Concerto Gigi d'Alessio

Notizia inserita il 20/03/2008

"A gentile richiesta... mi faccio in quattro: questo il titolo del tour di Gigi D'Alessio che fa tappa anche in regione, venerdì 21 marzo. Il cantautore napoletano sarà infatti protagonista sul palcoscenico del Politeama Rossetti di Trieste dove giunge "fuori abbonamento" grazie alla collaborazione con Azalea Promotion. Il concerto avrà inizio alle ore 21 e a decidere la scaletta sarà il pubblico in sala".

Appuntamento da non perdere per i fan del grande Gigi D'Alessio, venerdì 21 marzo. Il cantautore napoletano infatti si esibirà alle ore 21 al Politeama Rossetti, in un concerto del tour A gentile richiesta...mi faccio in quattro, che tocca anche Trieste e si inserisce nella programmazione dello Stabile regionale "fuori abbonamento" grazie alla collaborazione con Azalea Promotion.

Il titolo del tour che porterà Gigi D'Alessio sul maggior palcoscenico regionale, richiama quello della sua recente raccolta di quattro CD: Mi faccio in 4. 48 grandi successi, due brani inediti, una raccolta che abbraccia otto anni di carriera e sette album...

Tutto materiale che l'amatissimo cantautore napoletano, dopo il grande successo riscosso lo scorso Natale al Teatro Brancaccio di Roma, ha deciso di proporre nel suo show A gentile richiesta... Mi faccio in quattro. Lo spettacolo tocca infatti tutte le maggiori città italiane. Particolarità assoluta del concerto è che viene concepito in modo che sia ogni sera unico: è infatti sorprendentemente il pubblico a decidere la scaletta.

La formula è davvero insolita per uno spettacolo dal vivo: l'artista è infatti a disposizione della platea che viene invitata a richiedergli canzoni a scelta dal suo vastissimo repertorio e dai classici della canzone napoletana.

Una serata dunque dove D'Alessio avrà modo di ripercorrere la propria parabola musicale, attraverso le sue "anime" e le sue composizioni napoletane, latine, pop e le più romantiche "ballate", evidenziando le proprie doti di cantante, show-man e grande improvvisatore, e regalando al pubblico la sensazione rara di aver direttamente partecipato alla creazione artistica.

Gigi D'Alessio nasce a Napoli il 24 febbraio 1967, ultimo di tre figli. Ha soltanto quattro anni quando il padre, costretto a trasferirsi spesso in Venezuela per assicurare una vita decorosa alla sua famiglia, gli regala una fisarmonica comprata a Caracas. E' il primo contatto con la musica: Gigi studia lo strumento con la stessa passione con cui i suoi coetanei si dedicano ai giochi dell'infanzia, e in breve impara a suonarlo ad un buon livello, tanto promettente che a dodici anni si iscrive al Conservatorio di San Pietro a Macella di Napoli conseguendo a ventuno anni il diploma di pianoforte. Molto presto entra nel circuito degli studi di registrazione della sua città avviando una serie di collaborazioni sia come musicista e arrangiatore, che come autore. Ha soltanto 23 anni quando si trova a dirigere la prestigiosa Orchestra Scarlatti, esperienza esaltante che accresce di molto la sua statura professionale. Poco dopo D'Alessio diventa il pianista di Mario Merola con il quale scrive "Cient'anne", interpretato da entrambi, brano destinato ad un grande successo che segna il passaggio di Gigi dal "dietro le quinte" alla platea in veste di cantautore. Sulla scia di "Cient'anne" esce nel 1992 il suo primo album "Lasciatemi cantare". I buoni risultati di vendita, accompagnati dall'entusiasmo dei fan sempre più numerosi, spalancano le porte al secondo lavoro "Scivolando verso l'alto" che vende 30.000 copie al netto dei falsi ( la precisazione è d'obbligo considerata la zona ad alta presenza di "mercato parallelo"). Il 1994 è l'anno del suo ingresso nella discografia ufficiale con l'album "Dove mi porta il cuore" pubblicato dalla Ricordi, mentre con l'anno seguente arriva il grande successo dell'album "Passo dopo passo" che contiene canzoni fortunatissime, futuri inni da stadio, come "Fotomodelle un po' povere" e "Annaré".

