Sala Bartoli: "bene finisce bene", di Alessandro Marinuzzi

Notizia inserita il 24/01/2012

"Bene finisce bene diretto da Alessandro Marinuzzi debutta alla Sala Bartoli il 25 gennaio per il cartellone altripercorsi e nasce da una sinergia proficua tra l'Enfap - organizzatore di un corso di perfezionamento interculturale per attori professionisti finanziato dalla Regione nell'ambito del Fondo Sociale Europeo -Stabile Sloveno e quello del Friuli Venezia Giulia. Lo spettacolo nella versione italiana è interpretato da Paolo Fagiolo e da Xenia Bevitori, Omar Scala, Irene Serini, Lorenzo Zuffi: in una rotazione di ruoli di sera in sera reciteranno tutte le parti in diverse combinazioni presentando un risultato sempre nuovo. Repliche fino al 30 gennaio".

Non accade spesso che uno spettacolo rappresenti un'esperienza profonda, singolare, e soprattutto non accade spesso che sia tale contemporaneamente per chi lo mette in scena e per il pubblico. Quest'incantesimo - che incantesimo non è, ma piuttosto il risultato di un cocktail, prezioso sul piano culturale, che unisce preparazione, minuziosa competenza, serietà professionale, mentalità aperta e desiderio di mettersi continuamente alla prova - avviene in bene finisce bene/konec dober konec che va in scena alla Sala Bartoli dal 25 al 30 gennaio e rappresenta una bella esperienza di produzione dello stabile regionale.

bene finisce bene/konec dober konec nasce da una sinergia molto proficua e arricchente che coinvolge l'Enfap - organizzatore di un corso di perfezionamento interculturale per attori professionisti finanziato dalla Regione nell'ambito del Fondo Sociale Europeo - ed i due maggiori Teatri Stabili di produzione, lo Sloveno e quello del Friuli Venezia Giulia.

Le tre realtà hanno concepito un progetto che coniuga formazione e creazione artistica: attraverso una selezione fra una cinquantina di aspiranti, dieci attori sono stati scelti ed hanno avuto la possibilità di lavorare nei mesi estivi con il regista Alessandro Marinuzzi secondo un suo interessantissimo metodo e sull'adattamento (sempre di Marinuzzi) dello shakespeariano Tutto è bene quel che finisce bene.

Il risultato è lo spettacolo che - sia lo Stabile regionale, sia poi lo sloveno - inseriscono nella programmazione: recitato naturlamente nelle due rispetive lingue.

È l'inestimabile esperienza di Alessandro Marinuzzi e il metodo di lavoro che egli ha affinato durante il suo Laboratorio X a rendere tanto singolare bene finisce bene. Marinuzzi infatti offre agli attori l'opportunità di sperimentare un teatro in cui superare i propri limiti fisici e mentali, quelli legati alle convenzioni, ai pregiudizi, ai facili automatismi.

Guidati da lui essi debbono essere in grado di affrontare e interpretare tutti i ruoli di un testo: senza preoccuparsi che si tratti di un personaggio maschile o femminile, che sia affine o no al proprio fisico, che presupponga un'età o una sensibilità particolari. Ecco allora che in ogni serata si assisterà alla medesima sequenza del testo - una riduzione all'essenziale del capolavoro shakespeariano - recitata due volte, da attori diversi, poiché il regista imporrà una rotazione dei ruoli, un gioco combinatorio sempre nuovo.

Ogni volta, bene finisce bene sarà quindi "un altro spettacolo". «Il pubblico entra in un'illusione che è ludica, non estetica - spiega il regista - non ci sono costumi o elementi scenografici ad hoc ma materiali messi a disposizione dai teatri, che gli attori devono reinventare, reinterpretare usandoli. Il testo diviene per gli interpreti come una partitura da conoscere in modo rigorosissimo per quanto attiene all'esecuzione e molto libero invece dal punto di vista interpretativo».

Alessandro Marinuzzi lavora da anni su questo modello (che gli ha dato molte soddisfazioni, ha insegnato a Roma invitato da Luca Ronconi e all'Accademia Silvio d'Amico): ha iniziato nel 1999, quando in modo informale si unirono a lui a Duino per un'esperienza poi chiamata Laboratorio X un gruppo d'artisti diversi per origine e preparazione. Fra questi il cofondatore Paolo Fagiolo - applaudito spesso a Trieste (di recente nella produzione Il viaggio di Caterina) che ora si inserisce fra gli interpreti di bene finisce bene apportando al gruppo la sua esperienza. Una competenza fatta di un assieme di preparazione e libertà interpretativa davvero insolite sui nostri palcoscenici, di un rispetto per i colleghi e di una concentrazione che fanno bene al teatro. Il risultato, anzi - i tanti, sempre nuovi e sempre emozionanti risultati - saranno ogni sera sotto gli occhi stupiti del pubblico.

Lo spettacolo è tratto da All's Well That Ends Well di Shakespeare da Alessandro Marinuzzi che ne è anche il regista. In scena ammireremo Xenia Bevitori, Omar Scala, Irene Serini, Lorenzo Zuffi e il già citato Paolo Fagiolo. Le scene ed i costumi sono a cura di Andrea Stanisci.

Lo spettacolo è stato realizzato nell'ambito del Corso di Perfezionamento Interculturale per Attori Professionisti, finanziato dalla REGIONE AUTONOMA FRIULI VENEZIA GIULIA, nell'ambito del FONDO SOCIALE EUROPEO, Obiettivo 2, Asse 2EA per tip.F, Azione 33 A, Formazione permanente per Attori, "Shakespeare in progress", codice FP1106890001 approvato con Decreto 1310 del 12/04/2011, della durata di 300 ore, gestito dal COMITATO REGIONALE DELL'ENFAP DEL FRIULI VENEZIA GIULIA di Via San Francesco 25, Trieste.

bene finisce bene va in scena a Trieste, alla Sala Bartoli, ospite del cartellone altripercorsi dello Stabile regionale da mercoledì 25 a lunedì 30 gennaio 2012: le repliche pomeridiane si tengono alle ore 17 sabato 28 e domenica 29 gennaio.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso i consueti punti vendita dello Stabile regionale e attraverso il sito www.ilrossetti.it.

La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito www.ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

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