La Scuola? È tutta un'avventura...

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Il film di Andrea Andolina, esordio cinematografico del presidente dell'Associazione Culturale "Bobo e i suoi Amici", "LA SCUOLA? E' TUTTA UN'AVVENTURA...", tra i vincitori della 12.a edizione del Fano International Film Festival sezione scuola 2005 per le scuole elementari.

La pellicola, presentata con successo in anteprima il 30 e il 31 maggio presso il Cinecity all'interno del Centro Commerciale "Torri d'Europa" di via D'Alviano a Trieste, nell'ambito della rassegna FILMAKERS, ottenendo il tutto esaurito è risultata 2.a classificata e premiata nel festival in programma dal 24 al 29 ottobre a Fano. Il Fano International Film Festival (www.fanofilmfestival.it) è una manifestazione che si occupa di cortometraggi in formato video e 35mm con una sezione dedicata alla scuola.

L'associazione Culturale "Bobo e i suoi amici" esordisce sul grande schermo con una pellicola della durata di 20 minuti intitolata "LA SCUOLA? E' TUTTA UN'AVVENTURA...", realizzata in collaborazione con 80 giovanissimi alunni delle scuole elementari e medie, 40 dei quali già protagonisti del laboratorio di teatro e recitazione indetto nel corso dell'anno scolastico 2003/2004 presso la scuola elementare "V. Giotti" e altrettanti attori in erba della scuola media "G. Stuparich", istituto comprensivo "T. Weiss". Testo e regia sono affidati al presidente dell'Associazione, l'attore e scrittore Andrea Andolina, al suo debutto dietro la cinepresa. Protagonisti della pellicola, oltre agli 80 giovanissimi talenti, quattro attori professionisti: Riccardo Peroni, Michela Cadel, Mariella Terragni (special guest lo stesso Andolina, nella parte de "L'inventore di sogni", ispirato a un personaggio di Ian Mc Ewan) e Annalisa Perini. Soggetto di Andrea Andolina e Annamaria Alberti. Laboratorio di teatro e recitazione condotto da Annamaria Alberti. Montaggio riprese e direttore della fotografia Luca Wieser, già esperto regista, questa volta al fianco di Andolina. Delegata di produzione Valentina Burolo.

Si tratta di un progetto in cui i ragazzi sono stati coinvolti in tutte le fasi di realizzazione. Spiega Andolina: "Nel corso di un anno di laboratorio, abbiamo insegnato loro elementi di cinema, come si scrive una sceneggiatura, spiegato cos'è uno storyboard, come si fa una ripresa, un controcampo, un piano americano, insomma il linguaggio cinematografico. Poi li abbiamo coinvolti nella scrittura della sceneggiatura. Abbiamo chiesto loro di tenere un diario, accessibile solo al regista e tenuto segreto agli insegnanti, in cui raccontarsi e confidarsi, descrivere come vedevano la scuola e il loro rapporto con professori e compagni. Ne è uscito un quadro a tratti divertente, a tratti curioso. Ricchissimo di spunti cinematografici" . Per la stesura del testo, è stata necessaria una full immersion di 12 ore al giorno per tre giorni. Abbiamo caratterizzato le parti del bidello, del capo d'istituto, della prof di inglese e di italiano e li abbiamo presentati ai ragazzi, che hanno contribuito a modificarne in corso d'opera i tratti principali. Su loro indicazione abbiamo modificato anche il finale, la cui prima stesura non aveva convinto i ragazzi. Altro momento importante, il confronto tra due mondi: quello delle medie e quello delle elementari, il dualismo sulla visione del mondo da parte di due universi molto più differenti di quanto ci si potrebbe aspettare. Per i ragazzi delle elementari i tempi sono più lunghi, per quelli delle medie tutto brucia in un attimo nella voglia di crescere, e anche i gusti e le passioni cambiano in un battito di ciglia. La trama. La prima scena si svolge in un ipotetico primo giorno di scuola che, come dicono loro stessi, i protagonisti: "il primo giorno è bello, ma più bello ancora è l'ultimo" ed è bello "non perché torno a scuola, ma perché rivedo i miei amici e compagni di classe". Protagonista è un alunno della IV B, Teo, che spiega cos'è per lui la scuola. Figura importante, quella dello spiritoso bidello interpretato da un grande Riccardo Peroni, già doppiatore di personaggi come zio Fester ne La Famiglia Addams, in quanto è lui ad accogliere i ragazzi a scuola. Il titolo si spiega nella sequenza successiva: il ritrovamento da parte dei ragazzi di una mappa, che scatenerà la loro curiosità e li spingerà a cimentarsi nella ricerca di quello che ritengono un tesoro, ma in realtà è il compito di logica smarrito dalla prof, dove il tesoro è un banale ripostiglio. Ma la vicenda evidenzia lo spirito di ricerca dei ragazzi e serve ad inquadrare le dinamiche di gruppo e sviscerane i sogni e le fantasie. Molto fertili, tanto che a volte il sogno si sostituisce alla realtà, come quando l'insegnante d'italiano per la sua personalità dominante viene vista agli occhi dei ragazzi come una tigre. Decisivo in questo senso "L'inventore di sogni", coloratissimo giullare che si insinua nel film e nelle giovani menti per tramutare la realtà in fantasia. Il passaggio tra elementari e medie è vissuto come momento di grande distacco anche da vecchie passioni e amicizie. E la riprova è il modificarsi del rapporto tra Teo e Martina, sua amica del cuore che dopo il cambio di sezione, e il conseguente rinnovo di frequentazioni e abitudini, viene dimenticata, quasi come un giocattolo non più di moda. E la sua delusione per la separazione e l'indifferenza dell'ex amico è uno dei piccoli grandi drammi della crescita. Il mestiere dell'attore condiviso da attori affermati e studenti-attori è un'altra delle scommesse vincenti del progetto, che ha mostrato un ottimo comportamento sul set da parte di tutti i giovani protagonisti, che hanno evidenziato grande professionalità soprattutto in considerazione della difficoltà derivante dalla non sequenzialità nella ripresa delle scene, elemento piuttosto ostico per ragazzi di 8-9 anni. E se l'inizio è affidato a un maschietto, la conclusione è volutamente al femminile, con il pensiero di Martina che sintetizza lo spirito del cortometraggio "la scuola è proprio una grande avventura...ed io ho appena iniziato a sognare, mi aspettano giorni di grandi speranze e di progetti da realizzare".

"Un ringraziamento finale - conclude Andolina - come presidente dell'Associazione va a Mario De Luyk per aver creduto nel progetto inserendolo nella manifestazione Filmakers da lui ideata e ospitando la pellicola nelle sue sale all'interno de Le Torri d'Europa".

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