La pietra d'Istria in mostra a Trieste

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La Pietra d'Istria in mostra a Trieste: 1.mo giugno l'inaugurazione

Due mostre volute dall'ANVGD a Trieste, una dedicata alla pietra d'Istria l'altra all'arte veneziana in alcune città dell'Adriatico Orientale.

Perché?

"E' come se si trattasse di un orologio - ha detto stamani alla conferenza stampa organizzata a Trieste, l'on Lucio Toth, presidente dell'ANVGD - in cui la mostra sulla Pietra d'Istria rappresenta le ore e quella dei quadri i minuti.

Da una parte la storia archeologica che ci riporta alla comune koiné culturale mediterranea - vedi l'esempio dei trulli, quelli dei nuraghe - e, dall'altra, quella più recente che si stigmatizza nell'evoluzione dell'alte figurativa".

La mostra sulla "Pietra d'Istria" sarà la prima, delle due, ad essere inaugurata il prossimo 1.mo giugno alle ore 18 presso la Sala Leonardo di Palazzo Gopcevic (Musei del Canal Grande). Nasce dalla collaborazione tra il Comune di Trieste (Assessorato Cultura e Sport), la Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Friuli Venezia Giulia e l'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Con l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero agli Esteri, la Provincia di Trieste e l'Università Popolare di Trieste.

"Parlare di pietra d'Istria, potrebbe sembrare ovvio, in una città come Trieste, e pure- come ribadito da Paris Lippi, assessore alla cultura e allo sport del Comune di Trieste che ha aperto la conferenza stampa - molti vedranno per la prima volta la tipica costruzione, e sarà un'emozione.

Plaudo inoltre a questa sinergia tra enti ed istituzioni di Trieste e Roma - ha aggiunto - che offrono un momento di ricchezza culturale alla nostra città".

A ribadire i contenuti e le dimensioni della sinergia è stato Giuseppe Franca, soprintendente reggente, che ha voluto ringraziare tutti coloro - e l'elenco è lungo - che si sono prodigati affinché la mostra che ripercorre diverse tappe, a partire dalle casite, per soffermarsi poi sulla casa rurale, i borghi storici, i mulini idraulici e le vedute di Pietro Nobile, risultasse ricca di notizie, particolari, note storiche ma soprattutto di richiami per ulteriori censimenti a salvaguardia di una cultura materiale che rischia di scomparire.

Per la prima volta - ha voluto sottolineare il curatore della mostra, prof. Luciano Lago - grazie al lavoro di ricerca condotto dalla Comunità degli Italiani di Dignano, al coinvolgimento degli specialisti e alla pubblicazione del volume sulle Casite (1994), sulle carte topografiche italiane è stato possibile inserire l'esatta ubicazione delle tipiche costruzioni, a futura memoria.

Dopo tanto silenzio, la Giornata del Ricordo, ha detto ancora l'on. Lucio Toth, deve servire proprio a far sì che gli Italiani si occupino dei vari aspetti della nostra storia, come parte di quella cultura italiana che non si ferma al confine politico dello Stato ma spazia in territori più vasti, attraverso la ricerca scientifica e la collaborazione tra specialisti che si occupano, magari in lingue diverse, delle medesime tematiche.

Significati della Mostra

Storia, cultura e civiltà di un territorio sono incise nella pietra, quella bianca, calcarea dell'Istria. Che cosa rivela l'analisi di un'architettura che usa la materia prima naturalmente presente sul territorio attraverso un'evoluzione antica?

Permette di entrare, in un viaggio nelle casite, i mulini, le chiese, le dimore, nel vissuto, nello spazio prodotto dall'agire di generazioni che diventa il campo di ricerca della geografia umana.

In tale spazio si pos sono distinguere oggetti e luoghi che accentrano in se tutti i valori della cultura, in un tempo storico definito e in un luogo altrettanto circoscritto.

