Science+Fiction, festival internazionale della fantascienza

Notizia inserita il 11/11/2008

Science+Fiction

FESTIVAL DELLA FANTASCIENZA

EDIZIONE ZERO/OTTO

TRIESTE 11-16 NOVEMBRE 2008

L’edizione zero/otto di Science+Fiction – il festival internazionale della fantascienza - manifestazione dedicata all’esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo - si svolgerà a Trieste negli spazi del Cinecity multiplex (Torri d’Europa) dall’11 al 16 novembre.

Anteprime, retrospettive, sezioni concorso, eventi speciali ed incontri con autori del cinema e della letteratura, formeranno lo scheletro di quest’edizione di Science+Fiction: una kermesse che dal 2005 fa parte della European Fantastic Film Festivals Federation ed è ormai universalmente riconosciuta come rampa di lancio per le opere più innovative e per i registi emergenti.

La manifestazione è realizzata e promossa dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche La Cappella Underground, con la collaborazione e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Turismo FVG, della Camera di Commercio di Trieste, del Comune di Trieste, della Provincia di Trieste, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (DGC) e dell’Università di Trieste. Sponsorizzano il festival il concessionario Toyota Futurauto di Trieste, Spin Internetworking, Audace Café e SIM2 Multimedia S.p.A.

Serata di apertura all’insegna di un’imperdibile anteprima, grazie alla collaborazione della Universal: Death Race di Paul W.S. Anderson (in uscita nelle sale a dicembre), con Jason Statham, Tyrese Gibson, Ian McShane e Joan Allen. Si tratta del rifacimento del classico Anno 2000 la corsa della morte, prodotto negli anni Settanta da Roger Corman. Ma non si tratterà dell’unico atteso remake. In attesa, infatti, di vedere Ultimatum alla Terra sul grande schermo, in anteprima nazionale il festival ospiterà i primi dieci minuti del remake firmato da Scott Derrickson e interpretato da Keanu Reeves. Remake di uno dei più amati film di fantascienza degli anni Cinquanta, diretto da Robert Wise, il film distribuito dalla20th Century Fox riporterà in vita Klaatu, indimenticato extraterrestre che giungerà per la seconda volta sulla Terra con il suo messaggio di speranza e di pace.

Assolutamente imperdibile sarà l’appuntamento con il leggendario Ray Harryhausen: il maestro della stop-motion interverrà in videoconferenza per presentare il suo nuovo volume “A century of model animation”, firmato assieme a Tony Dalton. A Ray Harryhausen verrà consegnato il Premio alla Carriera Urania d’Argento - istituito nel 2002 con la collaborazione della storica rivista Mondadori “Urania” e del suo curatore Giuseppe Lippi, e realizzato sul modello di un’illustrazione originale di Karel Thole. L’edizione zero/otto di science+fiction gli dedicherà un omaggio, che comprenderà l’imperdibile proiezione di “The Golden Voyage of Sinbad”, meraviglia visiva firmata nel 1974 da Gordon Hessler.

Vetrina privilegiata per le nuove tendenze del cinema sci-fi, fantasy e horror, anche quest’anno il festival presenterà al suo pubblico la sezione Neon, selezione ufficiale forte di una ventina di pellicole inedite in Italia, anteprime provenienti dai cinque continenti e la presenza di un Concorso Internazionale per lungometraggi, che ogni anno vede assegnare al miglior film il Premio Asteroide. La Giuria quest’anno sarà presieduta da Lucius Shepard, uno dei più grandi autori letterari della fantascienza moderna.

Fra i titoli selezionati nella sezione Neon, si segnalano: Chemical Wedding (anteprima italiana Fuori Concorso), diretto dal veterano Julian Doyle (presente al festival e collaboratore di diversi film diretti da Terry Gilliam), la cui sceneggiatura originale è firmata da Bruce Dickinson, frontman degli Iron Maiden; Nightmare Detective 2 (anteprima italiana Fuori Concorso) di Shinya Tsukamoto, alle prese con il sequel delle avventure oniriche del suo indagatore dell'incubo; Tres Dias (anteprima italiana in Concorso), opera prima del regista indipendente spagnolo F. Javier Gutiérrez, distribuita dalla Filmax; Puffball (anteprima italiana Fuori Concorso),, per la regia del maestro Nicholas Roeg, interpretato da Donald Sutherland e Miranda Richardson; il film belga Artefacts (anteprima italiana in Concorso), firmato da Giles Daoust e Emmanuel Jespers; El Orfanato (anteprima italiana Fuori Concorso), prodotto da Guillermo Del Toro e diretto da Juan Antonio Bayona, già grande successo all’edizione 2007 del Festival di Cannes; 20th Century Boys (anteprima italiana Fuori Concorso), di Yukihiko Tsutsumi, adattamento cinematografico dell’omonimo Manga; e l’attesissimo Encounters at the End of the World (anteprima italiana Fuori Concorso) diretto da Werner Herzog. (Herzog lo metterei nel blocco successivo tra cinema e scienza, come evidenziato); La possibilité d’une île, nuova prova alla regia di Michel Houellebecq.

Grande attenzione sarà inoltre dedicata alla science fiction di produzione francese, con il proseguimento (per il terzo anno) del progetto Voyage Fantastique, pronto a rivolgere la sua attenzione alle nuove frontiere del cinema digitale transalpino. Testimonial d’eccezione sarà Marc Caro, regista di Dante01, e assieme a Jean-Pierre Jeunet di Delicatessen e La città dei bambini perduti.

Tra gli eventi più attesi, un panel dedicato a 2001: Odissea nello spazio, a quarant'anni dall'uscita cinematografica del capolavoro di Stanley Kubrick. Relatori di spicco del panorama internazionale discuteranno di questa pietra miliare della storia della fantascienza: Michel Ciment, direttore della rivista Positif, Giuseppe Lippi (Urania), Lorenzo Codelli (Cineteca del Friuli), Fabio Pagan (SISSA), Andrea Bernagozzi (Oss. Astronomico Val d'Aosta).

Tra gli Extra, si segnalano un omaggio a Nicholas Roeg – con la proiezione della già citata anteprima di Puffball, e di Don’t Look Now, thriller soprannaturale firmato dal regista nel 1974, un omaggio letterario a John Philliph Law – che comprende la proiezione di Barbarella di Roger Vadim e la presentazione del volume “John Phillip Law. Diabolik Angel” – e la proiezione della copia restaurata del Director’s Cut di The Damned di Joseph Losey.

Come da tradizione, in collaborazione con la rivista Nocturno, verrà organizzata una Serata-evento Nocturno che celebrerà due titoli italiani degli anni Settanta: Le orme di Luigi Bazzoni e Il profumo della signora in nero di Francesco Barilli. Inoltre, sempre in collaborazione con Nocturno è prevista la proiezione di Martyrs di Pascal Laugier.

A Trieste, città della scienza, non potevano infine mancare gli appuntamenti sul rapporto tra scienza e cinema. Due gli eventi in programma: il primo in collaborazione con la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) per la presentazione in anteprima dell’attesissimo Encounters at the End of the World (anteprima italiana Fuori Concorso) diretto da Werner Herzog; il secondo in collaborazione con ARPA FVG/LaREA , in occasione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2008, per la proiezione del premiatissimo documentario A Crude Awakening: The Oil Crash (Svizzera, 2006) di Basil Gelpke e Ray McCormack, con una presentazione a cura di Roberto Rizzo (giornalista scientifico,esperto per i temi energetici della trasmissione televisiva Geo&Geo e collaboratore della rivista GEO).

EVENTO D’APERTURA

DEATH RACE DI PAUL W.S. ANDERSON

Sarà Death Race di Paul W.S. Anderson ad aprire questa none edizione di science+fiction.

Anteprima nazionale di un film molto atteso (in uscita nelle sale a fine novembre), rifacimento del classico Anno 2000 la corsa della morte, prodotto negli anni Settanta da Roger Corman.

Prodotto dalla Universal, interpretato da Jason Statham, Tyrese Gibson, Ian McShane e Joan Allen, il film firmato dal regista britannico Paul W.S. Anderson (la serie dei Resident Evil, Alien vs Predator) ci porterà in un futuro prossimo distopico e disturbato, mettendoci al centro di un sanguinolento reality sportivo in cui le opzioni, per i concorrenti/galeotti che vi prendono parte, sono solo due: sfrecciare verso la libertà e la vittoria, o perire (in modo per lo più atroce) nel tentativo. Vincendo 5 gare si viene liberati, perdendo si muore!

Siamo nel 2012, in un mondo economicamente alle corde, capace di generare una tv sempre più violenta ed estrema, che tocca l’apice con il reality game Death Race. L’economia americana è collassata e la disoccupazione è arrivata alle stelle, mentre le Corporation hanno preso il potere e le prigioni sono state privatizzate.

Jensen Aimes (Jason Statham) è un ex-campione della classe automobilistica Nascar caduto in disgrazia. Qualcuno lo ha incastrato, facendogli cadere addosso la colpa della morte di sua moglie. Incarcerato, ha un'unica asperanza: accettare la proposta del direttore della prigione in cui è stato rinchiuso (Joan Allen) e correre in una competizione suicida. Le regole di questa gara sono solo tre: 1) non ci sono regole, 2) vince chi sopravvive, 3) chi vince esce di prigione. Il guaio è che Jensen non è l'unico a voler vincere: una serie di criminali, brutali e spietati, è disposta a rendergli la vita particolarmente dura. Come se non bastasse, scoprirà che gli organizzatori della macchinazione di cui è rimasto vittima, forse si celano proprio entro le mura del suo stesso carcere.

33 anni dopo Anno 2000: La corsa della Morte torna al cinema Death Race, con un perfetto ‘action man’, Jason Statham, nei panni che furono di David Carradine. La fotografia metallica e virata è opera di Scott Kevan, le suggestive scenografie di Paul Denham Austerberry, che ha usato come set della corsa una zona industriale abbandonata di Montreal.

Death Race (Usa, 2007, colore, 35 mm, 105’) di Paul W.S. Anderson

L’isola del futuro: Terminal Island. La fame di sport estremi e gare in diretta si trasforma in una vera e propria voglia di sangue nei reality televisivi. Nasce così la più estrema delle gare automobilistiche, che vede come partecipanti carcerati omicidi. Auto truccate, criminali e sexy navigatrici sono gli ingredienti di una serie che vanta più ascolti del Super Bowl. Le regole della gara sono semplici: cinque vittorie per la libertà. Il prezzo della sconfitta è la morte in pista.

RAY HARRYHAUSEN

PREMIO ALLA CARRIERA URANIA D’ARGENTO

Il Premio alla Carriera Urania d’Argento - istituito nel 2002 con la collaborazione della storica rivista Mondadori “Urania” e del suo curatore Giuseppe Lippi, e realizzato sul modello di un’illustrazione originale di Karel Thole - sarà consegnato al maestro indiscusso degli effetti speciali Ray Harryhausen, che interverrà in videoconferenza per presentare il suo nuovo volume “A century of model animation”, firmato assieme a Tony Dalton.

Nato il 29 giugno del 1920 a Los Angeles, in California, Ray Harryhausen oggi è considerato una grande fonte d’ispirazione da un numero vastissimo di artisti degli effetti speciali, registi e produttori. Personaggi del calibro di Joe Dante, James Cameron, Peter Jackson, George Lucas e Steven Spielberg lo salutano come colui che ha cambiato volto al modo di fare cinema fantastico.

