Trieste chiama, Napoli risponde

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20 ottobre 2006 ore 18.00
Antico Caffè San Marco
Trieste

Venerdì 20 ottobre alle ore 18.00 presso l'antico Caffè San Marco di Trieste Pietro Spirito dialoga con Mauro Covacich autore di "Trieste Sottosopra" (Laterza Editore) e Silvio Perrella autore di "Giù Napoli" (Neri Pozza Editore).

Accanto alla Trieste austro-ungarica è sempre esistita un'altra Trieste. Accanto alla città dei caffè letterari, della composta amicizia di Svevo e Joyce, c'è sempre stata un'altra città, morbida, disinvolta, picaresca dai connotati quasi carioca. C'è un edonismo antico, morale, nei triestini. E anche un vitalismo moderno un po' easy-going, alla californiana. Trieste è una città meridionale, la città più meridionale dell'Europa del Nord . A spasso per vicoli e piazzette, lungo gradinate a picco sul mare, bighellonando nella bora che spezza il fiato e pulisce l'aria: con una scrittura guizzante di ironica tenerezza, quindici itinerari narrativi svelano e ricompongono il puzzle affettivo e affettuoso di una Trieste ricolma di storia, curiosità e contraddizioni.

Mauro Covacich è nato a Trieste nel 1965. Tra i suoi libri ha pubblicato negli ultimi anni L'amore contro ( Mondadori 2001), A perdifiato ( Mondadori 2005), Fiona ( Einaudi 2005 ).

Straniero a Napoli, la città dei mille clamori e silenzi, della luce e del buio, dell'alto e del basso, del naufragio e della bellezza, e di tutti i contrasti possibili e immaginabili, il protagonista di queste pagine muove i suoi passi per le strade della metropoli del Sud trascinando con sé un filo. Un filo che riconnette, come ha scritto Elena Ferrante, «i luoghi disintegrati delle emozioni», e tesse continuamente la domanda: qual è la forma di Napoli, la sua natura sfuggente che riduce puntualmente a cenere ogni sua immagine e rappresentazione?

Dialoghi, incontri, visioni: nessun aspetto della città, delle sue leggende e dei suoi destini sfugge all'interrogazione dello straniero.

C'è la Napoli che sembra una stazione dalla quale non passano più treni, un binario morto della Storia, una città tribale, costretta a un'illegalità pulviscolare, e c'è la metropoli multietnica spalancata sul Mediterraneo...

E tutte queste città sono racchiuse nella forma sfuggente, inafferrabile ma ben visibile della Città: la forma dentro la quale ognuno ha la necessità di rapportarsi, anche se non lo sa, e per la quale, se si rivolta il tappeto del mondo e se ne scorge per un istante la tessitura, è impossibile «non sperare che il filo di Napoli s'intrecci sempre più fittamente a tutti gli altri»

Questa volta il filo di Napoli si è intrecciato con Trieste.


Silvio Perrella è nato a Palermo nel 1959. Vive e lavora a Napoli. È autore di Calvino (Laterza, 1999) e di Fino a Salgarèda. La scrittura nomade di Goffredo Parise (Rizzoli, 2003). Ha curato e introdotto il Meridiano Mondadori dedicato alle opere di Raffaele La Capria. Collabora soprattutto a «Il Mattino» e a «L'Indice».

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