Ormai D'Alessio ha spiccato il volo: un suo concerto al Palapartenope raccoglie 8.000 persone, il record per questo famoso spazio meta di prestigiosi artisti italiani e internazionali. Nel 1997 arriva il grande successo dell'album "Fuori dalla mischia" e dei singoli "Anna se sposa" e "Chiove" in buona compagnia di altri brani destinati ad entrare stabilmente nel suo repertorio, che si fa via via più corposo, come "30 Canzoni", "San Valentino" e "Di notte". Il risultato straordinario ottenuto da questo lavoro consente a Gigi di realizzare un grande sogno: quello di suonare allo Stadio San Paolo di Napoli. La serata, memorabile, arriva il 7 giugno del 1997: 20.000 persone sono lì per acclamare una star, nello stesso luogo che ha ospitato i concerti dei Rolling Stones, di Pino Daniele, Vasco Rossi, Eros Ramazzotti, Claudio Baglioni. Gigi D'Alessio diventa il "fenomeno" Gigi D'Alessio, con tanto di spiegamento di forze da parte di tutti i mass media. Nella primavera del 1998 pubblica il suo sesto album intitolato "E' stato un piacere", lavoro che contribuisce non poco a disegnare la vera fisionomia dell'artista: "fenomeno" D'Alessio non lo è affatto, è semmai un autore e un musicista di razza, un talento che applica istintivamente le regole della comunicazione immediata e popolare senza giocare sulla facile retorica dei sentimenti; un artista che ha i "tempi" narrativi giusti, che sa costruire piccoli spaccati di vita reale all'interno di strutture musicali moderne e solide sotto l'aspetto compositivo. Ancora una volta il successo di vendite e di pubblico è consistente; i concerti-adunata si ripetono in ogni parte d'Italia. In giugno esce nelle sale cinematografiche "Annaré" per la regia di Ninì Grassia. Il film che Gigi interpreta (sua naturalmente la colonna sonora) al fianco di Fabio Testi e Orso Maria Guerrini, nella prima settimana di programmazione polverizza in Campania gli introiti di "Titanic" arrivando nella sola Napoli ad incassare circa 30 milioni di lire per ogni sala dove viene proiettato. I giornali tirano in ballo la "D'Alessiomania" in contrasto con la "Dicapriomania": naturalmente è solo un gioco, gratificante, ma solo un gioco. Molto più seriamente, qualche settimana più tardi, la stampa darà notizia del concerto di Gigi al "Todi Festival '98" parlando di lui come della "riscoperta della nostra cultura più vera, la migliore per rappresentare l'Italia nel mondo".

Sul finire di questo straordinario 1998, grazie al fortunato incontro con Geppino Afeltra e Pierluigi Germini, Gigi approda alla BMG, e decide di raccogliere in "Tutto in un concerto", il suo settimo album, i momenti salienti della sua carriera. L'album contiene 13 brani e un inedito, "Quel che resta del mio amore", registrato in studio, a testimonianza di un momento creativo intimo, privato. 1999: "Portami con te", l'album n.8, immette nel circolo virtuoso che Gigi ha stabilito con il pubblico, altri 11 brani inediti alcuni dei quali diventano subito altri pilastri del suo repertorio ormai vastissimo come "Una magica storia d'amore", "Portami con te", "Dove sei" e specialmente "Buongiorno", la canzone che apre il disco: un affresco di colori che si accendono con il risveglio della città, un piano sequenza dai vicoli al porto, ai quartieri spagnoli, a Fuorigrotta; un susseguirsi di immagini che rimandano alla malinconica dolcezza di un film di De Sica, forse soltanto l'introduzione ad un musical che Gigi ha nella sua testa. Un altro traguardo importante è l'esibizione alla presenza del Presidente americano Clinton al Gala del N.I.A.F.

