Rilke e il suo mondo

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Rilke e il suo mondo. I sentieri della psiche nella scrittura
Mostra prorogata al 1 luglio

In seguito al grande successo di pubblico conseguito dalla mostra "Rilke e il suo mondo. I sentieri della psiche nella scrittura", allestita al Castello di Duino nei pressi di Trieste, che ha registrato più di 14.000 visitatori in due mesi, la rassegna - supportata da AGI, Forum Austriaco di Cultura e Fondazione Kathleen Foreman Casali, quali main sponsor - viene prorogata fino al primo luglio.

Ideata dalla grafologa Elisabeth Stipanek Klauer e curata per la parte espositiva dall'architetto Marianna Accerboni, la manifestazione ha visto anche riuniti in un convegno internazionale, in concomitanza con l'inaugurazione, i più prestigiosi esperti e rappresentanti italiani ed europei di grafologia, specializzati nell'analisi di testi italiani e tedeschi, che hanno indagato, attraverso l'analisi della scrittura - così come avviene in mostra - la personalità, la passione, la creatività e l'arte del grande poeta Rainer Maria Rilke (Praga 1875 - Valmont, Montreux, Svizzera, 1926), che fu spesso ospite al Castello della principessa Marie von Thurn und Taxis, e vi compose nel 1912 la prima delle celebri "Elegie duinesi". Accanto al temperamento di quest'ultimo, sono stati decrittati anche i caratteri degli intellettuali dell'epoca appartenenti alla sua cerchia: fra questi compaiono nella rassegna personaggi come Lou Andreas Salomé, che fu la musa di Rilke e di Nietzsche, André Gide e Hugo von Hoffmannsthal.

Nella magica atmosfera delle sale del Castello di Duino, una delle mete più ambite in Friuli Venezia Giulia dai turisti italiani e stranieri, sono infatti visibili i manoscritti originali del grande poeta praghese, appartenenti ai principi di Torre e Tasso, attuali proprietari della storica dimora, all'Archivio di Stato di Trieste e alla Deutsches Literatur Archiv di Marbach. E accanto a questi preziosi documenti sono esposti i migliori esemplari della collezione di penne del Museo Storico della Parker e della Waterman

La mostra si articola in due sezioni: nella prima sono collocati i manoscritti originali dell'epistolario del poeta Rainer Maria Rilke e della principessa Marie von Thurn und Taxis e i loro profili ricavati grafologicamente dalle scritture, corredati da un percorso didattico attraverso i segni, rilevati con il metodo morettiano da Mariangela Furlani. La seconda parte raduna il lavoro di soci di tutte le sezioni AGI, che hanno esaminato gli scritti di tredici illustri personaggi europei significativi per Rilke, evidenziandone le doti relative a immaginazione, intuizione e creatività.

Dai manoscritti originali esposti in mostra sono stati ricavati interessanti e inequivocabili rivelazioni sul temperamento e l'intelletto del poeta delle Elegie e della sua grande musa: del poeta Mariangela Furlani annota che "la tendenza a interiorizzare e ad approfondire quanto vive, lo porta a sentire le cose anche con una certa intensità di emozioni e di sentimenti, a dare molta importanza anche a piccoli particolari e, talvolta, ciò lo induce a discostarsi dal sentire 'comune'. Da qui un po' di difficoltà nell'adattarsi con immediatezza e, di conseguenza, delle modalità di comportamento piuttosto tese e controllate. A volte forse anche un po' di timore di potersi ferire nella sua sensibilità". Mentre a proposito della principessa Marie, la stessa studiosa afferma che "in sintesi si può dire che in questa grafia vi siano numerosi segni che rimandano ad una personalità forte, sicura e decisa, intesa a imporre la propria volontà. Tali segni sono però attenuati dalla presenza di altri indici grafici che rispecchiano anche elementi di apertura, di riflessione e di critica".

Sullo scrittore André Gide, Marco D'Ascanio (Agi, Marche) annota invece che "la scrittura rivela, nella complessità della sua personalità, la ricerca non risolta al bivio fra bisogno di contatto, espansione, apertura verso l'altro e necessità di analisi, controllo, ricerca di chiarezza e definizione logica". Del poeta, scrittore e drammaturgo austriaco Hugo von Hoffmannsthal, Vincenzo Aquilante (Agi, Abruzzo) afferma che "la scrittura rivela delicatezza, sensibilità, raffinatezza sia a livello spirituale che estetico. E' dotato di una personalità volitiva, caratterizzata da energia, determinazione e desiderio di realizzare e concludere. Riflessione e analisi contengono la forte intuizione, creando momenti alterni di dubbio e calo di tensione e rendendo così più profonde, ricche e sofferte le sue sintesi e conclusioni".

DOVE: Castello di Duino - Trieste
QUANDO: 17 marzo - 1 luglio 2007
ORARIO: 9.30 - 17.30 (martedì chiuso)
A CURA DI: Elisabeth Stipanek Klauer - Marianna Accerboni
INFO: 3356750946

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