'Il prestito', commedia con Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti

Notizia inserita il 10/04/2015

Di: Jordi Galceran; versione italiana di Pino Tierno
Scene: Alessandro Chiti
Costumi: Maria Grazia Santonocito
Luci: Stefano Lattavo
Regia: Giampiero Solari
Produzione: coproduzione La Contemporanea - Artù
per un progetto teatrale di Gianluca Ramazzotti
Interpreti: Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti
Repliche: 5

Un altro sguardo sulla nostra realtà, un altro modo di raccontare il presente, quello di Jordi Galceran ne Il prestito, esilarante commedia che - nella regia di Giampiero Solari - sarà interpretata da due attori interessanti e particolarmente inclini al sorriso come Antonio Catania e Gianluca Ramazzotti.

Reduci dal comune successo in 'Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa', che per due stagioni ha fatto registrare continui sold out, i due artisti si pongono ora nelle mani di un regista versatile e fantasioso come Solari (ha firmato recentemente 'Penso che un sogno così' con Beppe Fiorello, uno degli spettacoli più apprezzati nello scorso cartellone, e per lo Stabile 'Il tormento e l'estasi di Steve Jobs') per entrare nelle pieghe della brillante scrittura di Galceran.

L'autore, catalano, del 1964, è noto in Italia soprattutto per Il metodo Grönholm. All'estero possiede una notevole fama ed è molto rappresentato con questa ed altre opere (Il Prestito ad esempio, già tradotto in quattro lingue e premiato più volte è attualmente in scena sia a Madrid che a Barcellona). Oltre che per il teatro - a cui dedica la propria creatività dal 1988 - lavora come sceneggiatore per il cinema e la televisione, come traduttore, ed è attivo anche nel mondo della narrativa.

È particolare il taglio che sceglie per i suoi lavori: sa sorprendere il pubblico, scegliere punti di vista spiazzanti, ritmi incandescenti e non rinuncia - anche affrontando i temi più seri - alla leggerezza. Ne Il prestito, ad esempio, affonda il coltello in un vero e proprio dramma sociale che purtroppo conosciamo bene, ma lo fa con le armi del paradosso e della verve comica.

La trama vuole che un uomo - vittima dell'attuale crisi economica - sia costretto a chiedere un piccolo prestito: si rivolge in tutta onestà ad una banca. Il direttore della filiale però, adducendo motivazioni di tipo "bancario", glielo nega. L'uomo onesto non può infatti contare su alcuna garanzia economica, ma offrirà la propria parola d'onore e la sua qualità di "uomo onesto".

Possono essere sufficienti oggi, questi valori? O si è perso il senso della loro importanza, assieme a molto altro del profilo etico dell'uomo? Il rifiuto del direttore di filiale innesca la reazione dell'uomo "onesto" ed un crescendo di situazioni assurde ed esilaranti date da eventi assolutamente imprevedibili, che portano la commedia a mettere in luce i meccanismi paradossali che reggono e condizionano i comportamenti economici a cui tutti sottostiamo.

Lo spettacolo non si arroga il compito di dare indirizzi morali, ma centra alla perfezione il risultato di ironizzare sul valore esagerato che diamo al denaro in rapporto al poco che invece attribuiamo agli esseri umani. Fra risate liberatorie e un'immediata empatia per il personaggio bisognoso di denaro, il pubblico finisce per provare anche un po' di pietà per il bancario, sempre più invischiato e in difficoltà.

Fonte e maggiori dettagli: Scheda spettacolo sul sito del Teatro Rossetti

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