Febbraio 2000: Festival di Sanremo. La nuova fase. D'Alessio non è soltanto il vincitore morale è, banalmente, quello numerico: la sua "Non dirgli mai" ha per mesi il più alto airplay radiofonico di tutte le canzoni in gara, mentre il relativo album dal titolo profetico, "Quando la mia vita cambierà" (il nono) è già disco d'oro a quindici giorni dall'uscita ( arriverà a superare le 400.000 copie). Un album che si rivela un formidabile hit maker dopo il grande successo del secondo singolo "Una notte al telefono" e, in particolare, di "Caro Bambino Gesù" i cui proventi vengono devoluti all'associazione inglese promotrice delle adozioni a distanza "Azione Aiuto" (Action Aid) alla quale Gigi, già padre di Claudio e Ilaria, ha nel frattempo aderito. Stessa, fortunatissima sorte, ha la tournée che, dopo una partenza europea (Zurigo, Neu Ulm, Karlsrhue, Manneheim), tocca le maggiori città italiane per tutta l'estate fino al concerto record - 220.000 spettatori - di Piazza del Plebiscito del 19 settembre.

Festival di Sanremo 2001: la storia si ripete. "Tu che ne sai", la canzone presentata alla 51° edizione, porta subito alla conquista del primo posto della classifica dei dischi più venduti l'album n.10 "Il cammino dell'età". Un titolo rappresentativo per natura. Da un lato sottintende ai contenuti di canzoni che fissano sul pentagramma tipiche situazioni adolescenziali: versi che colgono l'emozione intima di un ricordo, descrivono un momento di difficoltà nell'eterna commedia dell'amore, raccontano per immagini come può cambiare nel corso della vita l'intensità di un sentimento. Dall'altro è un titolo che esplicita il senso di una maturazione, di un progresso, di una evoluzione tangibile che rende perfettamente l'idea di come il "pianeta" D'Alessio sia in continuo movimento. Questo lavoro ne è la prova. Un disco compiuto, riuscito, frutto delle scelte artistiche, tecniche e strategiche di un team di lavoro che da anni si dedica esclusivamente al progetto D'Alessio. Scritto di getto, come vuole la proverbiale immediatezza della "pronta ispirazione" di Gigi, il disco ha visto poi la sua realizzazione in tre studi diversi ( "Il Mulino" di Acquapendente, lo "Splash" di Napoli, il "Quattro 1" di Claudio Mattone a Roma ) nell'arco di tre mesi. Sufficienti ad Adriano Pennino, produttore artistico e arrangiatore, per coordinare al meglio gli interventi di una squadra di musicisti di prim'ordine: da Alfredo Golino alla batteria, a Cesare Chiodo e Roberto D'Aquino al basso, Erasmo Petringa al contrabbasso acustico, Phil Palmer , Maurizio Fiordiliso e Maurizio Pica alle chitarre, Rosario Jermano alle percussioni, fino alla sezione d'archi diretta da Bob Rose. Il risultato è un album dalla fisionomia precisa che percorre ogni angolo conosciuto delle espressioni di D'Alessio e in un caso sconosciuto: ovvero il D'Alessio nel ruolo di interprete puro che fa sua una bella canzone di Mariella Nava, "Verrà il tempo". Tutto il resto ( ancora una volta firmato dall'inossidabile coppia Gigi D'Alessio/Vincenzo D'Agostino ) si muove con senso della "par condicio" musicale tra il repertorio delle ballad che carezzano - "Il primo amore non si scorda mai", "Il cammino dell'età" - e quelle che graffiano sia fuori come "Un'altra donna dentro te", "Tu che ne sai", che dentro come "Insieme a lei" e "Parlammene dimane", l'unico brano in dialetto, piccola perla di teatralità malinconica e struggente recitata dai protagonisti su una melodia lieve da grande classico della moderna canzone napoletana. E poi il Gigi D'Alessio più ritmico e divertente di "Cento ragazze" (cronaca opportunamente censurata di un "dopo-concerto"), di "Tatataratatà", e infine il Gigi D'Alessio più dichiarato sul fronte latino, interprete di due futuri inni da stadio, due anticipazioni dell'estate 2001: "Bum bum" e "Mon Amour", ideale seguito del discorso iniziato con "Como suena el corazon". Tutte canzoni già "assorbite" sotto forma di melodie subito cantabili, di incisi contagiosi , di parole da cantare tutti insieme ammassati sotto un palcoscenico.

