Mostra d'arte di Tjaša Iris: 'Gardens of Eden'

Notizia inserita il 12/06/2015

Da lunedì 15 giugno, nello spazio espositivo del mini mu (a Trieste, all'interno del comprensorio del parco di san Giovanni, via E.Weiss n. 15) è aperta la mostra di Tjaša Iris, dal titolo "Gardens of Eden".

Quadro di Tjaša Iris

Le differenti proposizioni delle opere qui esposte convergono sul senso e il gusto per una pittoricità fedele a una procedura che solo apparentemente può essere definita di tipo 'tradizionale'. Nei suoi dipinti vive, infatti, sin dagli esordi l'evocazione iconografica di una storia sì del paesaggio, ma filtrato da colori edulcorati, talvolta cromaticamente aggressivi. Le squillanti cromie - a tratti acide - fanno, infatti, da contrappunto a scenari idilliaci, quasi edènici, ma in eguale misura debitori di certa cultura psichedelica. Non a caso, la stessa autrice, rivendica, per propria ammissione, una suggestione del colore simile alla musica, una musica che affonda le sue radici nella cultura degli anni '60 e '70, fertile periodo da cui poter attingere la fascinazione per l'esotismo e il mistero, il viaggio lontano, lo sguardo nel profondo della psiche, la ricerca spirituale e l'indagine nell'oscurità della coscienza.

Qui dobbiamo dimenticare i colori innaturali di Gauguin, qui dobbiamo accantonare i contrasti complementari di Matisse e mettere da parte le campiture dell'astrazione geometrica americana. Tašja Iris è, in un certo senso, ancora più radicale. Sebbene profondamente legata al soggetto figurativo e a un tema carico di una storia passata, il cosiddetto paesaggio, un tema poi, a seguito delle rivoluzioni operate dalle avanguardie, considerato retrivo e obsoleto, la sua pittura è all'opposto un'esplosione cromatica che gioca non solo sul contrasto cromatico e sulla spezzatura delle campiture, ma che fa anche abbondantemente uso di colori acidi e squillanti.

Il pigmento impiegato è acrilico e perciò bisogna pensare all'intera gamma delle tinte artificiali prodotte per sintesi chimica a partire dagli anni Cinquanta e alle possibilità indirette di dilatare lo spettro cromatico. Gli effetti di brillantezza del colore appiattito e frastagliato conduce a un effetto di caotica bidimensionalità, conduce a figure e ambientazioni non solo semplificate, ma anche un po' irreali. La natura diventa fintamente lussureggiante; cioè quasi edulcorata, rinviando a una ben precisa modalità di superamento del modello naturalista.

Non c'è più ombra, né tono locale, né risaltano i volumi dei corpi. L'insieme è fiammeggiante e l'immagine diviene, per assurdo, abbastanza irreale, tanto che il piacevole e riposante verde degli alberi diviene acido e l'azzurro del cielo può diventare fuoco vivo.

La mostra è aperta fino al 15 luglio, con orario di visita il lun / mer / ven dalle 16.00 alle 18.00.

Per ulteriori informazioni: 393 9706657.

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