Elisabetta Pozzi è Elektra di Hugo von Hofmannsthal

Notizia inserita il 9/11/2011

"Elisabetta Pozzi è Elektra di Hugo von Hofmannsthal al Teatro Stabile regionale da mercoledì 9 a domenica 13 novembre. Lo spettacolo, prodotto dal Teatro Stabile del Veneto e diretto da Carmelo Rifici, è il secondo appuntamento presentato nell'ambito del cartellone Prosa alla Sala Assicurazioni Generali".

«La messa in scena di Elektra, pone una serie di complicate e stimolanti questioni. Prima di tutto c'è da chiedersi se la materia che il regista si trova a dover plasmare sia teatro o poesia, in secondo luogo ci si trova di fronte all'evidente problema dell'ambientazione della vicenda: la Grecia di Hofmannsthal non trova corrispondenza con la Grecia di Sofocle, terzo e non ultimo l'uso della musica...» scrive Carmelo Rifici riflettendo sulla sua nuova e non facile sfida registica. «Se Elektra è sicuramente annoverata tra i capolavori del decadentismo - conclude - un regista consapevole sa benissimo che per quanto affascinanti siano i testi partoriti da quella corrente, oggi devono trovare una collocazione pertinente sui nostri palcoscenici, affinché possano raccontarci qualcosa che ci tocchi e ci emozioni». A lungo allievo di Luca Ronconi, Rifici è un artista molto interessante e si trova qui davanti a un testo che presenta difficoltà ma anche affascinanti induzioni e a un cast di primo livello, a partire dalla bravissima Elisabetta Pozzi.

Parte da queste premesse il nuovo allestimento di Elektra di Hugo von Hofmannsthal, che - prodotto dal Teatro stabile del Veneto - va in scena al Teatro Stabile regionale dal 9 al 13 novembre per il cartellone Prosa. Carmelo Rifici, oltre a firmarne la regia ne cura anche la traduzione e l'adattamento.

Graffiante, appassionata, ma anche delicata, intuitiva e sensibile Elisabetta Pozzi incarna con rara perizia e sapienza l'animo dei personaggi che affronta, scandagliandoli in profondità, portandone alla luce profili mai scontati: la sua interpretazione di Elektra è da considerare uno dei momenti più suggestivi della stagione sul piano attoriale.

Guidata dalla suggestiva regia, la sua Elektra si muoverà in un mondo quasi onirico, come stesse vivendo un incubo: Elektra infatti non è ancora un dramma psicologico, ma freudianamente vi si avvicina, come testimoniano le fini cesellature introspettive dei personaggi.

Su questo piano Carmelo Rifici ha costruito lo spettacolo: ambientato davanti a un palazzo "escherianamente" distorto e popolato di figure in vesti manicomiali, che vivono il dramma di non poter essere tragici appieno, di non sapere più se stiano vivendo la realtà o soltanto l'incubo folle di Elektra.

Geniale rappresentante dello Jugendstil viennese in letteratura, Hugo von Hoffmannstahl tratteggia la sua Elektra come un novello Amleto, lacerata fra il desiderio di vendicare il padre uccidendo la propria stessa madre Clitemestra, e l'incapacità di passare all'azione. L'autore rappresentava in questo modo anche il dubbio e l'abulia dell'uomo a lui contemporaneo, chiuso in un angusto recinto di dubbi e smanie, che di fatto non gli permettevano di trasformare in atto gli stimoli vitali.

Ma non sono interessanti soltanto il contenuto e le modalità dell'attualizzazione che Hofmannstahl compie rispetto all'originale tragedia sofoclea. Molte suggestioni - che il pubblico coglierà senz'altro grazie all'apporto di un cast tanto preciso - provengono infatti dal piano del linguaggio. Si tratta infatti di un testo profondamente suggestivo, un "testo poetico", che rilegge il rigore del classico greco in modo molto libero, autonomo, affine al sentire del decadentismo. Il linguaggio del poeta tedesco è infatti immaginifico e intensamente musicale, proprio perché la sua funzione è di introdurci in un mondo sotterraneo, ossessionante, claustrofobico. Perché tale è la situazione che vive la protagonista.

In ciò è racchiusa anche la ragione della fortuna che Elektra ebbe nella sua trasposizione in lirica, probabilmente molto più nota della versione per il teatro di prosa che esordì nel 1903 al Kleines Theater di Berlino. Solo allora Richard Strauss conobbe il testo e trovandolo molto vicino alla propria tecnica espressiva lo traspose in musica, creando uno dei massimi capolavori della lirica del Novecento.

La inquietante scenografia dello spettacolo è firmata da Guido Buganza, i costumi sono di Margherita Baldoni, le musiche dello spettacolo sono composte da Daniele D'Angelo, le luci sono concepite da Giovanni Raggi. Alessio Romano invece ha creato i movimenti coreografici di Elektra.

La Stagione 2011-2012 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Informazioni dettagliate sulla stagione nonché su tutte le formule di abbonamento con i relativi prezzi, sono disponibili in tutti i punti d'informazione e vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia: dedicato agli studenti universitari, dal 2011-2012 è attivo il punto vendita di Radio Incorso, nel campus universitario.

Tutta la stagione e le possibilità di adesione ai diversi cartelloni sono illustrate anche sul sito www.ilrossetti.it; inoltre il Teatro può essere contattato telefonicamente al centralino 040.3593511.

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