Così è puntualmente anche nell'estate del 2001, in una lunga tournée italiana ed europea che Gigi affronta sull'onda del successo del nuovo album. Concerti che registrano nuovi primati come quello di affluenza allo stadio San Paolo di Napoli che bissa il record di quattro anni prima. Ma è a fine giugno che D'Alessio vive una serata unica, indimenticabile, il coronamento di un sogno cullato fin da ragazzo. Sul palcoscenico del 32° Premio Barocco incontra Sophia Loren: dopo aver suonato al pianoforte il sottofondo di note che accompagna l'intervista di Milly Carlucci alla diva, Gigi si lancia in fuori programma chiedendo alla Loren di cantare con lui "Reginella". Il duetto inchioda davanti ai teleschermi oltre cinque milioni di persone. Una consacrazione che viene inoltre suggellata da un abbraccio e da un bacio che D'Alessio "ruba" ad una Loren divertita e commossa. Un incontro destinato ad avviare una bella amicizia a distanza: la Loren, in conferenza stampa alla Mostra del Cinema di Venezia "gli manda un bacio azzeccuso" dopo aver ascoltato, per caso al TG1, la canzone "Donna Sofì", il brano dedicatole nell'ultimo album "Uno come te", il quinto che la BMG pubblica nel settembre 2002 preceduto dal singolo "Miele". Un lavoro dalla lunga gestazione iniziata nell'autunno precedente dopo un breve periodo di vacanza impiegato soprattutto a completare il trasferimento nella sua nuova casa romana. Gigi ha finalmente davanti a sé tutto il tempo che vuole per scrivere, rifinire, scegliere i musicisti, pensare agli arrangiamenti con Adriano Pennino, curare tutto fin nei minimi dettagli. E' la prima volta in dieci anni che gli capita, e i risultati di questa situazione ideale, di questo clima di concentrazione e insieme di grande rilassatezza, si traducono in un album pieno, maturo, che registra non una semplice crescita ma una vera e propria accelerazione nel suo percorso artistico. Affiancato da grandi musicisti internazionali - da Vinnie Colaiuta a Michael Thompson, a Pino Palladino, fino a ottime presenze nazionali quali Rosario Jermano, Tullio De Piscopo, Massimo Moriconi, Cesare Chiodo - Gigi mette a punto 14 canzoni tutte unite dal robusto filo di una scrittura melodica sempre brillante, sempre caratterizzata da stimolanti soluzioni armoniche. Alcune di queste prendono subito il volo: nei concerti "preparatori" al tour mondiale, il pubblico già conosce parola per parola "Donna Sofì", "Oj nenna ne", "Ti innamorerò", "Sei importante", "Un nuovo bacio", nuovi punti di forza di un repertorio di successi che diventa sempre più ricco ed importante.

Un repertorio che tra febbraio ed aprile 2003 "sbarca" in Canada, Australia e Stati Uniti (Montreal, Toronto, Sidney, Melbourne, Atlantic City le più importanti) in una decina di teatri di grande capacità dove al pubblico di origini italiane, che già conosce alcune canzoni, si unisce una platea di giovani cresciuti con il pop e il rock di ben altra estrazione: Gigi fa il miracolo, le generazioni per una sera si uniscono nel nome di una musica che è bella "a prescindere", come avrebbe detto un illustre concittadino di Gigi, dove le parole, di cui a volte non si capisce più il significato, sono soltanto suoni che comunque toccano il cuore.

Un tour così importante, che è ben altra cosa delle brevi "puntate" promozionali fatte in Europa e in altri paesi del mercato ispanico, non poteva non avere una troupe al seguito che riprende tutto, dai concerti, agli spostamenti, ai backstage, insomma a qualsiasi cosa possa riempire il taccuino di un vero e proprio diario di viaggio. Lo special televisivo, "Uno come te...in giro per il mondo" arriva puntuale su Raiuno in maggio, in una seconda serata che tiene davanti allo schermo oltre due milioni di persone con uno share del 17%, un successo senza riserve per questa fascia oraria.

Due concerti trionfali allo stadio Olimpico di Roma e al San Paolo di Napoli chiudono in giugno il lungo tour "Uno come te".

