"Amleto" al Teatro Stabile

Notizia inserita il 9/04/2009

"Amleto di William Shakespeare va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 14 al 19 aprile, per il cartellone Prosa: Luca Lazzareschi nel ruolo del titolo e una compagnia di primi nomi dove figurano Galatea Ranzi, Nello Mascia, Luciano Roman diretti da Pietro Carriglio."

Debutta al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dopo oltre 10 anni d'assenza (l'ultimo allestimento è stata una produzione per la regia di Antonio Calenda), Amleto di William Shakespeare: dal 14 al 19 aprile ammireremo al Politeama Rossetti la nuova edizione del capolavoro firmata da Pietro Cartiglio con Luca Lazzareschi nel ruolo del titolo.

Davanti all'Amleto di Shakespeare, davanti alla grandezza e alla modernità assolute di questo caposaldo della cultura occidentale, ogni tentativo di descrizione, ogni commento sembra destinato a scomparire, a rivelarsi banale e limitato... Il testo del genio di Stratford on Avon ha infatti il rarissimo dono di incarnare con universale efficacia le più profonde inquietudini dell'animo umano, d'illuminarne i profili più cupi, di mettere a nudo questioni interiori e complessità di rapporti che continuano a caratterizzare i momenti più probanti e significativi della nostra esistenza.

È un autore maturo, William Shakespeare, quando crea il personaggio del Principe di Danimarca, ispirandosi di certo a una storia già nota, ma aggiungendovi molto di proprio, a iniziare dalle più evidenti concessioni al gusto coevo (l'apparizione del fantasma, l'avvelenamento del vecchio re Amleto), per arrivare a scelte che sono espressione di un'innovazione nello sviluppo spirituale e artistico dello scrittore, di una nuova sicurezza e ricchezza stilistiche: basti pensare ai giochi di parole, ai significati plurimi, all'intensità di senso nei dialoghi e alla preziosa e colta poesia dei monologhi, fra tutti, «Essere o non essere».

E proprio in questa celeberrima frase, è simbolicamente racchiusa la complessa e conflittuale condizione dell'uomo moderno, costretto - come si duole lo stesso Amleto - «a sopportare oltraggi, sassi e dardi dell'iniqua fortuna».

È questo, infatti, il destino del giovane Principe: egli ha appena concluso gli studi, è amato dalla bella Ofelia e si appresta ad ereditare il trono di Danimarca. Ma il destino si accanisce: Claudio, il fratello di suo padre, uccide il re e insidia la regina Gertrude, madre di Amleto, che cede presto alle sue lusinghe. Amleto ne è sconcertato, non riesce a superare il lutto e presto i suoi tormenti sono accentuati dall'apparizione del fantasma del vecchio re che pretende vendetta. Amleto non riesce a risolversi contro il re usurpatore, cerca ancora una conferma e intanto, per osservare meglio, si finge pazzo. Durante una recita che degli attori girovaghi propongono al castello, su suo suggerimento, la trama che propongono ricalca perfettamente l'assassinio di suo padre: re Claudio reagisce con violenza alla rappresentazione. Amleto ha una violenta discussione con la madre a cui chiede senza successo di abbandonare il marito usurpatore: durante il loro confronto uccide Polonio, il consigliere, che ascoltava nascosto nella stanza della regina. Claudio fa allontanare Amleto dalla Danimarca assieme agli amici Rosencranz e Guildestern, incaricati di eliminarlo. Il principe si salva e torna in patria: in poco tempo il suo intero mondo si è capovolto. Ha perduto l'amato padre e ogni stima della madre, anche Ofelia lo ha deluso e i suoi amici si sono rivelati cortigiani, macchiati d'opportunismo. E in un ultimo scontro finale, restituendo onore al padre, finirà per perdere la vita: a Fortebraccio va il trono di Elsinor e ad Orazio, unico fedele amico del Principe, il compito di mantenere viva la memoria di Amleto, raccontandone la tragica storia.

Un monito che dal 1600 si perpetua sui palcoscenici di tutto il mondo, restituendo una vicenda capace di rivelare sempre nuove illuminazioni. Accadrà anche nella bella edizione del capolavoro shakespeariano ora ospite al Politeama Rossetti, firmata da Pietro Carriglio, da sempre appassionato regista del repertorio elisabettiano e interpretata da una compagnia di alto livello. Nel ruolo del titolo applaudiremo Luca Lazzareschi, che si è distinto spesso sul palcoscenico dello Stabile regionale, anche in spettacoli di produzione (lo ricorderemo almeno nella sua bella prova quale Edgar nel Re Lear diretto da Calenda). Accanto a lui meriteranno grande attenzione la regina Gertrude di Galatea Ranzi, Luciano Roman nel ruolo del re Claudio), Nello Mascia in quello di Polonio e il lavoro generoso di una compagnia precisa e intensa, ove figurano inoltre i nomi di Maurilio Giaffreda (Cortigiano), Anna Banfi (Ancella/ Comico), Aurora Falcone (Ancella), Jennifer Schittino (Ancella/Attrice Regina), Sergio Basile (Bernardo/Spettro del re Amleto/Attore Re/Primo becchino), Franco Barbero (Francisco/Prologo/Secondo becchino), Paolo Musio (Orazio), Domenico Bravo (Marcello/comico), Simone Toni (Laerte), Eva Drammis (Ofelia), Marco Lorenzi (Rosencrantz), Maurilio Giaffreda (Guildestern), Lorenzo Bartoli (Valtemand ambasciatore/Luciano/Prete), Francesco Prestigiacomo (Musico), Oreste Valente (Comico) Federico Zanghì (Comico), Oreste Valente (Osric), Luigi Mezzanotte (Fortebraccio), Francesco Prestigiacomo (Percussioni).

Amleto di William Shakespeare è una produzione del Teatro Biondo Stabile di Palermo in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania. La traduzione è di Alessandro Serpieri, la regia come le scene ed i costumi sono firmati da Pietro Carriglio, le musiche sono create da Matteo D'Amico e le luci sono di Gigi Saccomandi.

Lo spettacolo replica allo Stabile regionale da martedì 14 a domenica 19 aprile Le recite di martedì giovedì venerdì e sabato iniziano alle ore 20.30, mentre mercoledì 15 e domenica 19 la recita è pomeridiana con inizio alle ore 16.

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