Restauro di capolavori dall'Istria: da Paolo Veneziano a Tiepolo

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L'Istria sarà il tema dell'anno 2005 a Trieste. Se ne parlerà attraverso gli avvenimenti culturali di maggior spicco. Per ora l'annuncio riguarda soprattutto le mostre. E la più importante, la più attesa, sarà quella allestita, ad aprile, al quinto piano del Museo Revoltella dedicata all'arte veneziana in Istria da Paolo Veneziano a Tiepolo, presentata oggi durante una con ferenza stampa che non a caso ha visto ospite l'on. Prof. Vittorio Sgarbi. Al tempo in cui era sottosegretario al Ministero dei beni culturali, seppe che i quadri delle chiese del Capodistriano, messi in salvo nel 1940, erano "chiusi, nascosti, obliati" in casse depositate a Mantova e Roma.

"Che cosa mi ha spinto a cercarli e a parlarne? Il primato assoluto che attribuisco alla conoscenza". - ha sottolineato durante 'incontro. Per fortuna, il suo messaggio allora non è rimasto inascoltato e nonostante poi abbia abbandonato il suo incarico ministeriale, lo Stato italiano non ha rinunciato alla realizzazione di un lungo e delicato restauro per riportare le opere alla loro originale bellezza. Perché?

A spiegarlo sono intervenuti, durante la conferenza stampa, i massimi rappresentanti degli enti organizzatori dell'esposizione. L'arch. Ugo Soragni, direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici del FVG, ha voluto mettere in relazione la produzione artistica del '300, '400 e '500 con quelli che erano i rapporti economici tra Venezia e le due sponde dell'Adriatico. I segni prodotti dalla ricchezza e dall'armonia culturale della Serenissima sono un filo rosso che collega le città adriatiche e le pone all'interno di un'unica koinè. Trieste e l'Istria, per la loro posizione geografica, rappresentano il cuore di questo passaggio.

Legittimo, per tanto, l'allestimento nel capoluogo giuliano della mostra che, alla fine dei sei mesi d'esposizione, dovrebbe trovare posto, con altre opere alle scuderie di Miramare, presso quella che diventerà - questo l'annuncio ufficiale fatto durante la conferenza stampa - parte della Galleria Nazionale.

Sarà un modo - ha sottolineato il Sindaco Roberto Dipiazza - per parlare di Trieste attraverso contenuti forti, così come è stato fatto nel corso del 2004, anno del Cinquantesimo.

Con il restauro - ha ribadito il soprintendente, arch. Giangiacomo Martines - è stato raggiunto un traguardo importante che verrà illustrato anche durante la serie di conferenze che anticiperanno la mostra stessa. A Trieste, ma anche in altre città italiane, i restauratori illustreranno i percorsi del restauro, con la proiezione di diapositive che fanno risaltare il "ritorno a miglior luce" delle opere istriane.

Un patrimonio che sarà esposto grazie all'impegno dell'ANVGD che ha voluto destinare parte dei mezzi della Legge 72/2001 all'organizzazione di questo evento. A sottolinearlo, l'on. Lucio Toth, Presidente nazionale dell'Associazione degli esuli, che ha voluto ribadire l'importanza dell'evento anche alla luce dei significati che si vogliono assegnare alla Giornata del Ricordo, c he non vuole essere solo un momento per parlare delle foibe e della tragedia dell'Esodo, ma un'occasione per ribadire la centralità culturale di un mondo disperso ma pur presente nella ricchezza e nella bellezza delle sue produzioni artistiche, architettoniche e nella grandezza dei suoi uomini, personaggi illustri della storia europea. "Un patrimonio da restituire - ha detto ancora l'on. Toth -, dopo tanto silenzio all'Italia e con l'Italia all'Europa".

A dare maggiore concretezza a queste volontà, il programma per il 2005 delle Istituzioni museali -sia scientifiche che storico-artistiche - triestine e della Biblioteca Civica, annunciato dalla dott.ssa Maria Masau Dan, direttrice del Museo Revoltella. Pochi giorni fa, durante una riunione con l'Assessore comunale alla cultura Paris Lippi e i direttori coinvolti nel discorso, è stato stilato un progetto di manifestazioni dedicate all'Istria, che racconteranno il mare e le attività connesse, l'arte e la letteratura.

La visibilità tanto attesa, trova risposta e corona quel pensiero e quella curiosità che avevano spinto il prof. Vittorio Sgarbi a "cercare le opere nascoste" che appartengono all'Italia - come egli ha ampiamente spiegato, con la consueta chiarezza, rispondendo anche alle domande dei giornalisti sloveni - per una semplice logica legislativa. "Se poi, nell'Europa di domani - ha aggiunto - i quadri dovessero tornare nelle sedi originali, avremo raggiunto un'altra meta, auspicabile anche se non riscontrabile nella prassi. Ci sono molte opere di grande valore che per una stratificazione della storia si trovano fuori dai luoghi deputati, anche all'interno dei confini nazionali, senza che ciò crei imbarazzo o polemiche".

A queste riflessioni "politiche", inevitabili, utili e per t anto necessarie, in un mondo di confine che si sta rilassando in un contesto europeo, ha fatto seguito l'attesa presentazione delle opere. Per Sgarbi una felice passeggiata in uno scorcio d'arte veneziana pieno di poesia, svelato da un sapiente restauro che ha ridato dignità al tempo e arricchito il presente.

La storia istriana, non più sepolta, "ma nostra, contemporanea".

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