Nell'autunno del 2003 arriva "Buona vita", il doppio cd che in 22 brani ripercorre i primi dieci anni della folgorante carriera di Gigi. Due inediti aprono e chiudono il lavoro: "La forza delle donne", colonna sonora del film "Mariti in affitto" di Ilaria Borrelli con Maria Grazia Cucinotta e Brooke Shields, e la stessa canzone che dà il titolo, "Buona vita", che altro non è se non il rituale saluto corale che Gigi intona per i suoi fan a fine concerto e che finalmente viene "fissato" su disco. Il doppio album, a distanza di oltre un anno dalla sua pubblicazione, è uno dei punti di forza del catalogo di D'Alessio con una costante quota di vendite che ad oggi ha superato le 500.000 copie.

Ottobre 2004: è il momento di "Quanti amori", altre 13 canzoni che rappresentano semplicemente il nuovo punto di arrivo di un musicista che sempre di più e meglio conosce la strada per coniugare melodie vincenti, ispirate, con il suono delle più importanti produzioni pop internazionali. A canzoni che ancora una volta sanno dare il colpo di emozione, l'impennata del sentimento, si dedica un team di musicisti stellare formato da Tony Levin al basso ( ex King Crimson ), Steve Ferrone alla batteria, Michael Thompson alle chitarre, mentre gli arrangiamenti orchestrali portano la firma, oltre che del fedelissimo Adriano Pennino, di Jeremy Lubbock, già con Madonna, Sting, Michael Jackson, Ray Charles. "Non c'è vita da buttare" (con le chitarre di Alex Britti),"Spiegami cherè", "Napule" (un affresco straordinario a quattro voci: D'Alessio, Sal Da Vinci, Gigi Finizio e Lucio Dalla ), "Liberi da noi", "La donna che vorrei", "Le mani", tanti titoli per altrettante canzoni che anche questa volta il pubblico decide di fare subito sue. Pochi giorni dopo l'uscita dell'album, nella prima settimana di novembre, per i fan di Gigi arriva un'altra sorpresa che, questa volta, non li porta a fare la fila davanti ai negozi di dischi, ma davanti alle librerie: la Mondadori pubblica infatti l'autobiografia "Non c'è' vita da buttare", il libro a cui Gigi stava lavorando da tempo buttando giù una marea di appunti che finalmente trovano forma organizzata in quello che la critica - insolitamente benevola - definisce un buon "romanzo popolare". Il libro viene presentato in varie librerie italiane.

31 dicembre 2004: nello spettacolo di fine d'anno di Raiuno Gigi presenta una memorabile versione di "Napule", dal vivo con Lucio Dalla e Gigi Finizio.

Marzo 2005: Gigi è per la terza volta al Festival di Sanremo. In questa 55° edizione presenta "L'amore che non c'è", ultimissima figlia del clima creativo di "Quanti amori, l'album che in appena quattro mesi ha superato le 300.000 copie e registrato 12 settimane di permanenza nella top ten e che viene ripubblicato il 4 marzo con l'aggiunta di 'L'Amore che non c'è' e una traccia interattiva con i video di 'Quanti Amori', Liberi da Noi (con Manuela Arcuri) e Napule (con Lucio Dalla, Sal Da Vinci e Gigi Finizio) .