NOTA BIOGRAFICA

Per la gioia degli spettatori di tutto il mondo, Ray Harryhausen ha fatto camminare i dinosauri sulla terra, volare i cavalli, ha portato in vita le statue, ha fatto giocare le scimmie a scacchi e ha fatto combattere gli scheletri. Harryhausen chiama il suo lavoro “scultura cinetica”: è un metodo di fare film in stop-motion che lo ha reso personaggio di culto nel mondo del cinema.

Nato a Los Angeles il 29 giugno del 1920, Ray Harryhausen ha frequentato la Audubon Junior High and Manual Arts High School. La scuola in realtà gli interessava poco, ma fin dalla tenera età ha provato una passione irrefrenabile per il film King Kong, attrazione che in seguito è diventata la base della sua vita.

“La prima volta che ho visto King Kong è stato per caso,” ha detto, “mia zia era un’infermiera e si stava prendendo cura della madre di Sid Grauman. Le hanno dato tre biglietti per il film, e lei ci ha portato me e mia madre. Da quel momento non sono più stato lo stesso.”

Harryhausen è rimasto affascinato dal film perché non riusciva a comprendere come fosse stato realizzato. Sapeva che non si trattava semplicemente di un uomo travestito da scimmia, e presto è venuto a sapere che il creatore del film era Willis O’Brien. “Ero in ammirazione davanti all’abilità di O’Brien di riprodurre sullo schermo l’illusione della vita”, ha osservato Harryhausen.

Il film ha ispirato Harryhausen a cominciare a sperimentare con i suoi modelli. Il primo era un Orso delle Caverne realizzato con la pelliccia di sua madre. Prendendo a prestito la camera a 16mm di un amico, Harryhausen ha fatto i suoi primi tentativi di fotografia in stop-motion. La camera era difficile da controllare, ma fa notare che “l’eccitazione di vedere l’orso muoversi era molto gratificante, cosa che mi ha incoraggiato a fare di più.” Si è reso conto che il suo interesse per questa maniera di fare cinema era così grande che ha cominciato a cercare modi di trasformare il suo hobby in un lavoro. A questo scopo, è andato alle lezioni serali della University of Southern California e ha studiato tutti gli aspetti e i trucchi della fotografia, dagli scatti sottoesposti alla doppia esposizione.

Harryhausen ha realizzato uno studio nell’angolo del portico sul retro della casa di famiglia e suo padre, che incoraggiava sempre le ambizioni di Ray, più tardi ha costruito per lui uno studio nella parte posteriore del garage. Nel 1940, possedeva la sua prima camera per riprese single frame e aveva cominciato a lavorare al suo primo film, Evolution, con una trama complessa basata sull’origine delle specie. Sfortunatamente per Ray, la Disney ha fatto uscire Fantasia e lui si è reso conto che non aveva senso continuare. Ha deciso che era arrivato il momento di trovarsi un lavoro ed ha mostrato il girato di Evolution a George Pal. Quest’ultimo, che faceva dei corti chiamati Puppletoons, ha ritenuto eccellente il lavoro di Harryhausen e l’ha messo sotto contratto.

Harryhausen ha lavorato con Pal fino al 1942, quando è stato arruolato nell’Army Signal Corps. Ha avuto la fortuna di essere assegnato all’unità che si occupava di film ed ha trascorso il periodo della guerra realizzando sequenze animate per i film d’orientamento. Congedato alla fine della guerra, Harryhausen è tornato al suo studio nel garage e ha deciso di fare una serie di fiabe, a cominciare da un film di dieci minuti chiamato Mother Goose Stories. Dopo alcuni contrattempi, il film è stato fatto uscire dalla Bailey Films e, con i soldi che ha guadagnato, Harryhausen è stato in grado di fare altre quattro fiabe.

L’eroe di Ray Harryhausen è rimasto Willis O’Brien, creatore di King Kong. Nel 1939 aveva messo insieme il coraggio di telefonare a O’Brien e concordare un appuntamento. O’Brien era stato critico del suo lavoro, seppur in maniera costruttiva, ma ovviamente si ricordava del talento di Harryhausen. Nel 1946, O’Brien ha chiesto ad Harryhausen se gli sarebbe piaciuto aiutarlo nella produzione di Il re dell'Africa, la storia di un’enorme scimmia. Ovviamente lusingato, Harryhausen è entrato negli RKO Studios e il film, uscito nel 1949, è valso ad O’Brien un Oscar.

Il progetto successivo di O’Brien, The Valley of the Mist, però, è incorso in problemi di pre-produzione e Ray Harryhausen è tornato alle sue fiabe. A quel punto un amico gli ha presentato un produttore, Jack Dietz, che voleva fare un film di mostri. The Beast from 20,000 Fathoms (1953), primo lungometraggio di Harryhausen, era basato su un racconto dell’amico di lunga data Ray Bradbury e narrava di un dinosauro che emergeva dal mare in risposta ad una sirena, pensando si trattasse di un richiamo per l’accoppiamento.

Un giovane produttore che aveva lavorato per la Universal e la Columbia, Charles H. Schneer, voleva fare un film su un polipo gigante che trascina giù il Golden Gate Bridge. Intitolato Il mostro dei mari, il film è stato un successo ed ha anche segnato la fondazione di una partnership professionale tra Schneer e Harryhausen che ha resistito quasi 30 anni.

Harryhausen e Schneer hanno prodotto un tris di film all’apice del boom della fantascienza degli anni ’50, tra cui il sopracitato Il mostro dei mari (1955), Earth Vs. the Flying Saucers (1956) e A 30 milioni di km dalla Terra (1957). Tutti questi film in bianco nero a basso budget sono stati vivacizzati dalla crescente capacità artistica ed innovativa di Harryhausen nel campo dell’animazione in stop-motion.

Alla fine degli anni ’50, Harryhausen e Schneer si sono allontanati in maniera netta dalla fantascienza per avventurarsi nel fertile mondo fantasy, nelle fiabe e nel mito, con l’innovativo e molto acclamato Il 7° viaggio di Sinbad. Questo film ha rappresentato anche per Harryhausen la prima occasione di sperimentare con il colore, e il successo è stato tale da portare a quella che poi è diventata una trilogia di film di Sinbad molto popolari, chiusi da Sinbad e l'occhio della tigre nel 1977. La fine degli anni ’50 e nei primi anni ’60 ha visto Harryhausen e Schneer trasferire la loro base di produzione da Hollyowood a Londra, dove potevano sfruttare la competenza tecnica degli studi e della crew britannici ed al tempo stesso avevano la possibilità di girare in diverse esotiche location europee, in particolare la Spagna.

Nel 1963, Ray ha prodotto quello che è probabilmente il suo film più noto, Gli Argonauti, che è considerato anche dallo stesso Harryhausen il suo film più completo, anche perché include gran parte della più fluida e sorprendente animazione in stop-motion in diverse sequenze memorabili, non ultima la famosa battaglia tra Giasone ed i soprannaturali scheletri.

Negli anni ’60, Harryhausen ha anche contribuito a celebri film come Base Luna chiama Terra nel 1964, Un milione di anni fa nel 1966 e La vendetta di Gwangi nel 1969. Alla fine ha chiuso le tende sulla sua carriera cinematografica nel 1981 con la mitologia epica greca di Scontro dei titani, firmato assieme a Schneer. Nel 1992, alla sessantaquattresima cerimonia degli Oscar, ad Harryhausen è stato riservato l’onore di un Oscar per la sua vita fatta di straordinari successi.

Nel 2003, Harryhausen è stato onorato, inoltre, con una stella sulla leggendaria Hollywood Walk of Fame; nel 2004 è stato pubblicato il grande volume su di lui, Ray Harryhausen: An Animated Life; e il 2005 ha visto l’uscita di un elaborato doppio DVD, Ray Harryhausen: The Early Years Collection, con tutti i primi cortometraggi, test ed esperimenti di Harryhausen.

Nel febbraio del 2008, infine, Ray Harryhausen è stato premiato dall’Art Directors Guild, alla sua dodicesima cerimonia di premiazione annuale, per il suo “Straordinario Contributo all’Immaginario Cinematografico.”

Harryhausen ha ultimato il suo terzo libro, scritto assieme a Tony Dalton, con il quale percorrono nel dettaglio la storia mondiale dell’animazione in stop-motion.

“Ray è stato una grande fonte d’ispirazione per tutti noi dell’industria degli effetti speciali visivi: l’arte dei suoi primi film, con cui gran parte di noi è cresciuta, ci ha influenzato tantissimo.” – ha detto George Lucas.

“Quando ci siamo incontrati la prima volta, Ray è stato così gentile da dare un’occhiata al nostro primo test con i primi dinosauri digitali per Jurassic Park ed è stato prodigo di complimenti. Tutti coloro che si trovavano nella stanza, me incluso, erano da sempre stati ispirati dalla sua creatività e dalle sue scoperte artistiche e scientifiche. Tutto ciò che ha fatto mi ha influenzato” – ha rivelato Steven Spielberg.

“Le creazioni nei miei film non sono altro che i nipoti illegittimi di Ray” – ha confidato James Cameron.

Al padre della Stop Motion, la nona edizione di science+fiction dedicherà un omaggio, che comprenderà l’imperdibile proiezione di “The Golden Voyage of Sinbad”, meraviglia visiva firmata nel 1974 da Gordon Hessler.

La consegna del Premio Urania alla Carriera avverrà nell’ambito di un originale incontro con il maestro, in programma sabato 15 novembre alle ore 11.30 presso la sala conferenze dell’Urban Hotel Design: una videoconferenza che sarà anche l’occasione per sfogliare le pagine dell’ultimo volume firmato da Harryhausen, interamente dedicato all’ultimo secolo di effetti speciali.

Sabato 15 novembre

Ore 15.30 - Omaggio a Ray Harryhausen

The Golden Voyage of Sinbad (Usa, 1974, colore, 35 mm, 105’) di Gordon Hessler

Il leggendario marinaio questa volta scopre un talismano e salpa con la sua truppa verso un’isola sconosciuta. Dovrà vedersela con il malvagio stregone Koura, che vuole strappargli il talismano d’oro per fare un incantesimo. In rotta sull’isola, Koura porterà in vita la polena della nave creando scompiglio nell’equipaggio. Una volta sulla terraferma, il marinaio e il suo equipaggio si troveranno ad affrontare una figura a sei braccia armata di spade, un grifone alato, agguerriti centauri Ciclopi nonché il perfido Koura.

‘KLATU BARADA NIKTO’

IN ANTEPRIMA LE PRIME IMMAGINI

DI ULTIMATUM ALLA TERRA

Un misterioso alieno, Klaatu, sbarca con il suo disco volante nel centro di Washington per dare un ultimatum alla popolazione della Terra: vivere in pace o essere annientati.

Era l’ormai lontano 1951, quando Robert Wise si mise dietro ad una macchina da presa per dar vita ad uno dei più amati film della storia del cinema di fantascienza. Tratto dal racconto Farewell to the Master (Addio al padrone, 1940) di Harry Bates, Ultimatum alla Terra (The Day the Earth Stood Still) rappresentò una sorta di anomalia, per un genere solitamente alle prese con terrificanti minacce.

A distanza di oltre mezzo secolo, ecco sbarcare il suo remake, diretto da Scott Derrickson e interpretato da attori del calibro di Keanu Reeves, Jennifer Connelly e Kathy Bates.

A science+fiction spetterà quest’anno il felice compito di ospitare questa attesissima anteprima nazionale. Verranno proiettati i primi dieci minuti della pellicola, in attesa di poter vedere nelle sale di tutto il mondo il film distribuito dalla 20th Century Fox a partire dal prossimo 12 dicembre.

