Mostra sull'amicizia tra Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio

Notizia inserita il 07/04/2015

Un libro di Giovanni Boccaccio

Prorogata fino al 31 agosto la mostra "Se un solo pane avessi sarei lieto di dividerlo con te": l'amicizia tra Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio

Museo Petrarchesco Piccolomineo di via Madonna del Mare 13, Trieste (3o piano). Orario di apertura da lunedì a sabato 9 - 13, giovedì, anche 15- 19; ingresso libero con accesso privo di barriere architettoniche.

E' fresco di stampa, edito dal Comune di Trieste negli ultimi giorni dell'anno appena trascorso, il catalogo della mostra Se un solo pane avessi sarei lieto di dividerlo con te: l'amicizia tra Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio allestita al Museo Petrarchesco Piccolomine. L'esposizione, corredata da spiegazioni in italiano e in inglese, è stata prorogata fino al 31 agosto 2015.

Con il testo appena uscito, curato da Alessandra Sirugo, sarà dunque messo a disposizione di studiosi e appassionati un ulteriore prezioso strumento utile a ripercorrere idealmente e ad approfondire l'amicizia intellettuale tra Petrarca e Boccaccio, i due principali protagonisti della stagione dell'Umanesimo.
Ma, nel contempo, si potrà intravedere e apprezzare sullo sfondo anche l'ambiente culturale italiano di Trieste nell'ultimo venticinquennio dell'Ottocento, dove edizioni spagnole, tedesche, inglesi, francesi conferirono un respiro internazionale alla più antica e ricca biblioteca della città, quella Biblioteca Civica che vide il singolare accostamento tra "collezione petrarchesca" e raccolta bibliografica boccacciana; la prima giunta per lascito del conte Domenico Rossetti (1774-1842), la seconda costituita dall'allora direttore Attilio Hortis (1850-1926) che poi la donò all'istituzione da lui guidata per cinquant'anni.

Domenico Rossetti (1774-1842) e Attilio Hortis (1850-1926) compresero e valorizzarono l'eccezionale esperienza intellettuale di Francesco Petrarca (1304-1374) e di Giovanni Boccaccio (1313-1369). Il rapporto tra i due umanisti, ricostruibile attraverso le testimonianze giunte fino a noi della loro corrispondenza epistolare, è il fil rouge della mostra, incentrata sulla seconda fase dell'attività letteraria di Giovanni Boccaccio, quando - già autore acclamato del Decameron - incontrò Francesco Petrarca a Firenze nel 1350. Dopo quell'esperienza si dedicò a diffondere i valori della cultura classica greca e latina, illustrando nella Genealogia degli dei dei pagani, nei Casi degli uomini illustri e nelle Vite delle donne famose le personalità più note dell'antichità, con informazioni desunte dalle fonti greche e latine.

Tra i libri acquisiti alle loro collezioni da Rossetti e Hortis, e poi generosamente trasmessi alla città, possiamo stupirci per il respiro internazionale delle loro ricerche bibliografiche, testimoniate da edizioni tedesche, inglesi, francesi. In mostra quattro incunaboli della Genealogia degli dei dei pagani, il testo di Boccaccio più apprezzato nel XV secolo, e fra esse la prima - del 1472 - con il commento dell'umanista triestino Rafffaele Zovenzoni (1434-1485). Spiccano inoltre edizioni del Decameron francesi e tedesche, arricchite di vivaci illustrazioni xilografiche, impresse nel XVI secolo. Particolarmente interessante l'edizione in inglese de I casi degli uomini illustri, uscita dalla tipografia londinese di Richard Tottel nel 1554.

Visitando l'esposizione - aperta al mattino, dal lunedì al sabato e il giovedì pomeriggio - è possibile ripercorrere idealmente l'amicizia intellettuale tra Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, compiendo nel contempo un itinerario tra i tesori bibliografici della più antica e ricca biblioteca della città.

Nell'occasione il percorso museale si presenta arricchito da due globi: terrestre e celeste, realizzati dal britannico Nathaniel Hill nel 1758, e dal dipinto del secondo Seicento che raffigura l'Allegoria della Famiglia Piccolomini che, appartenenti già al patrimonio del Museo, sono tornati alla loro integrità originaria. Oggetto di due tesi di diploma della Scuola di Restauro di Villa Manin di Passariano, le opere sono state restaurate a titolo gratuito dagli allievi e dai docenti della "Scuola" appartenente alla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia.

Fonte e maggiori dettagli: Mostra "Se un solo pane avessi sarei lieto di dividerlo con te" sul sito del Museo.

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