Da aprile a settembre Gigi è di nuovo in tournée per incontrare negli stadi e nelle piazze italiane un pubblico cui diventa sempre più complicato dare una fisionomia precisa. Impossibile attribuirgli connotazioni sociali, culturali e, meno che meno, geografiche. Gigi mette d'accordo davvero tutti e anche la critica più esigente, talvolta volutamente distratta, deve arrendersi all'evidenza. Il 30 settembre 2005 una platea di 250.000 persone si riunisce a Napoli, in quella Piazza del Plebiscito che sempre di più rappresenta il cuore della città, per uno dei più grandi eventi della storia del pop italiano. Un concerto che è la consacrazione di un anno straordinario e di un mito. La serata raccoglie un cast d'eccezione con nomi quali Claudio Baglioni, Lucio Dalla, Lee Ryan (ex cantante dei Blue), Anna Falchi, Giorgio Panariello e tanti altri, viene ripresa da Canale 5. La messa in onda in prima serata ottiene oltre 6.500.000 telespettatori e uno share medio del 25%, un vero record per un concerto. Sono tutti "Cuorincoro": e così si intitola infatti il doppio album dal vivo che raccoglie i momenti più emozionanti di questo evento, da "La donna che vorrei" cantata in duetto con l'ex Blue Lee Ryan a "Napule" con tre amici come Lucio Dalla, Gigi Finizio e Sal da Vinci. Ma quello che si presenta subito come uno dei "greatest hits" più emozionanti della discografia di D'Alessio, non può non fare i conti con la sua vena compositiva inarrestabile: ed ecco quindi che "Cuorincoro" vanta due inediti da studio, i primi scritti interamente da Gigi, testo e musica: "M'innamorerò sempre di te" e, in napoletano, "Fino a quando scure notte". Due facce della stessa medaglia coniata con il metallo prezioso di una musicalità che regala brividi, unita alla straordinaria capacità di cantare l'amore, i suoi infiniti aspetti, le sue verità, la sua universalità. Quasi in contemporanea esce anche il DVD "Cuorincoro" che raccoglie i momenti più importanti ed emozionanti dei concerti del 2005 con particolare attenzione a quello di Roma in giugno e naturalmente di Napoli. Praticamente la versione video dell'omonimo doppio cd dal vivo anche se le scalette sono piuttosto diverse. Qui i 16 brani selezionati si dividono tra le due città a volte sovrapponendosi e integrandosi in un gioco di regia (firmata da Roberto Cenci) mirato a creare un unico e grande impatto emozionale che continua anche quando le telecamere si girano verso il backstage per trasmettere il clima unico che si crea dietro le quinte. Un documento visivo che ritrae un artista in stato di grazia e che ama raccontarsi senza reticenze, pronto a parlare, forte della sua grande capacità di comunicatore, della sua visjone della musica, del mondo, dell'amicizia, del rapporto con i fans. "Cuorincoro" è anche il video ricordo di tanti amici che erano presenti sul palco di Napoli. Per chi ama Gigi e le sue canzoni un documento imperdibile.

Il 2006 si apre con una nuova tournèe mondiale, e due importanti riconoscimenti: il Venice Music Award, e il Premio Barocco.

Il nuovo album "Made in Italy" è il n. 9 per SonyBmg, il 15° della sua carriera. Un lavoro di cui Gigi parla subito in termini di puro entusiasmo: "Questa volta ho davvero la sensazione di aver realizzato qualcosa di speciale, lo dico con il massimo della sincerità, con il cuore in mano. E' un album molto vario, per tutte le età e per tutti i gusti. E' il risultato di un'onda lunga di emozioni, di questi mesi che mi hanno regalato una serie di stimoli, di sollecitazioni, di squarci di vita che premevano per uscire fuori".

"Made in Italy" ha un titolo emblematico: rappresenta l'orgoglio di essere italiano e di portare in giro per il mondo questa italianità. Ma è un album importante per altri aspetti, primo tra tutti quello della crescita di Gigi come songwriter a pieno titolo, autore in larga parte sia dei testi che delle musiche, oltre al consolidamento della collaborazione con Mogol che qui firma le liriche di quattro brani. Di questi nuovi futuri inni da stadio colpisce ancora una volta la sua inesauribile vena compositiva, la sua capacità di trovare la melodia vincente, oggettivamente e fisiologicamente bella, irresistibile, e di incastonarla in una struttura musicale perfetta, derivazione dei suoi studi classici. Da "Primo appuntamento", tenera ballata elettroacustica scelta come primo singolo, dove le emozioni sono proprio quelle dell'inizio di un amore descritte con poche, efficacissime immagini, alla potente ritmica di "Brividi d'amore" per descrivere i piaceri progressivi di una relazione sessualmente adulta, ad "Apri le braccia", canzone con un crescendo da brivido, sceneggiatura di una storia clandestina che reclama la sua libertà agli occhi del mondo, tutte le canzoni tengono sempre alta l'attenzione e la tensione. Cosi' come coloratissime sono il reggae di "Nome, cognome, indirizzo e cellulare"; l'immancabile appuntamento con il brano in salsa latina che questa volta si intitola "Besame"; "Una volta nella vita", e una terna formidabile tutta con i testi di Gigi, "Canterò di te", "Parlarti e poi" e "La grande storia", colonna sonora del nuovo film di Raul Bova. Un "Made in Italy" che può vantarsi di essere una griffe prestigiosa anche in virtù della squadra di prim'ordine che raccoglie attorno a sé: dall'immancabile Adriano Pennino, arrangiatore e programmatore di suoni superbi, a Celso Valli, Lele Melotti, Maurizio Fiordiliso, Rosario Jermano, Michael Thompson, Tony Levin, e Lara Fabian, cantante popolarissima in Francia, con la quale duetta in "Un cuore malato".

