Ugo Pagliai ed Eros Pagni in "Aspettando Godot"

Notizia inserita il 10/01/2011

"Ugo Pagliai ed Eros Pagni diretti da Marco Sciaccaluga sono Estragone e Vladimiro in Aspettando Godot. Il capolavoro di Samuel Beckett diretto da Marco Sciaccaluga va in scena al Teatro Stabile regionale, nell'ambito del cartellone Prosa, da mercoledì 12 a domenica 16 gennaio. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Genova".

Ugo Pagliai ed Eros Pagni, un duetto fra protagonisti d'eccezione, per riportare al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Aspettando Godot, capolavoro beckettiano che mancava dai palcoscenici triestini dal 1972. Alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti andrà in scena da mercoledì 12 a domenica 16 gennaio 2011, in esclusiva regionale.

«Erano anni che mi veniva proposto questo testo, ma resistevo alla tentazione. Mi faceva paura, pur avendolo a lungo studiato sin dai tempi della mia adolescenza teatrale alla Scuola di recitazione. Poi qualcosa si è sbloccato...» Aspettando Godot, più di un cinquantennio dopo la sua pubblicazione, è ancora un testo che fa tremare chi si appresta a metterlo in scena. Lo spiega bene Marco Sciaccaluga regista che ha realizzato l'applaudita edizione ospite del cartellone Prosa dello Stabile regionale.

Uno spettacolo con due protagonisti dello spessore e della raffinata scuola di Ugo Pagliai (che interpreta Estragone) ed Eros Pagni (che dà vita a Vladimiro), che sicuramente hanno avuto un ruolo nel condurre finalmente il regista ad affrontare Beckett. E la scelta è stata premiata, sia per le due prove d'attore che per la tersa regia e l'impegno del resto del cast.

In scena infatti ammireremo anche Gianluca Gobbi (Pozzo), Roberto Serpi (Lucky), Alice Arcuri (il ragazzo).

Vladimiro ed Estragone sono due personaggi che Beckett pone in una desolata strada di campagna, sotto un albero rado, ad attendere un misterioso Godot: sono opposti e complementari, hanno necessità differenti e si parlano continuamente l'un l'altro nella speranza di trovare nell'altro un interlocutore efficace. Ma raramente succede che le reciproche risposte assicurino una qualche soddisfazione... «Solo ogni tanto le loro attese coincidono - spiega il regista - altrimenti è un continuo tradimento, un continuo farsi dispetti».

Per gli attori la costruzione di due simili ruoli è un'altissima prova di tecnica e sensibilità, nonché di reciproca intesa. In scena dicono e fanno cose molto concrete ma devono al contempo permetterci di "sentire" tutto quanto di "altro", di misterioso, di inquietante c'è in Beckett.

Il teatro di Samuel Beckett rappresenta infatti una delle più singolari e importanti esperienze artistiche del Novecento, la cui lezione è stata studiata profondamente e reinterpretata fino ad oggi: al centro dei suoi testi ci sono temi astratti - l'attesa, come in Aspettando Godot, la vanità della vita come in Giorni felici - sui quali viene creato un nuovo dinamismo drammaturgico, una nuova costruzione teatrale, secondo linguaggi davvero inediti che danno forma alle inquietudini dell'uomo davanti al baratro del mondo contemporaneo. Tale drammaturgia però non è portatrice di accenti pesanti o cupi, tutt'altro: eleganza e leggerezza sono le parole d'ordine che Beckett sembra tenere presenti nel tratteggiare le sue creature.

A partire da questi presupposti, non c'è da stupirsi del fatto che al suo esordio - il 5 gennaio 1953 per la regia di Roger Blin - Attendendo Godot abbia suscitato sconcerto fra il pubblico: tutti i punti fermi della lettura teatrale di allora venivano infatti scardinati dai due vagabondi messi al centro della scena. Ma presto Aspettando Godot - anche grazie all'illuminante commento che ne pubblicò Jean Anouilh, un drammaturgo coevo - si rivelò per il capolavoro che è, il primo di molti per Beckett che nel 1969 meritò il Nobel per la letteratura.

Da quella loro prima apparizione sulla strada di campagna, le platee di tutto il mondo continuano ad essere conquistate dagli stralunati scambi di battute di Estragone e Vladimiro, dal misterioso passaggio in scena di Pozzo e Lucky, e a chiedersi chi sia questo Godot che vanamente e con tanta speranza attendono.

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile di Genova, e il regista Marco Sciaccaluga per l'allestimento ha collaborato con Jean-Marc Stehlé e Catherine Rankl per la scena e per i costumi con Catherine Rankl. Le luci sono di Sandro Sussi e le musiche di Andrea Nicolini.

Aspettando Godot debutta a Trieste mercoledì 12 gennaio alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti, vi replica ogni giorno alle 20.30 con un'unica recita pomeridiana, l'ultima, il 16 gennaio alle ore 16.

Informazioni complete sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

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