Partendo dalle casite perché rappresentano un vero e proprio patrimonio archeologico, storico ed etnografico di queste terre, ma anche la fine di un modo di costruire in gran parte autogestito, perché il controllo della stessa tecnica costruttiva non è più disponibile. La tecnica sembrerebbe derivata dal carattere arcaico che la loro tipologia e i loro elementi architettonici hanno mantenuto per millenni, nella forma delle loro piante e sezioni, nell'impiego esclusivo della pietra e nella realizzazione molto particolare delle loro coperture.

Esse sono elementi strutturali dello spazio rurale, che si colgono senza difficoltà nella parte meridionale dell'Istria, soprattutto nella zona di Dignano dove è stato condotto, grazie anche al contributo della locale Comunità degli Italiani,un importante censimento illustrato dalla mostra.

La casita, è una sorta di capanna circolare costruita rusticamente con basi di muratura sovrapposta, generalmente si compone di un muro perimetrale ad impianto circolare o quadrangolare, delimitante una cella capace di accogliere poche persone non sempre erette, e di una copertura per lo più a pseudocupola.

In Istria queste costruzioni appaiono ricche di particolari costruttivi atti a renderle più ospitali, sebbene, anche in passato, non siano state abitate con continuità se non solo temporaneamente dai contadini e dai pastori, per esigenze di riparo, di deposito o durante le transumanze.

Ad arricchire e completare l'esposizione saranno un'ottantina di vedute della costa istriana dall'album di Pietro Nobile, messo gentilmente a disposizione dall'Archivio di Stato di Fiume.

Il catalogo (editore Electa Mondadori), che verrà presentato nel corso dell'estate, ripercorrerà le tappe della mostra con contrib uti di Luciano Lago, Kristina Mihovilic, Giulia Codacci, Alka Starac, Marino Budicin, Luigi Foscan, Roberto Starec, Tullio Vergerio, Anita Forlani e Marijan Bradanovic.

Hanno contribuito inoltre alla realizzazione della Mostra

  • Dipartimento di Scienze Geografiche e Storiche Università di Trieste
  • Archivio di Stato di Fiume-Drzavni Arhiv u Rijeci
  • Centro di Ricerche Storiche Rovigno
  • Archivio di Stato di Venezia
  • Collezione "Fondo Stelio Davia" (Trieste)
  • Museo Archeologico di Pola-Arheoloski Muzej Pula; Comunità degli Italiani di Dignano
  • Associazione dei Geografi Italiani
  • Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici (Roma)
  • Società Geografica Italiana (Roma)
  • Centro di Studi Archeologici del Veneto Orientale di Concordia Sagittaria
  • CDM - Centro di Documentazione Multimediale della Cultura Giuliana Istriana Fiumana e Dalmata
  • fotografie dell'artista Virgilio Giuricin

Visite

La mostra rimarrà aperta fino al 3 luglio 2005, con i seguenti orari: ore 10-19. Chiusura Cassa ore 18. Costo biglietti: 3 euro Interi, 2 euro Ridotti.

Numeri utili

Informazioni per il pubblico. Palazzo Gopcevic - tel. 040-6758114. Informazioni per la stampa: Ufficio stampa - www.arcip

elagoadriatico.it. E-mail: info@arcipelagoadriatico.it. Tel. 040 771569. Fax 040 3475057.

Il luogo della Mostra

Il Palazzo Gopcevic,situato in via Rossini 4, è stato realizzato dal'architetto Giovanni Berlam nel 1850, questo palazzo rappresenta la più interessante eccezione allo stile neoclassico predominante nell'edilizia triestina del periodo.

La facciata rispecchia il gusto e la cultura del Romanticismo di cui era partecipe il proprietario della casa Spiridione Go pcevic, e che ritroviamo in molte dimore d'epoca veneziana lungo l'Adriatico.

Arricchiscono la facciata quattro sculture che rappresentano gli eroi della battaglia del Kosovo (1389), combattuta dai serbi contro gli ottomani.(rtg)

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