Mostra 'Cristalli silenti' di Carmelo Nino Trovato

Notizia inserita il 03/06/2017

10 giugno - 16 luglio
Sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich
via Rossini 4, Trieste
aperta da martedì a domenica ore 10 - 17
lunedì chiuso
ingresso libero

Sabato 10 giugno alle ore 18 Philippe Daverio presenterà al pubblico l'ultima produzione pittorica di Carmelo Nino Trovato, pittore ed architetto triestino, esposta fino al 16 luglio nella sala Attilio Selva di Palazzo Gopcevich sul Canal Grande, in una mostra promossa dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste assieme al Rotary Club Trieste Nord.

È la terza volta che il celebre storico dell'arte presenzierà all'inaugurazione di un'esposizione di Trovato presentandone le opere. Nel novembre 2006 a Trieste il professor Daverio illustrò al pubblico che affollava Palazzo Costanzi le opere pittoriche dell'artista giuliano, presentate nell'occasione anche da un testo redatto da Paolo Portoghesi, pubblicato nel catalogo della mostra promossa dal Comune di Trieste e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia. Nel luglio 2011 fu la volta di una rassegna ospitata nella Sala Rilke del Castello di Duino dei Principi della Torre e Tasso, dove Daverio descrisse l'operato del pittore triestino ad un ristretto pubblico di invitati, a causa dell'impossibilità di far entrare nella splendida sede un numero eccessivo di persone. Questa esposizione era promossa dal Comune di Duino Aurisina.

È ora di nuovo Trieste, città del pittore, ad ospitare le sue opere più recenti assieme ad una selezione di quelle più datate, in una rassegna fortemente voluta dall'Assessore alla Cultura Giorgio Rossi, coadiuvato in questa iniziativa da Fredi Luchesi, Presidente del Rotary Club Trieste Nord. La sede prescelta è prestigiosa ed affascinante, affacciata sulle acque del Canal Grande nello storico Palazzo Gopcevich. Il titolo della mostra "Cristalli silenti", vuole porre in risalto le particolari atmosfere metafisiche ed esoteriche descritte nei quadri del pittore triestino, da molti anni ispirato dal pensiero di Rudolf Steiner e di Massimo Scaligero. Per Trovato infatti alcune sue ultime opere gli rammentano "la muta presenza di cristalli silenziosi, raggelati nell'eterna immobilità rivelante il livello superiore dell'esistenza".

Daverio così descrive, in un passo del suo testo "Il laboratorio segreto della magia", appositamente redatto per quest'esposizione e pubblicato in catalogo, alcuni tratti del lavoro dell'amico Nino Trovato, conosciuto a Milano ormai più di trent'anni fa:

"La pittura è talvolta un'utile cura dell'anima. Lo è inizialmente per chi la genera; ma lo diventa successivamente per chi ha la fortuna di poterla meditare con attenzione. I paesaggi onirici di Nino Trovato sono in quest'ottica emblematici. Acque misteriose scorrono nella sua coscienza sotterranea e appaiono sorgive all'interno di architetture mistiche. Il passaggio suo è proprio questo, va dal mistero verso la mistica, dal subcosciente al rivelato."

In esposizione si potranno vedere olii ed acrilici, su tela e su legno, appartenenti al ciclo delle "Acque sognanti", già esposti in importanti sedi sia in Italia che all'estero, quelli dedicati a "Le porte regali", ispirate dall'omonimo libro di Pavel A. Florenskij e gli ultimi lavori dedicati ai "Cristalli silenti". Florenskij (1882 - 1937), grande matematico, mistico e filosofo russo, intendeva esaltare la funzione spirituale dell'arte, in particolar modo della pittura, che è chiamata a "portare" il Cielo sulla Terra, cioè a tradurre in forme sensibili il sovrasensibile. Ecco dunque che le opere d'arte spalancano miracolosamente queste sorte di "porte regali", almeno per un attimo, lasciandoci intravvedere il mondo spirituale che "silenziosamente" e solitamente "invisibilmente" permea tutta la realtà.

L'opera di Trovato negli anni ha suscitato l'interesse di alcuni dei principali esponenti del mondo culturale. Oltre ovviamente a Philippe Daverio, solo per citarne alcuni, Massimo Cacciari, Vito Mancuso, Guido Perocco, Paolo Portoghesi, Paolo Rizzi, Aligi Sassu, Marcello Venturoli e, a Trieste, Pino Roveredo e Veit Heinichen. Nel 2011 è stato invitato da Vittorio Sgarbi ad esporre al Padiglione Italia della Biennale di Venezia nella sede diffusa del Friuli Venezia Giulia.

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