A interpretare l’alieno Klaatu (nell'originale portato sullo schermo da Michael Rennie) ci sarà Keanu Reeves, deciso a portare sulla Terra un estremo messaggio di pace o di morte. Un omaggio dichiarato, stando alle intenzioni del regista Scott Derrickson (già director di L'esorcismo di Emily Rose e profondo ammiratore dell’originale di Robert Wise, che ha potuto conoscere quando era uno studente), intenzionato a trasportare ai giorni nostri una storia che purtroppo è ancora di una attualità disarmante. Quella della inesauribile belligeranza umana.

The Day the Earth Stood Still (Usa, 2008, Sneak Preview) di Scott Derrickson

Klaatu è un alieno e il suo arrivo sulla terra crea uno scompiglio generale. Mentre leader politici e scienziati si affannano per svelare il mistero che si cela dietro la comparsa del visitatore, una donna e il suo figliastro vengono coinvolti nella sua missione e scoprono le implicazioni del suo autodefinirsi amico della Terra.

The Day the Earth Stood Still (Usa, 1951, b/n, 35mm,92’) di Robert Wise

Atterra a Washington D.C. un gigantesco disco volante, dal quale esce un alieno, affiancato da un robot dall’aspetto

minaccioso con capacità distruttive oltre ogni immaginazione. Snobbato nel tentativo di incontrare i leader mondiali ed avvertirli della fine vicina del Pianeta Terra, l’alieno Klaatu, ne diffonde la notizia. L’appello di Klaatu alla pace è raccolto da una giovane e graziosa donna e un eminente scienziato, ma il resto dell’umanità reagisce con

diffidenza, paura e violenza. Col tempo che sta per scadere, Klaatu deve dimostrare i suoi eccezionali poteri in modo sbalorditivo, insegnando all’umanità una lezione che ricorderà per anni.

OMAGGIO A 2001: ODISSEA NELLO SPAZIO

Al capolavoro di Stanley Kubrick, uscito quarant’anni fa nelle sale cinematografiche, la rassegna dedica un importante omaggio, con approfondimenti e ospiti di spicco.

Di seguito un estratto dal catalogo di Science+Fiction 08, in cui Giuseppe Lippi sottolinea l’importanza di questa pietra miliare nella storia del cinema.

“E’ il 1968 l’anno cui appare sul grande schermo 2001: Odissea nello spazio, film che si rivede tuttora con stupore per il suo ardito tentativo di unificare alcune tra le esperienze più vitali del cinema. Dalle origini vengono l’amore per l’immagine senza parole, accompagnata solo dalla musica, e alcuni laboriosi effetti fotografici (come la tecnica di “stop motion” adoperata per muovere gli oggetti nello spazio). Dagli anni Sessanta vengono il gusto per il nuovo e la sperimentazione. Ma il film non si ferma qui e dal futuro presagisce l’arrivo delle tecnologie digitali, creando una serie di immagini che, pur non essendo generate al computer, ne condividono splendore e fluidità.

In 2001 l’innovazione va di pari passo con la riscoperta dell’essenza di quest’arte, immagine in movimento

fatta per portare lo spettatore oltre le sue normali capacità, in un mondo di proporzioni mai sperimentate. Aggiungendo l’effetto musicale a quello visivo, la colonna sonora accompagna un uso rivoluzionario della musica alle tecniche fotografiche evolute e alle inattese soluzioni di montaggio. Ma 2001 vuole costituire un’esperienzaglobale e come tale introduce, attraverso le sue scelte estetiche, alcuni interrogativi di fondo. In primo luogo sulla nostra. In primo luogo sulla nostra storia, che il film abbraccia dalle origini a un futuro ricco d’incognite, e che è storia di una lunga evoluzione. Lo sviluppo dell’intelligenza rappresenta il principale mezzo di sopravvivenza dell’uomo e questo ci ha consentito di raggiungere un sofisticato livello di sviluppo, arrivando alle soglie dello spazio. Anche così, tuttavia, non è detto che i grandi progressi intellettuali che l’umanità ha fatto, e indubbiamente farà, le permettano di risolvere gli interrogativi ultimi dell’universo. La loro complessità è tale che potrebbero restare per sempre inaccessibili, non foss’altro per ragioni di tempo. Il matematico John D. Barrow osserva che esistono problemi di tale consistenza che persino ai computer più potenti potrebbero essere necessarie migliaia di anni per tentarne il calcolo. È un modo elegante per dire che forse, alla fine dei giorni, non avremo ancora sciolto l’aspetto insondabile della natura, della quale pure facciamo parte. 2001 è in sintonia con questa visione problematica, la quale riapre la questione del totalmente estraneo, l’ignoto.

Rivedendolo oggi sul grande schermo, festeggiamo il film perché gli riconosciamo una sorta di ideale paternità su tutti noi: prima che nascessero il cyberpunk, la realtà virtuale e le angosciose visioni del futuro urbano, 2001 ci ha aperti a una percezione più vasta, a un’esperienza del cinema che può trasformarci grazie al suo gusto dello straordinario.”

Mercoledì 11 novembre

Ore 20.15 omaggio a 2001: Odissea nello spazio

panel 2001: Odissea nello spazio

con la partecipazione di Michel Ciment (Positif), Lorenzo Codelli (La Cineteca del Friuli), Giuseppe Lippi (Urania), Fabio Pagan (SISSA), Andrea Bernagozzi (Oss. Astronomico Val d'Aosta)

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2001: A Space Odyssey [Usa/Regno Unito, 1968, col., 141'] di Stanley Kubrick – v.o.st.it.

Un monolite nero di quattro milioni di anni viene scoperto sulla luna, e il governo (tenendo la gente all’oscuro

della situazione) manda un team di scienziati in missione esplorativa. Diciotto mesi dopo, un altro equipaggio viene inviato su Giove a bordo di una navicella controllata dal computer HAL 9000, dispositivo dalle massime prestazioni, al fine di condurre ulteriori ricerche sul gigantesco ritrovamento. Questa volta, però, qualcosa va storto...

OMAGGIO A NICOLAS ROEG

Nicolas Roeg ha compiuto ottant’anni in agosto, poco dopo l’uscita del suo ultimo film Puffball. Roeg ha stabilito la propria reputazione lavorando come direttore della fotografia, prima che film come Sadismo (1970), Walkabout (1971) e A Venezia… Un dicembre rosso shocking (1973) lo confermassero come regista. Purtroppo, prima Il lenzuolo viola (1980) e poi Eureka (1982) sono incorsi in problemi con distribuzioni poco comprensive, e si è trovato in disaccordo con un’industria sempre più chiusa alla sua visione. Ha continuato a lavorare negli anni ’90, regalandoci squarci di luce in Oscuri presagi (1992), il film per la TV Cuore di tenebra (1994) e Two Deaths del 1996. Tuttavia nel nuovo millennio, progetti a lungo accarezzati, primo fra tutti l’adattamento di Il treno della notte di Martin Amis, si sono affacciati e sono svaniti, e l’ombra proiettata dall’assenza di Roeg dallo schermo si è allungata. Puffball, tratto da un romanzo di Fay Weldon, è una favola di inganni metropolitani e passione rurale, di dottori, streghe, nascita e morte. Materiale perfetto, quindi, per Roeg.

(da Jason Wood, Sight and Sound, agosto 2008)

Don’t look now (Usa, 1974, colore, 35 mm, 110’)

Il restauratore John Baxter e sua moglie Laura cercano con tutte le forze di superare il trauma della perdita della figlia, morta annegata. Nel tentativo di alleviare il proprio dolore, la giovane coppia inglese si reca a Venezia in vacanza-lavoro per restaurare una chiesa. Una volta arrivati, i coniugi si imbattono in due sorelle, Heather e Wendy: una di esse, veggente cieca, sostiene di essere in contatto con la bambina e avverte loro di un pericolo.

Puffball (Canada, 2007, colore, 35 mm, 120’)

Liffey, un’ambiziosa e giovane architetto, si trasferisce in una valle irlandese isolata e misteriosa, per costruire un moderno esemplare di architettura. Il cottage in rovina e la terra su cui lavorerà sono un dono del suo fidanzato Richard, nonché la casa in cui viveva Molly, l’anziana patriarca di una famiglia di contadini che abita dall’altra parte del bosco. La figlia di Molly è Mabs, lei stessa madre di tre ragazze e moglie del contadino Tucker. Attualmente sulla quarantina, Mabs desidera un altro figlio – un maschio che ne possa essere l’erede, oppure semplicemente rimanere incinta.

NEON – CONCORSO

PRESIDENTE DI GIURIA: LUCIUS SHEPARD

Al centro dell’edizione zero/otto di Science+Fiction, nella sezione Neon, il Concorso Internazionale assegnerà (domenica 16 novembre) al miglior lungometraggio il Premio Asteroide.. Avevamo iniziato nel 2004 un concorso internazionale dedicato ai talenti emergenti, ricchissimo negli anni scorsi di film low-fi, e ci ritroviamo ora a selezionare una gran quantità di opere di genere, firmate da registi esordienti o quasi, attrezzati di budget piuttosto importanti:a dimostrazione che la nuova fantascienza sembra dare segni di ottima salute.

Quest’anno i titoli in Concorso sono dodici, provenienti da ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti alla Scozia, dalla Russia alla Serbia, dalla Francia al Messico.

Questi i giurati nel dettaglio.

NEON – concorso per il miglior lungometraggio di fantascienza (premio Asteroide)

La Giuria del concorso per il miglior lungometraggio di fantascienza quest’anno sarà presieduta da Lucius Shepard, uno dei più grandi autori letterari della fantascienza moderna. Con lui una Giuria d’eccezione, composta da grandi esperti e studiosi degli universi fantastici.

LUCIUS SHEPARD (Presidente di Giuria)

Lo scrittore, vincitore di un premio Nebula e di un premio Locus, nonché finalista all'Hugo, è uno dei più grandi e sottovalutati autori della fantascienza moderna. La narrativa di Shepard si inserisce nel filone della fantascienza umanista.

Nato nell’agosto 1947 a Lynchburg, in Virginia, Shepard negli anni della giovinezza ha viaggiato parecchio in giro per il mondo, andando in Sudamerica, Europa, Asia e Africa. Durante questo periodo ha scritto poesie e si è dedicato alla musica, facendo anche parte di una rock and roll band nel Midwest. Dopo aver partecipato ad un seminario di scrittura creativa tenuto da Damon Knight e da altri famosi scrittori, ha intrapreso la carriera letteraria, pubblicando il suo primo racconto di fantascienza, The Taylorsville Reconstruction (1983), nell’antologia Universe 13.

Da quando, nel 1985, il suo romanzo Green Eyes ha vinto il premio John W. Campbell Award come miglior opera di autore esordiente, la sua carriera è stata contrassegnata da diversi riconoscimenti e premi letterari. La narrativa di Shepard si inserisce nel filone della fantascienza umanista.

In Italia la casa editrice Delos ha pubblicato i suoi Piste di guerra, La presenza del drago. Trilogia del drago Griaule, Solitaire Station.

TOMMASO PINCIO

Tommaso Pincio è lo pseudonimo di Marco Colapietro, scrittore italiano di quattro romanzi. Inizia a scrivere durante la sua permanenza negli Stati Uniti, quando viene a contatto con le opere di Thomas Pynchon, Don DeLillo e Philip K. Dick, che lo influenzano in modo decisivo. Il suo primo romanzo, M., viene pubblicato nel 1999. Attualmente, Tommaso Pinicio vive tra Roma e Bangkok e scrive per il giornale Il Manifesto (pagine culturali) e per l’edizione italiana della rivista Rolling Stones.

