"Cercivento" alla Sala Bartoli

Notizia inserita il 9/02/2009

"Riccardo Maranzana e Massimo Somaglino sono i protagonisti di Cercivento, tratto da Prima che sia giorno di Carlo Tolazzi. Lo spettacolo è ispirato a un fatto realmente accaduto in Friuli durante la prima guerra mondiale, ma allude a una pluralità di argomenti molto attuali e invita a riflessioni di ampio respiro. Repliche dall'11 al 15 febbraio alla Sala Bartoli".

Sarà un appuntamento emozionante quello con Cercivento, produzione dell'udinese Teatro Club che finalmente giunge a Trieste e replica nell'ambito del cartellone altripercorsi dello Stabile regionale alla Sala Bartoli, da mercoledì 11 a domenica 15 febbraio.

Lo portano in scena due intensissimi protagonisti, Riccardo Maranzana e Massimo Somaglino, entrambi già molto apprezzati lo scorso anno in Indemoniate, che lo Stabile aveva coprodotto proprio con Teatro Club. Il testo è tratto dal libro Prima che sia giorno di Carlo Tolazzi.

Cercivento possiede la forza della pluralità di piani di lettura e del racconto di una storia vera: è uno spettacolo intelligente e molto emozionante, presentato quasi "sottovoce" qualche stagione fa al Mittelfest di Cividale e subito riconosciuto invece come l'evento dell'edizione.

Allude a molti temi, tutti attualissimi e scottanti: alla guerra e all'assurdità di usarla come strumento di pace, alla rigidità della giustizia militare, parla della rabbia, della paura, della dignità dei soldati e anche dei loro sogni e della loro gioia di vivere, che resiste anche alle prove più inumane.

Angelo e Basilio, l'uno maniaghese, l'altro carnico, sono alpini, appartenenti al Battaglione "Monte Arvenis", operante nella zona di Monte Croce Carnico: il 23 giugno 1916 il capitano comandante predispone un'azione per conquistare la cima est della Creta di Collinetta, un fondamentale punto strategico. Ma gli ottanta alpini del battaglione si rifiutano di eseguire gli ordini.

Non è insubordinazione ma esperienza: come Angelo e Basilio, molti degli alpini erano originari di quei posti, conoscevano ogni palmo di quelle montagne e a ragion veduta giudicavano l'azione un suicidio annunciato. A nulla valgono le tante soluzioni alternative proposte all'ufficiale: gli alpini finiscono tutti davanti alla Corte Marziale, che decreta per molti una lunga reclusione e per quattro - Angelo Massaro, Basilio Matiz, Giovanni Battista Coradazzi e Silvio Ortis, ritenuti gli agenti principali della rivolta - la fucilazione.

All'alba dell'1 luglio, presso il cimitero del paese friulano di Cercivento, un reparto di carabinieri li uccide, a solo due ore dalla sentenza, senza che nessun civile possa assistere e seppellire i corpi.

Per i militari giustizia è compiuta; per i parenti si tratta d'assassinio e si battono tuttora per lavare l'offesa subita dai loro cari, esclusi da ogni elenco di caduti, da ogni sacrario...

Cercivento ci narra questa storia attraverso gli occhi di due dei condannati, rinchiusi in una sagrestia trasformata in cella: manca poco alla fucilazione, giusto il tempo dello spettacolo, e lo condividono, fra ricordi e speranze, frustrazioni e disperazione. Sono soli, attorniati da piccoli oggetti che sono talvolta testimoni della loro passata vita civile, talvolta elementi delle ore d'angoscia e patimento della trincea. Il loro è uno scambio concitato, dolente, di parole, pensieri, contatti fisici rabbiosi: emozioni trasmesse con totalità attraverso due prove d'attore di rara generosità, semplici eppure superbe, mai retoriche, commoventi. Teatro di memoria, di denuncia, di riflessione: teatro rigoroso che entusiasma e avvince.

Cercivento è uno spettacolo di e con Riccardo Maranzana (Basilio) e Massimo Somaglino (Angelo), tratto da Prima che sia giorno di Carlo Tolazzi. Claudio Parrino cura luci e fonica, Serena Di Blasio è assistente alla regia.

Cercivento va in scena dall'11 al 15 febbraio sempre alle ore 21 tranne domenica 15, quando la replica è pomeridiana con inizio alle 17.

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