Lavori in corso, di Claudio Fava

Notizia inserita il 31/05/2011

"Si chiude nel segno della drammaturgia contemporanea e d'impegno, la stagione Prosa dello Stabile regionale. Lavori in corso - spettacolo scomodo e polemico sul progetto del Ponte sullo stretto di Messina - scritto da Claudio Fava conta sulla regia di Ninni Bruschetta e sulle raffinate prove d'attore di Maurizio Marchetti, David Coco e Antonio Alveario. Debutto mercoledì 1 giugno e repliche fino a domenica 5".

Si conclude nel segno della drammaturgia contemporanea più coraggiosa e incisiva e della raffinatezza attoriale, il cartellone Prosa 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Va in scena da mercoledì 1 a domenica 5 giugno Lavori in corso di Claudio Fava: testo tutto incentrato sul tema contrastato e complesso della costruzione del Ponte di Messina.

In scena - nella incisiva regia di Ninni Bruschetta - si muovono Maurizio Marchetti, David Coco, Antonio Alveario, e - a realizzare dal vivo la coinvolgente colonna sonora dello spettacolo - Faysal Taher (cantante) e Toni Canto (chitarre).

La costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina è una "possibilità" che da molti anni aleggia sul destino della città siciliana.

Che il ponte venga fatto, iniziato o addirittura realizzato e portato a termine è un'ipotesi tanto lontana quanto incerta.

E proprio per questo è evidente che ciò che davvero conta non è il ponte, ma l'idea del ponte.

Non si tratta di un'idea di sviluppo, né tanto meno di progresso, non è l'aspirazione umana verso la grande opera d'ingegno, l'impulso del settore delle infrastrutture... È piuttosto l'idea di una continuità, di un consolidamento dell'asse impresa-politica-mafia, che ha reso potenti e temibili tanti, molti siciliani.

Il testo di Fava non si addentra in letture dietrologiche che attengono alla progettazione tecnica e politica del ponte, ma sceglie di mostrare l'ombra di questo ponte, che si allunga inesorabile sulla tragedia dei popoli del Sud.

In un contesto squisitamente teatrale, si intrecciano fatti, episodi, storie che restituiscono la mostruosa rete di connivenza, la mentalità,l'assurda omertà che sostiene ormai storicamente il becero sistema politico-economico di gran parte della Sicilia e che fa di esso un sistema mafioso.

Tutti ne fanno le spese: quelli che si schierano contro il progetto e per questo vengono perseguitati o uccisi e quelli che, ignari di tutto, periscono nella morsa delle conseguenze reali prodotte da questo sistema, come otto immigrati che andarono incontro alla morte su un treno siciliano, per la scellerata negligenza di un subappaltatore mafioso.

Il tutto passa sotto gli occhi di chi rappresenta l'altra faccia di questa medaglia, la faccia di chi osserva da lontano (magari dal Nord) ed individua proprio nel tratto che separa la Sicilia dalla terraferma il territorio di conquista per i suoi affari, riconoscendo opportunisticamente proprio nella criminalità e nella mafia il suo principale interlocutore.

La voce di chi si ribella è quella di un prete, un uomo semplice che non riesce a capire perché, un uomo che conosce le ragioni della vita, che avrebbe la ricetta per tutto, ma non può usarla.

Un uomo come tutti quelli che subiscono la prepotenza di una cultura violenta.

Da molti anni Claudio Fava nella sua opera e attività (teatrale, cinematografica, saggistica e letteraria) insiste su questo punto nodale: c'è una tolleranza nei confronti della mafia che arriva dagli ambienti più diversi, da quelli più miserabili a quelli più altolocati, dal Sud al Nord, dal mondo della politica a quello dell'informazione ed è questa tolleranza ciò che rafforza quotidianamente la mafia, che la rende impunita ed impunibile. Inestirpabile.

Claudio Fava, che il pubblico dello Stabile regionale conosce per L'istruttoria, applaudito nel 2009 e dedicato al processo per l'assassinio del padre, Giuseppe Fava, si occupa di teatro ma anche di politica, giornalismo, ha al proprio attivo scritti di vario genere, e sceneggiature di successo. Fra queste vanno ricordate per la tv quella della fiction Il capo dei capi sul boss mafioso Totò Riina e per il cinema quella del film I cento passi firmata assieme a Monica Zapelli e Marco Tullio Giordana e premiata nel 2001 con il Leone d'Oro al Festival di Venezia, con il Davide di Donatello e con il Nastro d'Argento.

Prodotto da Nutrimenti Terrestri, Lavori in corso di Claudio Fava, diretto da Ninni Bruschetta, conta sulle prove d'attore molto interessanti di Maurizio Marchetti (che è direttore dell'Ente Autonomo Teatro di Messina, ed elegante interprete che il pubblico triestino ha già apprezzato lo scorso anno in Ultimo Giorno di Dario Tomasello), di David Coco e Antonio Alveario.

Le musiche originali sono eseguite dal vivo da Tony Canto, le scene sono di Mariella Bellantone.

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