ANTONIO JOSE’ NAVARRO

Critico e storico di cinema, è membro dell’AEHC, (associazione spagnola di esperti di storia di cinema). Collabora regolarmente in alcune delle maggiori riviste specializzate in Spagna, quali Dirigido por, Imágenes de Actualidad, Nosferatu e Quatermass, nonché nella rivista settimanale Time Out Barcelona. È autore dei libri Alien/The Unconquered (1995) e Frankenstein. The Myth of the Artificial Life (2000). Attualmente lavora nel Comitato di Selezione del SITGES International Film Festival of Catalunya.

EUROPEAN FANTASTIC SHORTS – nomination per il premio Méliès della EFFFF

GIOVANNI MONGINI

È nato a Quartesana (Ferrara) nel 1944. Ha scritto nel 1976 la prima edizione della Storia del cinema di fantascienza per la Fanucci Editore; ha pubblicato numerosi articoli di cinema per molte riviste specializzate, fra cui Robot, Alien, Urania, Adventure Flash, Gulliver, Nova SF*. Ha prodotto il film De Profundis per la regia di Luigi Cozzi e ha scritto con lui il libro George Pal - Il conquistatore delle stelle per la Nebula Film. Oltre alla stesura della nuova Storia del cinema di fantascienza sta realizzando assieme a Franco La Polla il volume Uomini e mostri per la Punto Zero Edizioni. È ritenuto il maggiore esperto e collezionista di cinema di fantascienza in Italia.

UGO MALAGUTI

È un autore di fantascienza, editore e traduttore italiano. Negli anni sessanta diresse la collana di narrativa fantascientifica Galassia (Casa Editrice La Tribuna). Successivamente ha fondato la casa editrice Libra Editrice. Ha diretto la Perseo libri. Attualmente continua ad essere direttore della storica rivista di fantascienza Nova SF* pubblicata dalla Elara libri (che detiene i diritti editoriali che furono di Perseo libri). Ha anche fatto il traduttore e lo sceneggiatore cinematografico.

ALESSANDRO PINTO

Nasce a Trieste nel 1966. Nel mondo della produzione audiovisiva dal 1989, inizia a lavorare come freelance in vari studi di Bologna, poi si sposta nella sua città dove, nel 2001, fonda con Lorenzo Sciacca la società Pianeta Zero, che negli anni diventa uno dei principali studi italiani di DVD authoring per il mercato dell’home entertainment, realizzando più di 1500 titoli (tra cui molte serie cult di fantascienza) e vincendo numerosi premi di qualità. Collabora inoltre con le principali reti televisive terrestri e alcuni canali della piattaforma satellitare SKY fornendo servizi e contenuti, tra cui alcuni documentari e cortometraggi realizzati in alta definizione e Digital Cinema.

Questi i titoli in Concorso nel dettaglio:

Artefacts (Belgio, 2007, colore, 35 mm, 75’) di Giles Daoust

In una Bruxelles algida e senz’anima un gruppo di amici spariscono uno ad uno senza lasciare traccia alcuna. Soli, spaventati gli ultimi rimasti del gruppo, una coppia di fidanzati, cercheranno di trovare una risposta alle sparizioni, mentre lottano per la loro vita tra le strade della capitale belga, fuggendo da … loro stessi. Gilles Daoust giovane veterano del cinema indipendente low budget belga rilegge uno dei migliori classici della fantascienza di tutti i tempi. L’invasione degli ultracorpi. Mistero, teorie del complotto, organizzazioni segrete, caccia all’uomo sono le parole d’ordine di questa pellicola.

Chrysalis (Usa, 2008, colore, HDCAM, 88’) di Tony Bàez Milàn

La terra dopo una tremenda guerra è un deserto inaridito che si sta spegnendo. In un laboratorio alcuni scienziati lavorano senza posa per cercare una cura per il pianeta morente, quando uno di loro a causa delle radiazioni inizia a mutare. Che ne sarà di lui ? Cosa uscirà dal bozzolo che racchiude il giovane accademico, una nuova minaccia o la salvezza per l'umanità. Da un racconto di Ray Bradbury, Tony Baez Milan trae una convincente pellicola indipendente ed un monito per il nostro futuro.

The Dead Outside (Scozia, 2008, colore, 35 mm, 93’) di Kerry Anne Mullaney

Una pandemia mortale colpisce il pianeta. Il virus sembra colpire senza pietà e senza distinzione in ogni luogo e pure nelle campagne del regno unito regna il caos. Corpi senza cervello infestano gli altipiani, macchine di carne, sangue e nervi si muovono senza posa mosse da un furia ceca ed incontrollata. Pochi uomini sopravvivono evitando il contagio grazie a un vaccino non si sa quanto efficacie e fuggendo il contatto dei malati. Ma forse in una remota casa di campagna su di una collina scozzese si nasconde la speranza per la sopravvivenza della razza umana.. Due giovani autori di Edimburgo si cimentano in una versione esistenzialista e minimale della Notte dei morti viventi.

Eden Log (Francia, 2007, colore, 35 mm, 101’) di Franck Vestiel

Tolbiac si risveglia nudo e privo di memoria, innanzi ad un misterioso cancello in una fangosa caverna. Mentre, inseguito da squadre di gendarmi, cercherà di risalire, girone dopo girone, questa dantesca fabbrica sotterranea piena di laboratori ipertecnologici, rigogliose piante mutanti e creature belluine, , lotterà contro il riaffiorare dei ricordi e gli effetti di un pericoloso virus. Chi è Tolbiac, cos’è Eden Log, il simbolo che campeggia sulle mura di questo Averno industriale? Clovis Cornillac, smessi i panni del gallico più famoso del mondo indossati in Asterix ai giochi olimpici, è il protagonista del primo film di Franck Vestiel, giovane e promettente cineasta con svariate esperienze di seconda regia nel nouveau cinema di genere francese. Dedicato a tutti coloro che pensano non si possa fare un bel di film, con un budget non hollywoodiano, un ottimo attore, tre settimane di durissime riprese nelle fogne di Parigi ed un soggetto coraggioso che mescola una fantascienza “anni settanta” alla denuncia sociale.

The Mutant Chronicles (Usa, 2008, colore, 35 mm, 111’) di Simon Hunter

In una terra futura distrutta dall’inquinamento e dall’avarizia umana, John Malkhovic e Ron Perlman, sono i capi di un manipolo di eroi pronti a sacrificare tutto per salvare l’umanità dalle orde dei necromutanti, spietati zombi senza cervello, figli del sacrilego connubio tra scienza e magia nera. Tratto da uno dei più famosi giochi di ruolo, già adattato in numerosi libri e fumetti, l’opera seconda dell’ex enfant prodige britannico XXX, coniuga il verbo del steam punk mediandolo con il classico film d’azione americano, in un riuscito medley di esplosioni, combattimenti all’ultimo sangue e tanta, tanta sana insensata violenza auto parodistica. Un sapiente uso dello green screen e l’utilizzo intelligente di spartani effetti speciali, sullo sfondo di una rilettura tekno-fantasy di Quella sporca dozzina.

Novaya Zemlya (Terra Nova, Russia, 2008, colore, 35 mm, 130’) di Alexander Melnik

È l’anno 2013. Il mondo intero ha abolito la pena di morte. Le prigioni sono sovraffollate di ex-condannati a morte. La comunità internazionale decide allora di anciare un esperimento chiamato “Terra Nova”: mandare un gruppo di detenuti su n’isola deserta, lontano dal mondo civilizzato. Qui verranno lasciati soli per tre mesi, fuori dal controllo delle guardie, e dovranno imparare a cavarsela nel nuovo ambiente e convivere l’uno con l’altro.

Santos (Spagna/Cile, 2008, colore, 35 mm, 100’) di Nicolas Lopez

Dal Cile arriva la risposta all'uomo ragno. Di giorno sfigato disegnatore di fumetti in bolletta, la notte il più grande supereroe del pianeta, riuscirà Santos a ritrovare l'amore della sua vita, la splendida Elsa Pataky, e a salvare la terra? Questa gustosissima commedia, realizzata da Nicolas Lopez, utilizza l'atmosfera e il retroterra del film supereroistico per creare una riuscita parodia del genere. Effetti speciali high tech, azione, pugnazzi e risate a crepapelle.

Tres Dias (Before the Fall, Spagna 2008, 35mm, 93’) di F. JavierGutierrez

Un gigantesco meteorite sta per distruggere la Terra, cosa fareste nei vostri ultimi tre giorni di vita? Un giovane cinico, incattivito e senza prospettive quasi indifferente alla fine imminente, ritroverà se
stesso salvando la sua famiglia dalle attenzioni un assassino psicopatico. Il regista spagnolo Javier Guitierrez ci presenta questo delicato thriller "campagnolo" pieno di colpi di scena e realismo, sullo sfondo di uno scenario apocalittico. L'Armageddon è arrivato con un retrogusto di paella e sangria e all'orizzonte non c'è traccia di Bruce Willis.

NEON – SELEZIONE UFFICIALE

ANTEPRIME FUORI CONCORSO

La sezione Neon zerosette - selezione ufficiale del festival, proporrà una panoramica sulle più recenti produzioni nei settori della science fiction, del fantasy e dell’horror, attraverso una serie di straordinarie Anteprime.

Grandi titoli inediti sugli schermi nazionali e internazionali, in collaborazione con le maggiori distribuzioni italiane ed estere, ma anche produzioni indipendenti già acclamate nel circuito dei maggiori festival internazionali. I film Fuori Concorso proiettati in anteprima saranno dodici, provenienti da tutto il mondo: dal Giappone, ad esempio, arriva Nightmare Detective 2 di Shynia Tsukamoto, dalla Gran Bretagna Chemical Wedding di Julian Doyle, dagli Stati Uniti l’attesissimo Encounters at the End of the World di Werner Herzog.

Questi i titoli nel dettaglio.

20-seiki shônen (20th Century Boys, Giappone, 2008, colore, 35 mm, 142’) di Yukihiko Tsutsumi

La storia ruota attorno a un “Libro delle Profezie”, scritto da Kenji e i suoi amici. Da bambini sognavano un eroe che avrebbe affrontato un’organizzazione creata per distruggere il mondo. Trent’anni dopo, in Giappone, si abbatte una serie di catastrofi analoghe a quelle descritte nel libro, minacciando la stessa sopravvivenza

del pianeta.

Akumu Tantei 2 (Nightmare Detective 2, Giappone, 2008, colore, 35 mm, 90’) di Shynia Tsukamoto

Kyoichi Kagenuma, investigatore dell’incubo, è un uomo maledetto dalla capacità di entrare nei sogni delle persone. Yukie, liceale quindicenne sopraffatta dagli incubi riguardanti un compagno di classe, chiede a Kagenuma di entrare nella sua mente e curarla. Kyoichi inizialmente si rifiuta, reputa sia troppo rischioso e vuole

smettere di fare l’investigatore dell’incubo. Yukie però è determinata, sa che morirà se andrà a dormire, così comincia a raccontargli le cause dei suoi incubi.

