"Copenhagen" di Michael Frayn

Notizia inserita il 4/05/2010

"Copenhagen di Michael Frayn va in scena al Teatro Stabile regionale dal 5 al 9 maggio: un cast stellare con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice diretti da Mauro Avogadro, per parlare di etica, scienza, potere. Prodotto dal CSS di Udine e da Emilia Romagna Teatro, lo spettacolo viene ripreso per il decimo anno".

Copenhagen è un testo contemporaneo, scritto nel 1998 dall'eclettico drammaturgo inglese Michael Frayn: autore divenuto celeberrimo per la fortunatissima commedia sul mondo del teatro Rumori fuori scena, ma a cui si devono molti altri titoli interessanti, fra cui un'opera-documento molto impegnativa sulla Germania di Willy Brandt, come Democracy. Al pari di Rumori fuori scena, anche Copenaghen è immediatamente diventata un caso mondiale, tradotta e messa in scena in oltre trenta Paesi, in versioni teatrali, operistiche e addirittura televisive (con Stephen Rea e Daniel Craig).

In Italia, è arrivata molto presto - nel 1999 - grazie all'intuizione del CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia e di Emilia Romagna Teatro Fondazione, che ne hanno prodotto un allestimento molto interessante, firmato da Mauro Avogadro.

La forza di questo spettacolo risiede di certo nella sua terribile e vitale attualità e contemporaneamente, sul piano della messinscena, sulla perfezione di un cast di raro rilievo, con protagonisti Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice.

I temi su cui s'incentra Copenhagen sono cari allo Stabile regionale, che già con Vita di Galileo di Brecht si era interrogato sui rapporti fra potere politico e scienza, sull'opportunità che il progresso venga condizionato da scelte etiche, sui limiti e le responsabilità umane di chi si dedica alla ricerca scientifica.

Nel corso di questa stagione, la riflessione è stata portato avanti da Le fiamme e la ragione, in cui Corrado Augias raccontava il pensiero di Giordano Bruno, e ora da questo bellissimo esempio di drammarugia tesa e necessaria, coinvolgente e ricca d'induzioni.

Copenaghen consiste infatti in un'incandescente disputa etica e scientifica a tre voci, densa di angoscianti riflessioni e interrogativi, alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica. La vicenda è ambientata nel 1941 nella capitale nordeuropea occupata dai nazisti e ricostruisce l'incontro di due scienziati, entrambi Premi Nobel, un tempo maestro e allievo. Due ex compagni di ricerche costretti dalla guerra a guardarsi da nemici. L'ebreo danese Niels Bohr (padre della fisica quantistica) e il tedesco Werner Heisenberg (che formulò per primo il Principio di Indeterminazione) nella piéce sono imprigionati in un labirinto di domande che stentano a trovare risposta.

Nella scenografia di Giacomo Andrico costruita come un'aula universitaria con lunghe lavagne fitte di simboli e formule matematiche, Umberto Orsini interpreta il fisico Bohr, un uomo umbratile e umorale. Una sera Bohr e la moglie Margrethe (Giuliana Lojodice) ricevono la visita inattesa di Werner Heisenberg (Massimo Popolizio): quali saranno i veri motivi della sua visita? Mentre dialogano con l'ospite, le menti dei padroni di casa sono percorse da ipotesi: il fisico tedesco, in nome della vecchia amicizia, vuole far sapere a Bohr - ormai schierato con la ricerca Alleata - che il Terzo Reich ancora non possiede la formula della bomba? Oppure è lì per trovare un accordo e bloccare o rallentare, in maniera bilaterale, le ricerche sulle armi nucleari? O magari, è semplicemente lì per offrirgli protezione, forse in cambio di qualche segreto? Tutte ipotesi lecite e tutte in parte con un fondo di verità che non troveranno una risposta univoca, nemmeno nelle considerazioni che i tre personaggi esprimono oggi, supponendo di tornare dal passato: le ambiguità delle situazioni e della personalità dei protagonisti disegnano semmai un nuovo, simbolico e attualissimo corrispettivo del Principio di Indeterminazione.

Lo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti da mercoledì 5 a domenica 9 maggio alle ore 20.30, le pomeridiane sono giovedì e domenica alle ore 16.

La Stagione 2009-2010 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

COPENAGHEN
di Michael Frayn

Traduzione Filippo Ottoni, Maria Teresa Petruzzi

Con Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice
regia Mauro Avogadro

Scene Giacomo Andrico
costumi Gabriele Mayer
luci Giancarlo Salvatori
musiche Andrea Liberovici

Una produzione
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
Emilia Romagna Teatro Fondazione

Prenotazioni e acquisti di biglietti possono essere ancora effettuate presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e naturalmente presso la Biglietteria del Politeama Rossetti. Ulteriori informazioni sono disponibili anche sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.

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