I mercoledì del conservatorio

Notizia inserita il 19/10/2007

Sabato 20 ottobre alle ore 20. 30, presso il Teatro Miela di di Trieste, avrà luogo il quarto appuntamento della Stagione Autunno Inverno 2007 organizzata dal Conservatorio Giuseppe Tartini.

Divisioni del Corpo è il titolo di uno Spettacolo multimediale la cui idea nasce da alcuni esperimenti realizzati durante la prima parte del 2006 dagli allievi del Biennio Superiore ad indirizzo Videomusicale della Scuola di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio Tartini di Trieste.

Il progetto, presentato da Paolo Pachini, è articolato in quattro parti, affidate a Alessandro Fogar, Paolo Girol, Maurizio Goina e David Pirrò, prevede la presenza dal vivo dei performer-danzatori Valentina Moar e Denny Fiorino, con la coreografia di Sarah Taylor.

Dalle note di sala:

Per la realizzazione dello spettacolo sono stati filmati in dettaglio ed in piano strettissimo alcune parti di un volto mentre compivano dei movimenti ritmici ripetuti, talvolta macroscopici e quasi deformati, altre volte minimi e appena percettibili. Con queste riprese è stato montato uno piccolo filmato in cui le micro performance sono composte a mosaico secondo diversi principi, accostando ad esempio gradi via via più evidenti dell'azione di una certa parte del volto, oppure distribuendo i "tasselli" in modo tale che la figura risultante ricostruisse un contorno simile alla parte che ne costituiva il dettaglio, o ancora creando disegni di improbabili fiori o insetti. Il risultato visivo era sempre molto stimolante e questo semplice esperimento è bastato a farci capire come il corpo, anche se osservato in modo così astratto, continua sempre a "parlarci" in ogni suo dettaglio con una forza comunicativa invincibile, rappresentando una sorta di compendio universale delle forme e dei comportamenti conosciuti. Si sono affacciate così spontanee seducenti idee poetiche che variano da situazioni di video-teatro minimo ad altre più vicine al concetto di video-pittura, con la parte musicale libera di far ricorso all'enorme tavolozza sonora derivante dai suoni corporei (a cominciare ovviamente da quello della voce) da comporre in atteggiamenti che spaziano dal canto monodico, alla trasformazione elettronica del parlato per arrivare a veri e propri paesaggi sonori ottenuti grazie all'investigazione delle più imprevedibili risorse acustiche.

La durata totale è di circa un'ora.

Tutti gli eventi e comunicati della sezione 'Spettacoli'.

Hai trovato utile questa pagina? Condividila!