Questo non è uno scolapasta

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Enzo Mari

Associazione Culturale Terredarte - Trieste

QUESTO NON E' UNO SCOLAPASTA Una mostra su Enzo Mari

Trieste, Palazzo Gopcevic, Sala Leonardo, 12 aprile - 21 maggio 2006

Orario: Feriali e Festivi 09.00 - 19.00

Martedì 11 aprile 2006, alle ore 16.45, presso l'auditorium del Museo Civico Revoltella di Trieste, CON LA PRESENZA DI Enzo Mari, Andrea Branzi e Andrea Illy, verrà inaugurata la mostra QUESTO NON E' UNO SCOLAPASTA Una mostra su Enzo Mari, che sarà ospitata presso la Sala Leonardo dello storico Palazzo Gopcevic del Comune di Trieste.

Prodotta dall'Associazione culturale Terredarte di Trieste, l'esposizione è curata da Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz e presenta per la prima volta a Trieste un'ampia retrospettiva sull'opera del designer-artista Enzo Mari (1932), considerato come uno dei più importanti designer viventi.

La mostra è organizzata grazie al Comune di Trieste e all'importante contributo di Magis, Valcucine, Museo Alessi di Omegna, Illycaffé, e Provincia di Trieste.

L'esposizione, che segue la grande mostra antologica tenutasi nel 1999 presso la Triennale di Milano, risulta essere un'occasione per avvicinarsi e conoscere l'attività di uno dei progettisti fondatori del design italiano. Partendo dall'apparente negazione del titolo della mostra, il percorso espositivo cercherà di descrivere il processo progettuale che caratterizza ogni lavoro di Mari, prendendo ad esempio lo scolapasta progettato nel 1997 per Alessi.

Parallelamente sarà presente una selezione di alcuni dei suoi più significativi progetti, inseriti in un percorso multimediale che ha coinvolto alcuni tra i principali protagonisti del design italiano (Ettore Sottsass, Andrea Branzi, Alberto Alessi, Alberto Bassi, Cini Boeri).

Lo scolapasta diventa il simbolo di ogni oggetto e progetto di Enzo Mari, ne illustra la creazione, mai scevra di tormentata e combattuta tensione morale, in un crescente sforzo, quasi sovrumano, che tende alla qualità totale, strettamente legata all'etica e vero obiettivo del suo lavoro. L'etica, concetto astratto, è applicabile a tutti gli aspetti del progetto: alla natura, utilizzando "solo quello che serve"; al lavoro, liberato dall'alienazione; alle rare abilità dell'artigiano, per preservare un bagaglio culturale prezioso; alla forma, l'unica possibile, contro inutili e volgari ridondanze.

Questo rappresenta e ha sempre rappresentato Enzo Mari, dai suoi primi lavori nel 1950, fino ad oggi, quasi 1800 progetti dopo. Il ruolo che a Mari è sempre stato assegnato, anche dai suoi colleghi, e che Mari ha sempre portato avanti con grande passione, è stato quello che Mendini ha definito «coscienza del design». A differenza di altri, Mari ha sempre voluto raccontare e a volte gridare le ragioni del "buon progetto", comunicarle ad ogni costo, rendere tutti consapevoli, educare e coinvolgere. Gli unici modi per lui di progredire e migliorarsi.

Proprio per questa sua importante valenza teorica ed educativa, oltre che per la quantità e la qualità dei progetti realizzati nella sua lunga carriera, raccontare in una mostra il suo lungo percorso e il suo metodo è oggi più che mai una necessità, un bisogno di valori e di consapevolezza. La tipicità del messaggio di Mari, il ruolo a sè che ha sempre avuto lo rende un esempio unico nel mondo del progetto e della cultura dei giorni nostri. Come diceva Pierre Restany: «Nella spaventosa mediocrità della ricerca iconografica contemporanea, la magistrale lezione d'igiene mentale di Enzo Mari prende il valore di un richiamo all'ordine, di un grido d'allarme, di un manifesto della sopravvivenza poetica».

Tra le più importanti e più recenti mostre personali dedicate ad Enzo Mari ci sono El trebal al centre, al Centro Santa Monica di Barcellona (1999), Tre mostre di Enzo Mari, al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (2000), Il lavoro al centro, alla Triennale di Milano (2000) e Enzo Mari loves Muji, a Tokyo (2002).

La mostra sarà accompagnata da un importante catalogo, edito dalla casa Editrice Compositori - Bologna, che conterrà al suo interno due saggi dei curatori, testimonianze ed interventi critici di Gillo Dorfles, Andrea Branzi, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Michele De Lucchi, Nanni Strada, Cini Boeri, Luigi Molinis, Aldo Colonetti, Alberto Bassi, Francesca Picchi. Il volume sarà arricchito da un'intervista inedita ad Enzo Mari e da fotografie di Gianni Berengo Gardin e Ramak Fazel.

L'esposizione ad ingresso gratuito, sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 09.00 alle 19.30.

In occasione dell'edizione 2006 del Fuorisalone di Milano, venerdì 7 aprile alle ore 16.45, si terrà presso il centro congressi Magna Pars, di via Tortona 15 - Milano, una conferenza a cui presenzierà anche Enzo Mari, occasione per presentare il progetto e le motivazioni dell'esposizione.

Informazioni generali

Sede
Trieste, Sala Leonardo - Palazzo Gopcevic, via Rossini 4
Tel. 040 6758114

Date
12 aprile - 21 maggio 2006

Orario
09.00 - 19.30

Entrata
Ingresso gratuito

Catalogo: Editrice Compositori - Bologna
a cura di Alessio Bozzer, Beatrice Mascellani e Marco Minuz

In collaborazione con Comune di Trieste - area cultura

Sponsor: Magis, Valcucine, Museo Alessi, Illy

Con contributi di Alessio Bozzer e Beatrice Mascellani, Marco Minuz, Gillo Dorfles, Andrea Branzi, Ettore Sottsass, Alessandro Mendini, Michele De Lucchi, Nanni Strada, Cini Boeri, Luigi Molinis, Aldo Colonetti, Alberto Bassi, Francesca Picchi. Un intervista inedita ad Enzo Mari; fotografie di Gianni Berengo Gardin e Ramak Fazel

Grafica: gafs di Francesco Nicoletti

Informazioni
E-mail terredarte.it@libero.it

Come arrivare a Palazzo Gopcevic

In auto
Autostrada A4, Venezia - Trieste; Uscita Sistiana, Strada Statale 14 Costiera.

In treno
Stazione Centrale Trieste, 500 metri a piedi in direzione Rive

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