: vi risiedevano 13.000 persone.

Tutti i viaggiatori ne parlano come di un miraggio fiabesco dalle linee morbide e sinuose... "luminosa città d'argilla alla soglia del nulla [...]"".

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