Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos, di Federico Tulli

Notizia inserita il 25/01/2016

Venerdì 29 gennaio alle 18, nella sala di lettura della Libreria Minerva di via san Nicolò 20 a Trieste, si terrà la presentazione del libro "Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos" di Federico Tulli, pubblicato da L'asino d'oro edizioni. L'autore ne parlerà con Simona Maggiorelli, giornalista, e Massimiliano Fanni Canelles, direttore di SocialNews il mensile di @uxilia Onlus.

Il libro

Il 12 febbraio 2015 è iniziato a Roma uno storico processo per i crimini di lesa umanità subiti da 42 persone (tra cui 22 di origine italiana) sequestrate, torturate, uccise e scomparse nell'ambito del Piano Condor. Questo accordo inizialmente segreto e poi siglato "ufficialmente" 40 anni fa, il 25 novembre 1975, tra le polizie di sette Paesi del Sud America, è stato realizzato tra gli anni Settanta e Ottanta fuori da qualsiasi alveo costituzionale per reprimere l'opposizione, facendo scomparire una intera generazione di cittadini impegnati nella difesa dei diritti umani e della democrazia.

Tra le parti civili del processo ci sono quattro quarantenni: furono rubati appena nati alle loro madri internate nei centri di tortura del "Condor", e affidati a famiglie contigue ai regimi per essere educati secondo valori "occidentali e cristiani". La loro storia, insieme a quella dei 42 giovani desaparecidos, è ricostruita in "Figli rubati. L'Italia, la Chiesa e i desaparecidos". L'indagine parte da Milano. Qui vivono i parenti di una ragazza scomparsa nel 1977, e ritrovata in maniera rocambolesca nel 2014, i cui nonni dopo aver saputo della sua nascita avvenuta in uno dei lager di Buenos Aires si rivolsero senza successo anche a Jorge Mario Bergoglio, allora capo dei gesuiti argentini.

Il legame tra i sopravvissuti al Condor e il nostro Paese è fortissimo e ancora attuale. Lo evidenziò per primo il presidente della Repubblica Sandro Pertini nel messaggio di fine anno nel 1982 quando denunciò il furto di neonati in America Latina anche da parte di famiglie italiane partite appositamente dal nostro paese. Una denuncia choc rimasta incredibilmente inascoltata fino a oggi. Tuttavia c'è chi non si è mai arreso all'inerzia delle istituzioni preposte a indagare e continua a cercare anche nella Penisola queste persone che ormai hanno circa 40 anni. Secondo Estela Carlotto, presidente delle Abuelas di Plaza de Mayo, che dopo 36 anni di ricerche ha ritrovato in Argentina il nipote Guido, almeno 70 "figli rubati" vivono in Italia senza conoscere la propria storia e non si riesce a trovarli. Perché, come ricostruisce Tulli, le ali del Condor sono ancora aperte.

Federico Tulli

Federico Tulli è un giornalista. Collabora con numerosi periodici, tra cui Left, il settimanale uruguayano Brecha, Latinoamerica la rivista fondata e diretta da Gianni Minà, e Critica liberale. Sul web scrive per MicroMega e Globalist, la prima syndication italiana di giornalisti professionisti; ha ideato e dirige il magazine di divulgazione culturale e scientifica Babylon Post, è condirettore di Cronache Laiche. Cura da anni un blog, Chiesa e pedofilia, in cui sono raccolte notizie, inchieste e approfondimenti sui crimini pedofili nel clero cattolico. Con L'Asino d'oro edizioni ha pubblicato "Chiesa e pedofilia. Non lasciate che i pargoli vadano a loro", "Chiesa e pedofilia, il caso italiano".

Libreria Minerva
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34121 Trieste
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