Parole ad Arte - rassegna personale di Claudia Raza

Notizia inserita il 16/05/2011

Presso lo spazio espositivo Linead'Arte
Parole ad Arte - rassegna personale di Claudia Raza

Esposizione dal 28 maggio al 18 giugno 2011
Inaugurazione sabato 28 maggio alle ore 18.30

Opera di Claudia Raza

Da più di trenta anni Claudia Raza affianca al suo raffinato gesto pittorico l'esercizio della poesia, realizzando così un circuito virtuoso che, interpretando la memoria degli affetti e della natura, declina la creatività con i colori e con le parole. Con la rassegna allestita dall'Associazione Linea d'Arte nel suo spazio espositivo (Trieste, Via Lazzaretto Vecchio, 19) Claudia Raza presenta la sua più recente produzione e si attesta come artista della contemporaneità, perché nell'epoca dell'eccesso di comunicazione, soprattutto virtuale, spesso urlata, a volte volgare, essa ricompone un mosaico della comunicazione del sentimento, del bello, dei colori, attraverso una serie di opere su raffinata carta realizzata a mano nelle quali la scrittura e le parole diventano la cifra distintiva delle composizioni.

La Raza -scrive Franco Rosso nella presentazione- rovescia il tradizionale concetto di pittura come arte della rappresentazione visiva per comporre un nuovo inventario che rincorre arte visiva e arte della parola. Si tratta di opere che delineano un ponte tra il verbale e il visivo; segno verbale e immagine; segno verbale e segno disegnativo; segno verbale e definizione dello spazio; segno verbale e dinamica del pensiero. Nei quadri riconosciamo parole estrapolate dalla vita quotidiana, versi della Raza, pensieri con nuove contestualizzazioni per assumere significati più ampi e diversi.

Ma il poeta, si sà, è un esploratore di parole, tant'è che nella ricerca di Claudia Raza la sperimentazione non si richiude nel semplice esercizio analitico o formalistico, ma investe livelli espressivi più profondi con una matura consapevolezza dei propri mezzi. L'obiettivo dell'artista non è la qualità visiva della scrittura, bensì indicare la commutazione del gesto manuale in segno e poi in linguaggio. Perché è nel gesto, nell'andamento della mano che scrive, che si concentra il senso primo del segno, e pertanto anche la lettura può non seguire le modalità grammaticamente e linguisticamente predefinite, per imitare e rifare ciò che ha fatto la mano, seguendo più percorsi, sopra e attraverso la trasparenza della superficie, reinventando l'autenticità e l'energia originaria e primitiva del fare artistico. Cercando così di rappresentare l'indicibile, quella complessità sempre più nascosta e silenziosa che abita l'esistenza.

Informazioni: 347 4278480 / 333 8345924

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