La depressione nell'arte

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Lunedý 9 ottobre "La depressione nell'arte": conferenza con proiezioni, con lo psichiatra Maurizio De Vanna. Ore 17.45, Sala Baroncini, via Trento 8

"La depressione nell'arte", ovvero come gli stati depressivi influiscono nella creazione delle opere d'arte: questo il tema della conferenza - con esempi storici e proiezioni di diapositive - curata dallo psichiatra Maurizio De Vanna, docente all'UniversitÓ di Trieste.
L'incontro, promosso dal Circolo della Cultura e delle Arti e introdotto dal prof. Gianfranco Guarnieri, Ŕ in programma lunedý 9 ottobre alle 17.45, presso la Sala Baroncini delle Assicurazioni Generali, in via Trento 8.
L'ingresso Ŕ libero.

Il prof. De Vanna illustrerÓ i vari modi con cui gli artisti (in particolare i pittori, ma anche gli scultori e i musicisti) affrontano le complesse problematiche legate alla malattia depressiva. Le argomentazioni prenderanno spunto dalle idee della filosofia greca riguardo al rapporto tra genio e follia, e in particolare dall'affermazione di Aristotele secondo cui la melanconia sarebbe una caratteristica peculiare dell'artista. Un concetto, questo, che Ŕ per˛ contrario alle risultanze della medicina attuale: oggi infatti si sa che chi soffre di malattia depressiva non Ŕ assolutamente in grado di creare, versando in uno stato di totale passivitÓ. Pu˛ invece spingersi a creare il temperamento melanconico (che per˛ non Ŕ una patologia medica) o chi Ŕ coinvolto in un disturbo bipolare, ma solo nei momenti segnati da una leggera euforia.

Gli esempi che saranno portati dal prof. De Vanna con l'ausilio delle diapositive riguarderanno vari noti artisti ed opere d'arte, di oggi e del passato.

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