Franco Branciaroli in 'Don Chisciotte'

Notizia inserita il 08/10/2010

"Franco Branciaroli è protagonista del primo titolo in scena alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Don Chisciotte tratto dal romanzo di Cervantes. Nello spettacolo - che debutta sabato 9 ottobre alle ore 21 - Branciaroli offre una prova molto particolare: interpreta Don Chisciotte e Sancho dando loro le voci di Vittorio Gassman e Carmelo Bene. Una mimesi affascinante che fa omaggio alla figura del grande attore".

Franco Branciaroli inaugura la stagione altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, sabato 9 ottobre 2010 alle ore 21 con Don Chisciotte, spettacolo di cui ha firmato il progetto e la regia, oltre a sostenerne con grande originalità il ruolo del protagonista, o meglio "dei" protagonisti.

Maschere verbali, interpretazioni, molto più che semplici imitazioni... a ciò infatti ricorre Franco Branciaroli in Don Chisciotte. Un Don Chisciotte nient'affatto scontato, perché l'attore sceglie di affidare i ruoli dei protagonisti nientemeno che a Vittorio Gassman e a Carmelo Bene, attraverso le cui voci tratteggia rispettivamente l'eroe del titolo e il suo fedele scudiero Sancho Panza.

&rdaquo;Don Chisciotte è un enorme trattato sull'imitazione - ha dichiarato Branciaroli - così come lui imita i cavalieri, io imito i cavalieri della scena&ldaquo;. Con questa premessa l'attore, dopo l'edizione di Finale di partita in cui parlava con la voce dell'ispettore Clouseau, affronta il testo di Miguel de Cervantes.

Il vagabondare verbale, divertente e commovente insieme, dei due mattatori ripercorre alcune delle scene più celebri del grande romanzo picaresco spagnolo. Ecco dunque che le "maschere verbali" di questi due grandi protagonisti della scena teatrale italiana, danno anche occasione di ritrovare atmosfere di un teatro che non c'è più e di cui molti forse sentono nostalgia.

Franco Branciaroli lo fa - come ha dichiarato in un'intervista a Rodolfo Di Giammarco per La Repubblica - anche con un pizzico d'irritazione verso certi aspetti del teatro attuale: &rdaquo;Un gruppo di persone decide cosa è giusto e cosa non lo è - ha detto - (e questo andrebbe bene se le opzioni e i culti fossero davvero giusti: purtroppo sono spesso sbagliati), e queste persone sono tutto l'apparato decisionale coalizzato (dal critico ai direttori di teatro). La conseguenza è che la povera arte del teatro continua a pedalare a vuoto, il ricambio è costituito da fallimenti, e non c'è spazio per un contropotere. Allora ho sentito la tentazione di portare in scena i potenti: vedetevela con loro, con Gassman e Bene. Non è proprio esclusivamente un omaggio: è anche, quindi, una specie di resa dei conti. Ossia, l'omaggio è ovvio, perché reputi alti coloro cui ti riferisci per mettere a segno la resa dei conti... &ldaquo;.

Attore fantasioso, interessante, dirompente, talvolta provocatore e sempre alla ricerca di nuovi orizzonti, Franco Branciaroli è portatore a ogni sua entrata in scena di accenti nuovi e appassionanti: basti pensare alle sue recenti interpretazioni dirette da Antonio Calenda per lo Stabile regionale, il Galileo del capolavoro brechtiano e, lo scorso anno, il coraggioso Edipo Re sofocleo, che anche in questa stagione replicherà in tournée nazionale.

In questo Don Chisciotte che si svolge nell'aldilà, l'attore porta in scena una coppia di mattatori che nella realtà non si è mai formata sul palcoscenico, ma che sicuramente avrebbe potuto dare molto: interpreti profondamente diversi, forse rivali, ma che si stimavano e che nella strana dimensione venata di mimesi e poesia, inventata da Franco Branciaroli, trovano un affascinante tessuto di dialogo e di reciprocità. Percorrono - assieme allo spettatore - un sentiero che ha le proprie pietre miliari nelle pagine del romanzo di Cervantes, ma non disdegnano qualche divagazione da mattatori e intellettuali: appaiono così affascinanti digressioni verso Ignazio di Loyola, addirittura verso la comicità di Totò, fino a toccare Dante il cui canto di Paolo e Francesca diviene terreno di una ironica, immancabile tenzone fra i due cavalieri della scena.

Uno spettacolo brillante, sorprendente e ricco di sortilegi dunque, che sembra costruito per chi ama il teatro e che s'inscrive - come desidera il direttore dello Stabile regionale Calenda - nell'ideale tributo alla figura del grande attore a cui s'inchinano gli appuntamenti inaugurali di entrambi i cartelloni dedicati alla prosa: quello della Sala Assicurazioni Generali e quello della Sala Bartoli, i cui sipari si alzano per la prima volta quest'anno, a pochi giorni di distanza.

Don Chisciotte progettato, diretto e interpretato da Franco Branciaroli, si avvale delle scene di Margherita Palli, dei costumi di Caterina Lucchiari, delle musiche di Daniele D'Angelo. Lo spettacolo è prodotto dal Teatro de gli Incamminati.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

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