Boku no kanojo wa saibôgu (Cyborg She, Giappone, 2008, colore, 35 mm, 120’) di Kwak Jae-Yong

Jiro è un ragazzo normale, studia al college e conduce un’esistenza banale fino al giorno in cui “She” fa la sua comparsa. She viene dal futuro ed è stata mandata indietro nel tempo dal suo creatore, Jiro del futuro, per proteggere il Jiro del presente da una sparatoria che lo avrebbe reso invalido per il resto della vita. La presenza della bella e talvolta rude cyborg è per il ragazzo di grande aiuto: She usa i suoi superpoteri per salvare vite umane e farlo arrivare puntuale a scuola...Col tempo, Jiro si innamora di lei, che a sua volta sviluppa emozioni umane. She, però, sa cose riguardanti il futuro che lui non sa.

Carlston za Ognjenku (Tears for Sale, Serbia, 2008, colore, 35 mm, 86’) di Uros Stojanovic

Il film è ambientato nella Serbia degli anni Venti, all’indomani della Prima Guerra Mondiale. Il paese lotta per una ripresa demografica, avendo perso nel conflitto armato una considerevole fetta di giovani uomini. La situazione è particolarmente pesante nelle campagne, dove la mancanza di uomini minaccia la stessa sopravvivenza. Due sorelle, Ognjenka e Mala Boginja, sono costrette così a mettersi in viaggio verso la città alla ricerca di uomini da portare nell’ormai desolato villaggio di Pokrp.

Chemical Wedding (Regno Unito, 2008, colore, 35 mm, 106’) di Julian Doyle

Cambridge University. Lia, studentessa, è alla ricerca di uno scoop per il giornale della scuola quando viene a conoscenza di una riunione interessante: un incontro scientifico per portare a Cambridge l’ultima creazione del California Institute of Technology, una tuta da Realtà Virtuale da collegare allo Z93, il più grande e potente computer al mondo. Quando Lia incontra Jousha Mathers c’è subito attrazione, ma la controparte di Mather’s è il Dr. Victor Neuman, programmatore principale dello Z93 e fanatico seguace di Alesteir Crowley, occultista del XX secolo.

Dark Floors (Finlandia, 2007, colore, 35 mm, 87’) di Pete Riski

Sara è una bambina autistica. Il padre, preoccupato per la sua salute, non vede altra soluzione che dimetterla forzatamente dall’ospedale. Ma un guasto all’ascensore complica le cose e i due si trovano intrappolati con altre persone. L’incidente di percorso ben presto si trasforma nell’inizio di un incubo. Quando finalmente si aprono le porte, l’ospedale è misteriosamente deserto. Corpi mutilati e creature da un mondo oscuro sferrano un attacco al gruppo, la cui sopravvivenza risulterà presto essere nelle mani della ragazzina.

Death Race (Usa, 2007, colore, 35 mm, 105’) di Paul W.S. Anderson

L’isola del futuro: Terminal Island. La fame di sport estremi e gare in diretta si trasforma in una vera e propria voglia di sangue nei reality televisivi. Nasce così la più estrema delle gare automobilistiche, che vede come partecipanti carcerati omicidi. Auto truccate, criminali e sexy navigatrici sono gli ingredienti di una serie che vanta più ascolti del Super Bowl. Le regole della gara sono semplici: cinque vittorie per la libertà. Il prezzo della sconfitta è la morte in pista.

Encounters at the End of the World (Usa, 2007, colore, HDCAM, 99’ / In collaborazione con SISSA) di Werner Herzog

Esiste una società nascosta alla fine del mondo. Mille uomini e donne vivono insieme in Antartide a stretto contatto e mettono ogni giorno a repentaglio la propria vita e salute mentale alla ricerca della scienza più estrema. Ora, per la prima volta, un estraneo viene ammesso nel gruppo.

Love story 2050 (India, 2008, colore, 35 mm, 180’) di Harry Baweja

Dopo i convincenti esordi di Koy, Mil Gaya e Krrish il cinema indiano ritorna protagonista anche quest’anno a Science+Fiction con Love Story 2050. Priyanka Chopra, ex miss india nel mondo ed ex miss mondo, è la splendida protagonista di questa nuova incursione di Bollywood nel mondo della fantascienza. Karan e Sana sono giovani belli ed innamorati, e il futuro li aspetta. Quando il destino si frapporrà tra i due amanti , lo zio della ragazza – uno scienziato scapestrato e molto einsteniano – utilizzerà la sua macchina del tempo per viaggiare sino alla Munbay del 2050 e riunire i due innamorati. Amore, lacrime, combattimenti e tanti balletti ed esotiche canzoni nel più costoso film indiano dell’anno. Quattro delle più grandi compagnie di effetti speciali – tra cui la pluripremiata Weta di Jacksoniana memoria – hanno collaborato per realizzare questa pellicola che non sfigura innanzi ai colossal hollywoodiani. H.G. Wells e la sua macchina del tempo cucinati in salsa curry. Speziato ma leggero un inizio con gusto e brio per il nostro festival.

Martyrs (Francia, 2008, colore, 35 mm, 97’) di Pascal Laugier

Una ragazzina, scomparsa da un anno, viene ritrovata in un macello abbandonato. Emaciata, catatonica, non ricorda nulla della sua lunga reclusione. Durante la permanenza in ospedale, stringe un rapporto molto stretto con un’altra ragazza, Anna. Gradualmente, imparerà a vivere di nuovo. La sua terribile esperienza rimarrà un mistero non svelato. Quindici anni dopo, però, una giovane donna, pazza e spiritata, massacrerà una famiglia che vive in una casa nel bosco. Con le mani tremanti e insanguinate, telefonerà ad Anna... Un vero incubo sta per avere inizio.

The Objective (Usa, 2008, colore, HDCAM, 90’) di Daniel Myrick

Afghanistan, novembre 2001, due mesi dopo l’attacco al World Trade Center. Una squadra speciale è mandata nel deserto afgano per mettersi in contatto con un uomo noto come “Mohammed Aban”. Troverà invece qualcos’altro... qualcosa di inaspettato, per cui la squadra non è stata addestrata...

El Orfanato (The Orphanage, Messico/Spagna, 2007, colore, 35mm,105’) di Juan Antonio Bajona

Laura ha trascorso gli anni più felici della sua vita in un orfanotrofio sul mare, cresciuta dal personale interno e circondata da altri orfani che amava come fratelli. Ora, passati trent’anni, ritorna all’orfanotrofio abbandonato insieme al marito Carlos e il figlio Simon di sette anni, con il sogno di riaprirlo e farne un centro per

bambini disabili. La nuova casa e il misterioso ambiente risvegliano l’immaginazione del bambino, che inizia a fare giochi che si riveleranno essere non troppo innocenti. Si avvicina il giorno di apertura, e la tensione sale tra i membri della famiglia.

La Possibilité d’une île (Possibility of an Island, Francia, 2008, colore, 35 mm, 95)’ di Michel Houllebecq

Anni dopo essere uscito dalla setta fondata del padre, Daniel decide di fare ritorno al luogo dov’è cresciuto. È così che realizza che la promessa d’immortalità fatta dai seguaci della setta è ora diventata realtà grazie a moderne tecniche di clonazione. Venticinque generazioni dopo, Daniel è sopravvissuto al cataclisma che ha sterminato l’umanità: vive come un eremita in un bunker ad alta tecnologia, protetto dalla contaminazione e il suo unico compagno è un cane. Ma le immagini satellite proiettate sul suo schermo rivelano la presenza di una donna bellissima...

Prehod / in collaborazione con Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival (Transition, Slovenia, 2008, colore, 35 mm, 86’ di Boris Palcic

In uno stato di trance, l’artista Vlado dipinge il ritratto di una donna mai vista prima. Quando vede la stessa, di nome Tanja, all’inaugurazione della sua mostra, non può credere ai suoi occhi. L’incontro si evolverà in un’attrazione fatale tra i due, storia che coinvolgerà Vlado in una serie di strani e incomprensibili eventi. Seguirà Tanja a Trieste, dove rimarrà incastrato nell’intricata rete di un’organizzazione misteriosa chiamata ZOM. Mentre indagherà su alcuni inspiegabili casi di suicidio, cadrà nella trappola di un pericoloso schema di manipolazione senza via d’uscita...

Sleep Dealer (Usa/Mexico, 2008, colore, 35 mm, 90’) di Alex Rivera

Gli USA hanno definitivamente risolto il problema dell’immigrazione. Un lunghissimo muro, difeso da satelliti e micidiali armi tecnologicamente avanzatissime, divide gli Stati Uniti dal Messico ed i giovani eredi di Pancho Villa, per campare, devono immolarsi negli spietati call center della new economy. Stipati come vacche al mattatoio, passano la loro esistenza attaccati alla rete e grazie ad impianti neuronali guidano i robot-operai che lavorano nei cantieri delle grandi città del nord America. Pochi pesos per far sopravvivere il proprio corpo - nel loro paese depredato dalle multinazionali - la certezza di finire prima o poi lobotomizzati da un ritorno di segnale, mentre i loro cervelli contribuiscono alla ricchezza degli Yankee. Una storia di riscatto sociale, amore e rivolta realizzata da uno dei più promettenti giovani video artisti sud americani, Alex Rivera.

FUORI CONCORSO:

BRUCE DICKINSON, FRONTMAN DEGLI IRON MAIDEN,

FIRMA “CHEMICAL WEDDING”,

I LORDI PROTAGONISTI DI “DARK FLOORS”

Cinema e Metal a S+F08. Tra i numerosi appuntamenti dell’edizione zero/otto di Science+Fiction due saranno all’insegna della musica. Due appuntamenti per due anteprime (entrambi Fuori Concorso nella sezione Neon) che avranno per protagonisti l’hard rock e gli universi sci-fi. Chemical Wedding, diretto dal veterano Julian Doyle (collaboratore di diversi film diretti da Terry Gilliam), porta la firma di Bruce Dickinson, frontman degli Iron Maiden; mentre Dark Floors è interpretato dai Lordi, gruppo finlandese, che è diventato un vero e proprio fenomeno nazionale dopo aver vinto nel 2006 l’Eurovision Song Contest.

Chemical Wedding è la storia oltraggiosa di Aleister Crowley (peggio conosciuto come “l’uomo più cattivo del mondo”), una delle figure più oscure dell’Inghilterra del periodo edoardiano, che viene riportato in vita seminando così lo scompiglio tra gli studenti della Cambridge University. Si tratta di un thriller soprannaturale, ispirato ad una misteriosa quanto inquietante leggenda creata attorno al personaggio di Crowley. Occultista, mistico, poeta, artista e critico della società, ma anche l’idolo di Bruce Dickinson per molti anni. Quanto al titolo, in molti ricorderanno l’omonimia con quello del sesto e più suggestivo album da solista di Dickinson, un concept oscuro e cupo sulla vita e sull’arte del pittore inglese William Blake (la copertina stessa dell’album raffigurava una pittura di Blake).

Per Dickinson si tratta della prima esperienza come sceneggiatore, ma non è certo la prima volta che il cantante degli Iron Maiden si misura con professioni estranee a quella grazie alla quale è notissimo. Basta sfogliare il suo curriculum per comprenderne la poliedricità, che lo ha portato ad essere in un colpo solo anche pilota aeronautico, schermidore e scrittore.

Quanto a Dark Floors, si tratta del primo film horror a vedere protagonisti i Lordi, divenuti vere e proprie icone dell’hard rock finnico. La trama prevede una bambina autistica, un padre che la vuole portare via dall'ospedale, il suddetto ospedale che per cause sconosciute precipita all'inferno, corpi mutilati, e i Lordi a fare da mostri del brivido. Un incubo orrorifico diretto da Pete Riski, che nel cast annovera Noah Huntley (28 giorni dopo), William Hope (Aliens) e la giovane Skye Bennett. La band, oltre che recitare, ha curato ovviamente anche la colonna sonora del film e alcune tracce sono state realizzate per l’occasione. Un avvicinamento alla settima arte che era già nelle corde della band finlandese, nota soprattutto per la teatralità ispirata al cinema horror anni '80 che costituisce il leit-motive principale (ha determinato l'immagine del gruppo e ispirato i testi delle sue canzoni). Ogni membro è mascherato da mostro e ha un proprio soprannome, in modo da separare l'immaginario fantastico della band dalla vita privata dei musicisti. Così in musica, così al cinema.