L'autunno 2006 è ancora una volta di Gigi e di questo suo album che diventa immediatamente protagonista, luminosa eccellenza della nostra musica, del nostro migliore "Made in Italy".

Dunque alla vigilia dei quarant'anni Gigi volta pagina e affronta il tour di "Made in Italy" con uno spirito nuovo. In un primo momento è tentato di trasformare questi concerti in una sorta di musical sulla sua vita, vorrebbe raccontarsi, raccontare a tutti quello che gli sta succedendo: ma l'impresa è irrealizzabile, ogni volta che esce su un palco è travolto dall'affetto del pubblico, ancora più di prima se possibile, e deve cantare subito, non c'è bisogno di parlare. Chi lo ama già sa tutto e capisce tutto attraverso le canzoni. Tanto più che la scaletta è veramente lunga - il repertorio valido, da concerto, si allunga ad ogni nuovo album almeno di una ventina di minuti e oltre - e questi concerti propongono poi diversi momenti di spettacolo nello spettacolo, sottolineati da scenografie particolari. La tournée va benissimo, in Italia e all'estero, confermando che la statura internazionale di Gigi D'Alessio conquista sempre nuove posizioni di credibilità.

Esattamente un anno dopo "Made in Italy", siamo nell'ottobre del 2007, preceduto dal nuovo singolo "Non mettermi in croce" che diventa subito un hit radiofonico, viene pubblicato il box "Mi faccio in 4", imponente raccolta in 4 cd che abbraccia otto anni di carriera e ben sette album, da "Portami con te" del 1999 all'ultimo "Made in Italy" . "Mi faccio in 4" è un titolo non solo divertente e allusivo del packaging; in questa espressione c'è tutta la storia di un artista che per la musica non si è mai risparmiato, emotivamente e fisicamente, e lo prova il contenuto di questo monumentale "greatest hits": 48 grandi successi e due inediti ( oltre "Non mettermi in croce", una canzone nata ancora dalla collaborazione di Gigi con Mogol, "Bambina"), che richiedono ormai una catalogazione, una organizzazione per generi musicali. I cd hanno infatti ognuno una sorta di identità: il cd n. 1, il "NAPOLETANO" per ascoltare capolavori in dialetto come "Oj nenna né", "Donna Sofì", "Napule", Spiegame cherè"; il cd n. 2, il "LATINO" per ballare ancora una volta "Como suena el corazon", "Mon amour", "Mi vida" o "Baila"; il cd n. 3, il "POP" per rivivere l'atmosfera di alcuni trascinanti cavalli di battaglia da concerto come "Quanti amori", "Il cammino dell'età", "Non mollare mai", "Via"; infine il 4, le "BALLAD", per legarsi ancora ai ricordi che canzoni d'amore già classiche come "Sei importante", "L'amore che non c'è", "Tu che ne sai", "Quel che resta del mio amore", "Le mani" continuano a portare con sé.

Sono i seguenti i prezzi dei biglietti per il concerto: per i posti di Platea A e B € 57.50, per la Platea B e C € 46.00, per i posti di Prima Galleria € 34.50 e per la Seconda Galleria € 28.75.

I biglietti si acquistano presso i consueti punti vendita della Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e del Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso Agenzia Bagolandia (via S.Marco 45, da lunedì a venerdì 9-13 e 16-19; sabato 9-12), Agenzia Peekabooh (Muggia, Riva De Amicis, 21, da lunedì a venerdì 9-12.30, 16-19; sabato 9-12) e presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani), San Vito al Tagliamento (Agenzia Medina Viaggi), Udine (Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine), Venezia (Agenzie IAT di Piazzale Roma, San Marco e Bookshop di Venice Pavillon), Mestre (Agenzia Felicità Viaggi), Vittorio Veneto (Agenzia Medina Viaggi) e Vicenza (Agenzia Vicenza.com) e presso le altre Agenzie del Circuito Charta presenti sul territorio nazionale (elenco sul sito del Teatro). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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