Oasi

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Mercoledì 20 luglio 2005 si inaugura, in internet, presso la galleria d'arte virtuale www.anforah.artenetwork.net, la mostra "Oasi" di poesie e disegni degli artisti F. Boffoli, W. Curini e F. Naglein. L'esposizione, inserita nel programma Webartmagazine-Anforah (progetto nazionale per la riscoperta del valore dell'Arte e il sostegno dei nuovi talenti artistici, patrocinato da Provincia e Comune di Trieste), resterà attiva un mese promovendo, in rete, l'idea poetica di uno spazio fisico e metafisico pacificato dalle avversità della vita. Riportiamo, tratte dall'introduzione alla rassegna, alcune note critiche del poeta e critico Roberto Dedenaro:

"""La breve sezione Oasi, che fa parte di una più ampia raccolta dal titolo Il Resto, di prossima pubblicazione, vede i tre autori, Walter Curini, Fedele Boffoli e Franco Naglein, affrontare una tematica largamente presente nella poesia e in generale nell'arte, quella di una sospensione del quotidiano, rappresentata qui appunto dall'oasi, ristoro e conforto dei viaggiatori del deserto. Il trascendente, interno all'esperienza del quotidiano ma nel contempo sospensione e altro da quello, trova nei versi di questi tre autori un'ennesima rappresentazione, sosta del viaggio della vita che è a sua volta un percorso in un difficile deserto. Ma ci si confronta, anche, con tre modelli diversi di trascendenza, più terrestre, verrebbe da dire, quella di Walter Curini, indissolubilmente legata ai sogni dell'infanzia, non realizzati ma che continuano a vivere in ognuno di noi, a un amore sfuggente che si vorrebbe inseguire. Nelle tre liriche di questo autore risultano assenti, e ci sembra significativo, ogni riferimento geografico concreto, priva di ogni riferimento territoriale, se si esclude un bazar, l'oasi desiderata e vissuta, capiamo, potrebbe essere del tutto occidentale e casalinga. Un'operazione quasi antitetica a quella di Fedele Boffoli, che è presente con ben sei liriche sulle dieci totali della sezione e che sembra non avere dubbi che la sosta immaginata sarà un ristoro mistico, di un misticismo intriso di sensualità, che ci riporta a panorami a noi consueti come quello della foce del Timavo, fiume misterioso per eccellenza, con il suo lungo percorso sotterraneo prima di emergere, non lontano da Duino, per consegnarsi al mare. [...]. Il terzo autore, Franco Naglein, di cui leggiamo in questa sezione una sola lirica, concepisce la sosta come sorta di miraggio, nell'irraggiungibilità della felicità per l'uomo e l'oasi, come recita il titolo della poesia stessa, è per l'appunto, un miraggio che non si risolve. Tre autori, dunque, che spaziano su una gamma piuttosto ampia di atteggiamenti di fronte ad un tema comune, ci offrono tre variazioni cromatiche dal cielo alla terra dell'irraggiungibile quiete a cui sembriamo inevitabilmente agognare.""".

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