Cerimonia, di Lorenzo Glejieses

Notizia inserita il 9/04/2011

"Metateatro, coreografia, arti visive si intrecciano nella koinée scelta da Lorenzo Glejieses per Cerimonia, spettacolo che dirige e interpreta - assieme a Manolo Muoio e Anna Redi - alla Sala Bartoli. Con Cerimonia si conclude il cartellone altripercorsi 2010-2011 dello Stabile regionale e va in scena da martedì 12 a domenica 17 aprile".

Nel creare Cerimonia - spettacolo che conclude il cartellone altripercorsi 2010-2011 dello Stabile regionale - Lorenzo Gleijeses ha rivolto la sua attenzione a Emily Dickinsone ad altri artisti "maledetti" come Vladimir Majakovskij, Vincent Van Gogh, Anne Sexton, Ian Curtis: a loro è in qualche modo dedicato lo spettacolo, che va in scena alla Sala Bartoli da martedì 12 a domenica 17 aprile.

Uomini e donne che sentirono la vita troppo intensamente per sopportare di viverla, e la cui concezione assoluta ed esclusiva del proprio universo creativo ha condotto a compromettere irrimediabilmente la stessa esistenza biologica.

Dall'altro lato, Cerimonia - scrive il regista - «è un tentativo di riflettere sulle distorsioni grottesche con cui la società dello spettacolo - nel suo stadio avanzato - ci costringe a fare i conti giorno dopo giorno: l'esperienza dissociante e spasmodicamente inclusiva che i nervi scoperti della nostra percezione vivono a contatto con lo spazio mediatico contemporaneo (...)lo scontro / incontro con le mille culture in movimento, con le quali la cultura globale ci obbliga a confrontarci, come mai prima d'ora, anche nella vita concreta».

Alla base di questa affascinante esperienza scenica, c'è un'opera contemporanea concepita dallo spagnolo Fernando Arrabal: Cerimonia per un negro assassinato. Arrabal è autore di un teatro geniale, brutale, sorprendente e provocatorio, che egli stesso definisce "teatro panico", derivando il termine dal dio Pan e sottolineandone in tal modo i caratteri di cerimonia, di catarsi.

Nel progetto di Lorenzo Gleijeses il testo prende forma in una dimensione dai contorni metateatrali, e la vicenda presto supera i limiti della finzione per sconfinare nello spazio della realtà, perseguendone una trasformazione irrimediabile quanto inaspettata. I protagonisti sono costretti nello spazio claustrofobico di una stanza, dove non possono evitare di "giocare al teatro", in una girandola di personaggi, sorprendenti e stranianti, che nascono, si trasformano e scompaiono sotto lo sguardo spaesato, ma poi rapito dello spettatore davanti a un teatro così "totale".

«Partire da un testo della drammaturgia contemporanea, usandolo come trampolino per comporre una ri-scrittura scenica costituita dalla copresenza di forme espressive molteplici, provenienti dai campi più disparati del Teatro e delle arti contemporanee - spiega infatti il regista - è l'approccio che abbiamo privilegiato in questo nuovo viaggio: il lavoro sulla scrittura scenica, quello vocale e fisico dell'attore, la coreografia e la danza, le arti visive, la video-art ed il visual-jing, le derive della musica elettronica, tutto concorre a creare la materia viva del nostro Teatro».

Manolo Muoio e Anna Redi affiancano Lorenzo Gleijeses - anche interprete - in questo lavoro. Lo spazio scenico è invece a cura di Roberta Crea, light designer è Gigi Ascione mentre il "paesaggio sonoro" è opera dello stesso Gleijeses e Mauro Penna.

Dopo aver debuttato con il padre Geppy giovanissimo, e aver colto la possibilità di lavorare con Squarzina, Pugliese, Guicciardini, Lorenzo Gleijeses ha approfondito diversi tipi di pedagogie assieme a maestri come Lindsay Kemp, Eimuntas Nekrosius, Yoshi Oida, Eugenio Barba. Con Julia Varley, ha creato Il figlio di Gertrude che gli è valso il Premio Ubu 2006 come Nuovo attore. Da lì ha ottenuto esiti molto positivi in molti spettacoli fra cui citiamo il Falstaff di Mario Martone nel 2007, L'esausto o il profondo azzurro con la Varley, Ditegli sempre di si di Eduardo De Filippo, Ifigenia in Tauride di Goethe con la regia di Cesare Lievi.

Le repliche serali sono in programma da martedì 12 a sabato 16 aprile alle ore 20.30, l'unica pomeridiana è in programma domenica 17 aprile alle ore 17.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

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