La ruota del Rotary fa ripartire il Museo Ferroviario di Trieste

Notizia inserita il 16/06/2012

Salvaguardare e contribuire a rilanciare il Museo Ferroviario di Trieste. Questo l'obiettivo di un progetto pluriennale del Rotary Club Trieste, articolato in due fasi - una promozionale e una di restauro - che vedrà coinvolti anche i club di Gorizia, Muggia e Trieste Nord. L'iniziativa è stata presentata nel corso di un incontro con la stampa da Giorgio Cappel, Presidente del Rotary Club Trieste e da Roberto Carollo, Responsabile del Museo Ferroviario.

La prima fase prende il via sabato 16 giugno con una giornata al Museo riservata ai rotariani di tutto il Friuli Venezia Giulia e dei club austriaci, sloveni, croati e ungheresi. L'evento ha lo scopo di mettere in risalto un luogo unico e far conoscere ai soci del territorio e dei Paesi vicini la storia e il patrimonio del Museo, grazie a visite guidate a gruppi, che si svolgeranno dalle 10.30 alle 12.45.

Ideato nel 1975 nell'ambito del Dopo Lavoro Ferroviario di Trieste e inaugurato nel 1984, il Museo si trova nell'ex stazione ferroviaria di Sant'Andrea, successivamente Campo Marzio, fermata terminale della Linea Transalpina (Wocheinerbahn), che connetteva Trieste all'Austria, e della Linea Parenzana, che portava in Istria. La struttura nasce come centro di preservazione di materiale storico ferroviario dedicato alla storia del trasporto su rotaia della città e delle regioni vicine. Nel corso degli anni, grazie all'attività dei volontari, il Museo si è dotato di una ricca collezione di oggetti, documenti, reperti storici, modellini e plastici. Inoltre, il Museo possiede una notevole quantità di rotabili: locomotive a vapore, locomotive elettriche, mezzi diesel da manovra, carrozze passeggeri, carri merci, veicoli speciali e vetture tramviare, ospitati principalmente sui binari dell'ex stazione. Un patrimonio "unico".

Con lo scopo di valorizzarlo ulteriormente, e di contribuire a una migliore conoscenza di questi luoghi, il Rotary Club ha previsto per sabato 16 giugno anche un "Service" al Museo: il Club di Trieste, grazie anche al contributo del Distretto 2060 del Rotary International, che comprende il Triveneto, donerà infatti un nuovo impianto audiovisivo. L'apparecchiatura ha lo scopo di contribuire a rafforzare l'attrattività del Museo, consentendo alla struttura di mostrare ai visitatori filmati storici e didattici conservati nell'archivio.

Accanto all'avvio delle iniziative promozionali del progetto, il Club ha annunciato la ristrutturazione della locomotiva 52 Deutsche Reichsbahn. L'azione fa parte del programma globale dell'anno rotariano 2012/13 che ha come tema guida: "Il trasporto delle persone nel territorio di Trieste, del confine orientale e dell'entroterra del Nord Est: passato (storia), presente e futuro". La locomotiva è l'unico esemplare esistente in Italia delle "Kriegslokomotiven", le locomotive a vapore della macchina bellica nazista nella seconda guerra mondiale, progettate per essere particolarmente resistenti e facilmente assemblabili dalle industrie dei paesi via via occupati. In seguito al conflitto mondiale, molte di esse, furono trattenute nei paesi per le attività di ricostruzione. La locomotiva che verrà ristrutturata a Trieste è la 52.4752, costruita dalla MBA di Berlino nel 1943, successivamente passata alla Jugoslavia nel 1945 al deposito locomotive di Nova Gorica ed in servizio sulla Transalpina (Nova Gorica - Jesenice) fino all'accantonamento definitivo nel 1977. Al termine del suo servizio presso le Ferrovie Jugoslave, l'esemplare arrivò a Trieste grazie all'attività di un gruppo di appassionati. Gli stessi che poi fondarono il Museo di campo Marzio.

Il Presidente Cappel ha sottolineato che l'iniziativa di restauro è rappresentativa non solo storicamente, ma anche per la lezione "etica" che la vicenda del mezzo può insegnare, specie alle nuove generazioni. La locomotiva 52, nata come strumento di distruzione, si trasforma infatti successivamente in mezzo per la ricostruzione e la rinascita, e diviene oggi un'occasione di incontro di rotariani e in generale di cittadini di diversi paesi.

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