Chemical Wedding (Regno Unito, 2008, colore, 35 mm, 106’) di Julian Doyle

Cambridge University. Lia, studentessa, è alla ricerca di uno scoop per il giornale della scuola quando viene a conoscenza di una riunione interessante: un incontro scientifico per portare a Cambridge l’ultima creazione del California Institute of Technology, una tuta da Realtà Virtuale da collegare allo Z93, il più grande e potente computer al mondo. Quando Lia incontra Jousha Mathers c’è subito attrazione, ma la controparte di Mather’s è il Dr. Victor Neuman, programmatore principale dello Z93 e fanatico seguace di Alesteir Crowley, occultista del XX secolo.

Dark Floors (Finlandia, 2007, colore, 35 mm, 87’) di Pete Riski

Sara è una bambina autistica. Il padre, preoccupato per la sua salute, non vede altra soluzione che dimetterla forzatamente dall’ospedale. Ma un guasto all’ascensore complica le cose e i due si trovano intrappolati con altre persone. L’incidente di percorso ben presto si trasforma nell’inizio di un incubo. Quando finalmente si aprono le porte, l’ospedale è misteriosamente deserto. Corpi mutilati e creature da un mondo oscuro sferrano un attacco al gruppo, la cui sopravvivenza risulterà presto essere nelle mani della ragazzina.

NEON – SELEZIONE UFFICIALE

EUROPEAN FANTASTIC SHORTS

Oltre alla sezione competitiva per il miglior lungometraggio, la sezione Neon propone una seconda sezione competitiva. La Selezione di cortometraggi fantastici europei - in collaborazione con l’EFFFF - sarà finalizzata anche quest’anno alla nomination per il Miglior Cortometraggio Fantastico Europeo a cui verrà assegnato il prestigioso Melies d’Or.

European Fantastic Shorts

concorso

6x8 – Non tutto ciò che vien dopo è progresso (Italia, 2008, 15’) di Michele Bevilacqua

Troppo a lungo la confederazione terrestre è stata coinvolta nel conflitto con la galassia A.S.A.P.. Le sofisticate strategie militari delle due fazioni hanno causato una situazione di stallo.

Anomalia (Polonia/Germania, 2008, 17’) di Michal Dominik K.

Una foresta oscura in una terra dimenticata dove la ragione è stata dimenticata da lungo tempo. Due uomini incappucciati tentano di raggiungere la propria terra natia prima dell’alba. Paura, guerra e pestilenza sono sulle loro tracce.

Arbeit für Alle (Germania, 2008, 10’) di Thomas Oberlies, Matthias Vogel

Il documentario “Lavoro per tutti” introduce un innovativo progetto federale: l’Agenzia per l’Impiego Assistito. L’estensione delle carriere significa che sempre più cittadini anziani devono continuare a lavorare e così non c’è abbastanza lavoro per i giovani.

El ataque of los robots de nebula-5 (Spagna, 2008, 7’) di Txema Garcia Ibarra

Lui sa che i robot provenienti da Nebula-5 arriveranno presto. Ha provato ad avvertire i propri amici e parenti, ma nessuno gli crede, nonostante abbia fatto dei disegni per rappresentare le loro sembianze.

Bad Blood Days (Usa, 2008, 9’ / fuori concorso) di Luke Passmore

Questo cortometraggio onirico ripercorre le memorie di un uomo che si trova in piena Apocalisse in seguito ad un invasione di non morti. La donna della sua vita attraversa i suoi pensieri in questa opera di orrore e sentimento.

Cotton Candy (Spagna, 2008, 11’) di Aritz Moreno

Il freddo complica sempre le cose.

Eel girl (Regno Unito, 2007, 8’) di Paul Campion

In un laboratorio militare, uno scienziato è ossessionato da una creatura metà donna e metà anguilla che sta

analizzando. Quando lei lo chiama, è il richiamo di una sirena...

Kaukosaaren kirous (Finlandia, 2008, 15’) di CHRZU

Una maledizione colpisce Sir Void mentre sta inseguendo i suoi baffi in fuga attraverso la giungla di un isola tropicale. Sir Void cambia canale e viaggia attraverso il tempo con terribili conseguenze.

Kingz (Germania, 2007, 20’) di Benni Diez & Mainko Spahic

Per due giovani teppisti, la prima consegna di droga li guiderà in un mondo sinistro, dove dovranno affrontare una minaccia senza precedenti che vuole le loro vite.

Lazarus taxon (Spagna, 2008, 15’) di Denis Rovira

Le temute conseguenze del riscaldamento globale sono al loro apice quando un uomo attraversa il Nuovo Mare cercando di salvare sua figlia dalla stretta della morte.

Monsier Selavy (Svizzera, 2008, 15’) di Peter Volkart

Un film diario sui problemi dell’esistenza e su come affrontarli con dignità. Un viaggio durante il quale coordinate spaziali e temporali finiscono per mescolarsi.

Râ (Francia, 2007, 5’) di Julien Sibre

2039. Il riscaldamento globale ha causato una grave siccità nel mondo. Le persone trovano i modi più particolari per procurarsi l’acqua. In questo nuovo mondo, i nervi sono a fior di pelle e tutti vengono spiati...

Die Schneider Krankheit (Spagna, 2008, 15’) di Javier Chillon

Anni 50, una capsula spaziale sovietica precipita nella Germania Ovest. L’unico membro dell’equipaggio, un primate, è portatore di un virus...

Snip (Spagna, 2008, 12’) di Julien Zenier

Incollato al suo televisore, un uomo cambi canale freneticamente, saltando da un programma insulso all’altro.

Quando la sua indifferenza nei confronti di immagini violente e crude cresce, si alza in piedi e si impegna in un indicibile atto di liberatorio.

SPEkTR (Danimarca, 2007, 3’) di Thomas Pors

L’eterna meraviglia di spazio e tempo. I misteri di altri mondi, altre forme di vita. I pianeti. L’uomo si è confrontato per secoli con essi ed appena in grado di penetrarne gli imperscrutabili secreti.

Stagman (Belgio, 2007, 20’) di Virginie Gourmel

Amaury Athanam vive isolato. Non riesce più a sopportare il proprio aspetto e vuole porre fine alla propria deprimente esistenza. Incapace a trovare il coraggio per suicidarsi, affitta un killer.

Tørt og kjølig (Norvegia, 2008, 12’) di Kristoffer Joner

All’Istituto Nazionale di Conservazione, tutti i problemi del mondo sono risolti. In fretta e con un leggero dolore.

Vault (Irlanda, 2008, colore, 10’) di Fred Neuen

Nei più profondi meandri delle banche Lussemburghesi, molte cassette di sicurezza sono rimaste chiuse per decenni senza che nessuno sappia cosa contengano. All’improvviso una di esse comincia a produrre strani rumori.

European Fantastic Shorts

Fuori concorso

The facts in the case of Mr. Hollow (Canada, 2008, 6’ / fuori concorso) di Rodrigo Gudino, Vincent Marcone

The Facts In The Case Of Mister Hollow si concentra su una singola fotografia che risale ai primi anni trenta. Quando la telecamera inizia ad indugiare sui particolari della foto, rivela un tappeto di segreti nascosti nei dettagli ed una storia di assassinio, rapimenti e sacrifici .

Fun on earth (Usa, 2008, 16’ / fuori concorso) di Jesse Gordon

In un tipico campus di un college americano, un tipico ragazzo americano incontra una ragazza che è tutto

fuorchè tipica. Tutto procede come ci si aspetterebbe fino a che la faccia della ragazza inizia a sciogliersi nel bagno della biblioteca.

Spazio Italia

Afterville (Italia, 2008, 30’) di Fabio Giuaglione, Fabio Resinato

50 anni fa, numerosi corpi celesti precipitarono sul nostro mondo, cambiando per sempre lo skyline delle

più importanti città del pianeta. L’unica cosa che gli scienziati riuscirono a scoprire riguardo Le Rocce fu un segnale magnetico proveniente dal loro interno.

Apollo 54 (Italia, 2007, colore, MiniDV, 98’) di Giordano Giulivi

Cosa sono quegli strani simboli che da giorni stanno interrompendo le trasmissioni televisive? Chi li manda?

E cosa sarà mai quello strano cavo che il giovane scienziato Bobby Joe trova inaspettatamente nel bosco?

Cavie (Italia, 2008, colore, HDV) di Marco Manetti, Antonio Manetti

Sei persone si risvegliano ammanettati nel retro di un camion. Scaricati in un bosco senza motivo, nessun indizio né cibo, solo una cassa piena di armi ed un libro “Vincere in guerra” di Brian Hill. Dovranno scegliere se essere prede o cacciatori, uomini o... cavie.

MARC CARO

TESTIMONIAL D’ECCEZIONE

DEI “VOYAGE FANTASTIQUE”

SF & IMAGE NUMÉRIQUE

Voyage Fantastique, sbarca a Trieste per il terzo anno consecutivo, con l’intento di dedicare un’attenzione particolare alle nuove frontiere del cinema digitale transalpino. La rassegna, dedicata alla science fiction di produzione francese, sarà suggellata dalla presenza di un testimonial d’eccezione. Marc Caro, regista di Dante01, e assieme a Jean-Pierre Jeunet di Delicatessen e La città dei bambini perduti, sarà ospite della manifestazione, per introdurre al pubblico della kermesse alcuni dei suoi celebri lavori.

Disegnatore per riviste di fumetti e sperimentatore di grafica animata in 3D, Marc Caro approda al cinema grazie ad un fortunato incontro. E’ il 1974 l’anno in cui inizia a lavorare assieme al regista Jean-Pierre Jeunet, con il quale realizza realizza numerosi cortometraggi di animazione prima di approdare al lungometraggio nel 1991 con Delicatessen, surreale e visionaria storia d'amore ambientata in un mondo postapocalittico e colma di bizzarri oggetti, da lui stesso ideati. Nel 1995 i due registi realizzano insieme La città dei bambini perduti, opera in cui una matrice fumettistica e fantascientifica si mescola a infinite intuizioni visive, che trasformano il film in un viaggio dentro la fantasia sfrenata dei due autori, i quali sperimentano anche nuove tecniche di ripresa e di modifica elettronica dell'immagine. Opere, entrambe, profondamente ricche a livello visivo, come d’altronde il suo ultimo lavoro, quel Dante01 che lo vede per la prima volta solo dietro una macchina da presa. Pellicola cupa e claustrofobica, formalmente elegante, intrisa di stilemi e atmosfere in pieno stile Caro.

Nell’ambito della retrospettiva Vojage Fantastique verranno proiettati La città dei bambini perduti (Jeunet & Caro, 1995) e Dante 01 (Marc Caro, 2008).

La Cité des enfants perdus (Francia, 1995, colore, 35 mm, 112’’)

Krank, non potendo dormire, rapisce i bambini per rubare i loro sogni. Così One, ex cacciatore di balene, intraprende la ricerca del fratello minore Denree, rapito dagli scagnozzi di Krank. Aiutato dalla piccola Miette, giunge presto alla Città dei Bambini Perduti.

Dante 01 (Francia, 2008, colore, 35 mm, 88’)

Galassia: il futuro. Un nuovo detenuto arriva in una prigione spaziale di massima sicurezza che orbita intorno al pianeta Dante 01. Unico sopravvissuto ad un incontro con un alieno dalla forza inimmaginabile, Saint George è un uomo posseduto da demoni e in eterna lotta con il potere mostruoso che c’è in lui. Potere che contagerà gli altri pericolosi prigionieri del Dante 01, scatenando una violenta ribellione che sconvolgerà quel terrificante e labirintico mondo.

Quarto percorso del nostro Voyage Fantastique nel mondo della fantascienza e dintorni made in France. Nel tentativo di segmentare la retrospettiva, si è scelto di procedere attraverso alcuni dei fenomeni chiave che rendono la produzione francese qualcosa di unico e ben identificabile rispetto ad altre realtà cinematografiche

nazionali. Nel 2005 il punto di partenza è stato necessariamente Jules Verne (e George Méliès); il secondo segmento si è sviluppato attorno all’esperienza della Nouvelle Vague (attraverso le incursioni nel genere di Jean-Luc Godard, François Truffaut, Louis Malle...) ed il terzo attorno ai mostri sacri delle bande dessinée (Moebius, Dionnet, Caza, Bilal) e di un immaginario che nasce negli anni Settanta fra le pagine di Métal Hurlant.

Si riparte quest’anno da un altro aspetto centrale nel cinema fantastico francese: l’utilizzo del digitale, ovvero quello che in area francofona, secondo un’immancabile tendenza a differenziarsi dal resto del mondo, viene chiamato image numérique.

La Francia è stato il primo paese europeo a sviluppare, esattamente 25 anni fa, un film di immagini di sintesi in 3D: Maison Vole di André Martin e Philippe Quéau (quest’ultimo sarà poi l’iniziatore del festival Imagina). Se l’estetica di un certo cinema di genere prodotto a Parigi e nelle vicinanze si è connotata a partire dagli anni Novanta in maniera distinguibile, lo si deve non soltanto ad alcune personalità fondamentali (Besson, Jeunet & Caro, Kassovitz) ma anche ai pionieri che hanno gettato le basi per la nascita di alcune maison di visual effects diventate poi leader a livello mondiale.

Questi gli altri titoli della rassegna nel dettaglio.

Frontière(s) (Frontier(s), Francia, 2008, colore, 35 mm, 108’) di Xavier Gens

In un futuro non troppo lontano le elezioni presidenziali in Francia vedono un faccia a faccia tra il candidato

conservatore e l’esponente dell’ala di estrema destra. Le banlieus francesi sono in fiamme. Dopo un fallito tentativo di rapina in banca, un gruppo di giovani delinquenti si dà alla fuga per sfuggire alla polizia; alcuni di loro trovano rifugio in una locanda scalcinata in mezzo al nulla. I ragazzi non sanno, però, che i proprietari del posto sono un gruppo di neo-nazisti cannibali che cercherà a tutti i costi di dare sfogo alla propria violenza.

Furia (Francia, 2000, colore, 35 mm, 90’) di Alexandre Aje

In una società devastata di recente da una guerra, in un mondo dove la libertà è un concetto ormai dimenticato e dove i writers di graffiti finiscono in prigione, Teo, 20 anni, ogni sera va in strada a disegnare. Una notte incontra Elia, anche lei writer. È l’iniziodi una storia d’amore appassionata che passa attraverso gli stessi graffiti dei due.

Les Mille merveilles de l’univers (Francia, 1997, colore, 35 mm, 90’) di Jean Michel Roux

Per la prima volta nella storia il pianeta terra capta un messaggio in codice dallo spazio. L’umanità intera è terrorizzata all’idea di un’invasione aliena. Alcuni mesi dopo, i dodicimila abitanti di Sepulveda spariscono improvvisamente. La cittadina, zona di passaggio e di scambi commerciali nota per l’attività di contrabbando e i bordelli, viene messa in quarantena. Strani fenomeni luminosi e interferenze magnetiche fanno pensare a un imminente attacco extraterrestre. È così che le autorità affidano al Professor Larsen, noto astrofisico e esperto di UFO, il compito di condurre una rapida indagine nella città fantasma.

Le Pacte des loups (Brotherhood of the Wolf] Francia, 2001, colore, 35 mm, 142’) di Christophe Gans

Sotto il regno di Luigi XV, una creatura mostruosa nota come “la Bestia di Gevaudan” semina il terrore nella regione francese, massacrando per lo più donne e bambini. Si dice sia enorme e abbia sembianze di dragone, forse il diavolo in persona. L’intera Francia è scossa dalle inspiegabili morti. In una notte d’autunno fa il suo arrivo Gregoire de Fronsac, delegato dalla corte reale. La sua missione? Andare a caccia della Bestia e eliminarla.

Peut-être (Francia, 1999, colore, 35 mm, 109’) di Cédric Klapisch

Tutto ha inizio alla fine del XX secolo. È la sera del capodanno 2000 e Arthur, 24 anni, è in compagnia della sua ragazza Lucie. Lei desidera fortemente un bambino ma lui non si sente ancora pronto per diventare padre. Sarà durante la notte di festeggiamenti che il ragazzo farà un’esperienza inaspettata: verrà proiettato nel futuro e si troverà, a distanza di 70 anni, di fronte a un anziano che dice di essere suo figlio.

Les Revenants (Francia, 2004, colore, 35 mm, 102’) di Robin Campillo

I morti resuscitano in massa. Milioni di defunti in tutto il mondo lasciano i cimiteri diretti verso la città. L’esodo suggerisce un’unica fondamentale domanda: vivi e morti riusciranno a convivere?

La Science des rêves (The Science of Sleep] Francia, 2006, colore, 35 mm, 106’) di Michel Gondry

The Science of Sleep è un divertente fantasy ambientato nei meandri della mente di Stephen Miroux, ragazzo eccentrico dalla fervida immaginazione, che spesso confonde con la realtà. Nel suo mondo inventato si trova a spiegare The Science of Sleep davanti alle telecamere di Stephane TV. Nella vita reale, invece, ha un lavoro monotono in una ditta parigina di calendari ed è innamorato di Stephanie, la sua vicina di casa. Quest’ultima, inizialmente attratta da Stephen, in seguito si sentirà spaesata di fronte alla stravagante personalità dello stesso.

TRA SCIENZA E CINEMA

SETTIMANA UNESCO DI EDUCAZIONE ALLO SVILUPPO SOSTENIBILE 2008

A Trieste, città della scienza, non potevano infine mancare gli appuntamenti sul rapporto tra scienza e cinema. Due gli eventi in programma, che vedranno rispettivamente la collaborazione della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) e dell'ARPA FVG/LaREA , in occasione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2008.

“Rifiuti: riduzione e riciclaggio” è il tema che sarà affrontato nella prossima edizione della Settimana di Educazione

allo Sviluppo Sostenibile, che si terrà dal 10 al 16 novembre 2008 sotto l’egida della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO. L’iniziativa s’inquadra nel “DESS - Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2005-2014”, campagna mondiale proclamata dall’ONU, e coordinata dall’UNESCO, allo scopo di diffondere valori, conoscenze e stili di vita orientati al rispetto per il prossimo e per il pianeta.

Quest’anno, per la prima volta, il Festival della Fantascienza promosso dalla Cappella Underground Trieste e la Settimana del Decennio UNESCO per l’educazione alla sostenibilità coordinata in regione dal Laboratorio Regionale di Educazione Ambientale del Friuli Venezia Giulia (LaREA – ARPA FVG), collaboreranno per uno “special event” dedicato ai temi ambientali, che prevede due appuntamenti nella cornice del festival: al mattino, una proiezione per gli studenti delle scuole secondarie superiori di Trieste, alla sera invece lo stesso film riproposto a tutto il pubblico di Science+Fiction.

Ad introdurre le proiezioni sarà Roberto Rizzo, esperto per i temi energetici della trasmissione televisiva Geo&Geo e collaboratore della rivista GEO. Giornalista scientifico, Rizzo ha scritto e pubblicato i libri La casa intelligente (Muzzio Editore, 2007) e Salvare il mondo senza essere Superman (Einaudi, 2005). Dal 2003 é coordinatore editoriale delle riviste scientifiche FV-Fotovoltaici e Wind Energy, dedicate alle fonti rinnovabili di energia.

A Crude Awakening: The Oil Crash (Svizzera, 2006, colore, 35 mm, 55’) di Basil Gelpke, Ray McCormack

OilCrash narra di come la nostra civiltà sia dipendente dal petrolio, dipendenza che la mette in rotta di collisione con la geologia. Il documentario, grazie all’intervento dei migliori esperti a livello mondiale, suggerisce una sorprendente ma logica conclusione: la nostra società industriale, fondata sul petrolio, risorsa a buon mercato e disponibile, deve ora essere completamente ripensata e ridisegnata.

OMAGGIO A JOHN PHILLIP LAW

Science+Fiction dedica un omaggio al grande John Phillip Law, scomparso nel maggio scorso. Ospite del festival triestino nel 2004, Law ha recitato in alcune delle pellicole più significative del cinema di genere e non, nell’arco di diverse decadi.

Di seguito un breve estratto da John Phillip Law. Diabolik Angel, di Carlos Aguilar e Anita Haas: il volume verrà presentato all’interno del festival.

“Il ruolo di comparsa durante l’infanzia per l’onnipotente MGM degli anni ’50, i contratti in esclusiva durante l’agonia dello Studio System degli anni ’60 (insieme a Otto Preminger, con la United Artists). Il teatro a Broadway, diretto niente di meno che da Elia Kazan. Il vincolo professionale con il singolare matrimonio formato da Roger Vadim e Jane Fonda, così come con il tandem controculturale composto dal fratello di questa, Peter, e Dennis Hopper. Le picaresche commedie italiane. L’adattamento dei classici della letteratura europea o dei best sellers di stagione yankee. Gli Spaghetti Western, negli anni in cui Almeria era chiamata “la Hollywood europea”. La scomparsa prematura del regista inglese Peter Collinson. I ruoli da protagonista per i due titani del cinema fantastico, Mario Bava e Roger Corman, così come per il geniale Ray Harryhausen. L’horror erotico-religioso all’italiana, le coproduzioni europee di ogni tipo, film in lingua tedesca, pellicole d’azione orientali, direct to video e soft cores americani. Serie televisive da vedere in famiglia. Dracula a teatro, in due ocassioni. Il Piccolo Principe, anch’esso a teatro, nel ruolo dell’aviatore.

Definitivamente un’eterogeneità universale e singolare, manifestata anche dalla differenza tipologica, che comprende eroi e antieroi, mariti onesti e seduttori incalliti, militari di ogni epoca e grado, psicopati irriducibili e sceriffi disonesti, dottori e preti, angeli e demoni.”

Verrà, inoltre, proiettato Barbarella.

Barbarella (Francia/Italia, 1968, col., 35mm, 98’) di Roger Vadim

Corre l’anno 40.000. Barbarella sta fluttuando tranquillamente nell’aria priva di gravità quando è improvvisamente interrotta da una chiamata del Presidente della Terra. Durand Durand, giovane scienziato, sta minacciando l’antica pace universale e Barbarella è la prescelta per trovarlo e salvare il mondo. Durante la sua missione, Barbarella non si trova mai in una situazione in cui non è possibile che perda almeno parte dei suoi già succinti vestiti.

UN CAFFÈ CON…

INCONTRI CON I PROTAGONISTI DEL FESTIVAL

Ogni mattina del festival, a partire da mercoledì 12, ogni giorno alle ore 11.30 presso la Sala Conferenze dell’Urban Hotel Design gli ospiti di Science+Fiction incontreranno il pubblico: un’opportunità per conoscere da vicino i protagonisti del mondo della fantascienza, un’occasione di approfondimento sui temi centrali della manifestazione, organizzata in collaborazione con la Libreria Minerva.

Questo il programma degli incontri:

Mercoledì 12 novembre

Michel Ciment

+ incontro con gli ospiti del festival presenti a Trieste

Giovedì 13 novembre

Tommaso Pincio

+ incontro con gli ospiti del festival presenti a Trieste

Venerdì 14 novembre

Lucius Shepard

+ incontro con gli ospiti del festival presenti a Trieste

Sabato 15 novembre

Ray Harryhausen

Domenica 16 novembre

Marc Caro

+ incontro con gli ospiti del festival presenti a Trieste

Altri comunicati stampa

Science+Fiction
FESTIVAL DELLA FANTASCIENZA
EDIZIONE ZERO/OTTO
TRIESTE 11-16 NOVEMBRE 2008

L'edizione zero/otto di Science+Fiction - il festival internazionale della fantascienza - manifestazione dedicata all'esplorazione dei mondi del fantastico, dei linguaggi sperimentali e delle nuove tecnologie nelle produzioni di cinema, televisione, arti visive e dello spettacolo - si svolgerà a Trieste negli spazi del Cinecity multiplex (Torri d'Europa) dall'11 al 16 novembre.

Anteprime, retrospettive, sezioni concorso, eventi speciali ed incontri con autori del cinema e della letteratura, formeranno lo scheletro di quest'edizione di Science+Fiction: una kermesse che dal 2005 fa parte della European Fantastic Film Festivals Federation ed è ormai universalmente riconosciuta come rampa di lancio per le opere più innovative e per i registi emergenti.

La manifestazione è realizzata e promossa dal centro ricerche e sperimentazioni cinematografiche La Cappella Underground, con la collaborazione e il sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, di Turismo FVG, della Camera di Commercio di Trieste, del Comune di Trieste, della Provincia di Trieste, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (DGC) e dell'Università di Trieste.

Serata di apertura all'insegna di un'imperdibile anteprima, grazie alla collaborazione della Universal: Death Race di Paul W.S. Anderson (in uscita nelle sale a dicembre), con Jason Statham, Tyrese Gibson, Ian McShane e Joan Allen. Si tratta del rifacimento del classico Anno 2000 la corsa della morte, prodotto negli anni Settanta da Roger Corman. Ma non si tratterà dell'unico atteso remake. In attesa, infatti, di vedere Ultimatum alla Terra sul grande schermo, in anteprima nazionale il festival ospiterà i primi dieci minuti del remake firmato da Scott Derrickson e interpretato da Keanu Reeves. Remake di uno dei più amati film di fantascienza degli anni Cinquanta, diretto da Robert Wise, il film distribuito dalla20th Century Fox riporterà in vita Klaatu, indimenticato extraterrestre che giungerà per la seconda volta sulla Terra con il suo messaggio di speranza e di pace.

Vetrina privilegiata per le nuove tendenze del cinema sci-fi, fantasy e horror, anche quest'anno il festival presenterà al suo pubblico la sezione Neon, selezione ufficiale forte di una ventina di pellicole inedite in Italia, anteprime provenienti dai cinque continenti e la presenza di un Concorso Internazionale per lungometraggi, che ogni anno vede assegnare al miglior film il Premio Asteroide.

Fra i titoli già selezionati nella sezione Neon, si segnalano: Chemical Wedding (anteprima italiana Fuori Concorso), diretto dal veterano Julian Doyle (presente al festival e collaboratore di diversi film diretti da Terry Gilliam), la cui sceneggiatura originale è firmata da Bruce Dickinson, frontman degli Iron Maiden; Nightmare Detective 2 (anteprima italiana Fuori Concorso) di Shinya Tsukamoto, alle prese con il sequel delle avventure oniriche del suo indagatore dell'incubo; Tres Dias (anteprima italiana in Concorso), opera prima del regista indipendente spagnolo F. Javier Gutiérrez, distribuita dalla Filmax; Puffball (anteprima italiana Fuori Concorso),, per la regia del maestro Nicholas Roeg, interpretato da Donald Sutherland e Miranda Richardson; il film belga Artefacts (anteprima italiana in Concorso), firmato da Giles Daoust e Emmanuel Jespers; El Orfanato (anteprima italiana Fuori Concorso), prodotto da Guillermo Del Toro e diretto da Juan Antonio Bayona, già grande successo all'edizione 2007 del Festival di Cannes; 20th Century Boys (anteprima italiana Fuori Concorso), di Yukihiko Tsutsumi, adattamento cinematografico dell'omonimo Manga; e l'attesissimo Encounters at the End of the World (anteprima italiana Fuori Concorso) diretto da Werner Herzog.

Grande attenzione sarà inoltre dedicata alla science fiction di produzione francese, con il proseguimento (per il terzo anno) del progetto Voyage Fantastique, pronto a rivolgere la sua attenzione alle nuove frontiere del cinema digitale transalpino. Testimonial d'eccezione sarà Marc Caro, regista di Dante01, e assieme a Jeanne Pierre Jeunet di Delicatessen e La città dei bambini perduti.

Tra gli eventi più attesi, un panel dedicato a 2001: Odissea nello spazio, a quarant'anni dall'uscita cinematografica del capolavoro di Stanley Kubrick. Relatori di spicco del panorama internazionale discuteranno di questa pietra miliare della storia della fantascienza cinema: già confermata la presenza di Michel Ciment, direttore della rivista Positif, di Giuseppe Lippi (Urania), Lorenzo Codelli (Cineteca del Friuli) e Fabio Pagan (SISSA).

Assolutamente imperdibile sarà poi l'appuntamento con il leggendario Ray Harryhausen: il maestro della stop-motion interverrà in videoconferenza per presentare il suo nuovo volume "A century of model animation", firmato assieme a Tony Dalton.

A Trieste, città della scienza, non potevano infine mancare gli appuntamenti sul rapporto tra scienza e cinema. Due gli eventi in programma, che vedranno rispettivamente la collaborazione della SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) e dell'ARPA FVG/LaREA , in occasione della Settimana Unesco di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2008.

Comunicato "Cinema e Metal a S+F08"

FUORI CONCORSO:
BRUCE DICKINSON, FRONTMAN DEGLI IRON MAIDEN,
FIRMA "CHEMICAL WEDDING",
I LORDI PROTAGONISTI DI "DARK FLOORS"

Cinema e Metal a S+F08. Tra i numerosi appuntamenti dell'edizione zero/otto di Science+Fiction - il festival internazionale della fantascienza che si terrà a Trieste negli spazi del Cinecity multiplex (Torri d'Europa) dall'11 al 16 novembre - due saranno all'insegna della musica. Due appuntamenti per due anteprime (entrambi Fuori Concorso nella sezione Neon) che avranno per protagonisti l'hard rock e gli universi sci-fi. Chemical Wedding, diretto dal veterano Julian Doyle (collaboratore di diversi film diretti da Terry Gilliam), porta la firma di Bruce Dickinson, frontman degli Iron Maiden; mentre Dark Floors è interpretato dai Lordi, gruppo finlandese, che è diventato un vero e proprio fenomeno nazionale dopo aver vinto nel 2006 l'Eurovision Song Contest.

Chemical Wedding è la storia oltraggiosa di Aleister Crowley (peggio conosciuto come "l'uomo più cattivo del mondo"), una delle figure più oscure dell'Inghilterra del periodo edoardiano, che viene riportato in vita seminando così lo scompiglio tra gli studenti della Cambridge University. Si tratta di un thriller soprannaturale, ispirato ad una misteriosa quanto inquietante leggenda creata attorno al personaggio di Crowley. Occultista, mistico, poeta, artista e critico della società, ma anche l'idolo di Bruce Dickinson per molti anni. Quanto al titolo, in molti ricorderanno l'omonimia con quello del sesto e più suggestivo album da solista di Dickinson, un concept oscuro e cupo sulla vita e sull'arte del pittore inglese William Blake (la copertina stessa dell'album raffigurava una pittura di Blake).

Per Dickinson si tratta della prima esperienza come sceneggiatore, ma non è certo la prima volta che il cantante degli Iron Maiden si misura con professioni estranee a quella grazie alla quale è notissimo. Basta sfogliare il suo curriculum per comprenderne la poliedricità, che lo ha portato ad essere in un colpo solo anche pilota aeronautico, schermidore e scrittore.

Quanto a Dark Floors, si tratta del primo film horror a vedere protagonisti i Lordi, divenuti vere e proprie icone dell'hard rock finnico. La trama prevede una bambina autistica, un padre che la vuole portare via dall'ospedale, il suddetto ospedale che per cause sconosciute precipita all'inferno, corpi mutilati, e i Lordi a fare da mostri del brivido. Un incubo orrorifico diretto da Pete Riski, che nel cast annovera Noah Huntley (28 giorni dopo), William Hope (Aliens) e la giovane Skye Bennett. La band, oltre che recitare, ha curato ovviamente anche la colonna sonora del film e alcune tracce sono state realizzate per l'occasione. Un avvicinamento alla settima arte che era già nelle corde della band finlandese, nota soprattutto per la teatralità ispirata al cinema horror anni '80 che costituisce il leit-motive principale (ha determinato l'immagine del gruppo e ispirato i testi delle sue canzoni). Ogni membro è mascherato da mostro e ha un proprio soprannome, in modo da separare l'immaginario fantastico della band dalla vita privata dei musicisti. Così in musica, così al cinema.

Comunicato stampa 3/11: IN ANTEPRIMA LE IMMAGINI DI ULTIMATUM ALLA TERRA

Un misterioso alieno, Klaatu, sbarca con il suo disco volante nel centro di Washington per dare un ultimatum alla popolazione della Terra: vivere in pace o essere annientati. Era l'ormai lontano 1951, quando Robert Wise si mise dietro ad una macchina da presa per dar vita ad uno dei più amati film della storia del cinema di fantascienza. Tratto dal racconto Farewell to the Master (Addio al padrone, 1940) di Harry Bates, Ultimatum alla Terra (The Day the Earth Stood Still) rappresentò una sorta di anomalia, per un genere solitamente alle prese con terrificanti minacce.

A distanza di oltre mezzo secolo, ecco sbarcare il suo remake, diretto da Scott Derrickson e interpretato da attori del calibro di Keanu Reeves, Jennifer Connelly e Kathy Bates. A science+fiction spetterà quest'anno il felice compito di ospitare questa attesissima anteprima nazionale. Verranno proiettati i primi dieci minuti della pellicola, in attesa di poter vedere nelle sale di tutto il mondo il film distribuito dalla 20th Century Fox a partire dal prossimo 12 dicembre

A interpretare l'alieno Klaatu (nell'originale portato sullo schermo da Michael Rennie) ci sarà Keanu Reeves, deciso a portare sulla Terra un estremo messaggio di pace o di morte. Un omaggio dichiarato, stando alle intenzioni del regista Scott Derrickson (già director di L'esorcismo di Emily Rose e profondo ammiratore dell'originale di Robert Wise, che ha potuto conoscere quando era uno studente), intenzionato a trasportare ai giorni nostri una storia che purtroppo è ancora di una attualità disarmante. Quella della inesauribile belligeranza umana.

Tutti gli eventi e comunicati della sezione 'Libri, Arte e Cultura'.

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