Ridatemi i congiuntivi - Gino D'Eliso Show Case

Notizia inserita il 10/02/2013

"Ridatemi i congiuntivi". Gino D'Eliso Show Case (15 febbraio, ore 18.30) a Casa della Musica / Scuola di Musica 55 di Trieste

Venerdì 15 febbraio, alle 18.30, l'Auditorium di Casa della Musica di Trieste (via Capitelli, 3) ospita il nuovo progetto di Gino D'Eliso, cantautore triestino tra i più interessanti a livello nazionale sin dagli anni Settanta e Ottanta, l'inventore di Mitteleurock che tanti estimatori ancora oggi vanta in tutto il mondo.

Lo show case, a ingresso libero, propone un appetitoso assaggio live dell'ultimo lavoro discografico di D'Eliso "Ridatemi i congiuntivi" (Mitteleurock Productions), al centro dell'imminente tournée che presto riporterà all'atmosfera live il cantautore con una nuova, superformazione, "The Fabulous Rocker Boys". La band scelta dal cantautore, infatti, unisce il meglio del rock triestino degli ultimi anni. Ne fanno parte Massimo Troian (pianoforte e tastiere); Frank Get (basso), già leader di numerose formazioni rock/blues, ultima delle quali i Tex Mex con i quali ha appena dato alle stampe un nuovo album; Franco Toro (chitarra), già frontman degli Scai Sudai e di svariate blues band italiane, slovene, croate, serbe con influenze di tutta la Black Music, ampliando ultimamente i propri orizzonti musicali con virate verso il reggae con i Bush Doctorz e il soul con Al Castellana; Mauro Berardi (batteria), valente drummer di artisti del calibro di Ron, Goran Kuzminac e Ivan Graziani. Special guest, lo scienziato globetrotter Joseph Niemela (sax, flauto e, all'occorrenza, fisarmonica).

La nuova produzione di D'Eliso ne conferma la sua grande vena creativa. L'album, composto da 10 inediti, nasce dall'esigenza di D'Eliso di riappropriarsi della propria lingua, della propria musica, della propria cultura, della propria morale. Con un preciso richiamo fin dalla copertina - che ritrae gli alunni di una classe - ai giovani, protagonisti del futuro, ma non del presente. Coscienze sopite da risvegliare anche grazie ai grandi classici trasposti in musica. Meglio se rock, anzi, Mitteleurock. "Canzoni liberamente ispirate ai romanzi che maggiormente mi hanno fatto pensare, immaginare, sognare che si inquadrano in un più ampio progetto rivolto a comunicare tramite il veicolo più immediato per i ragazzi - cioè la musica - la voglia di leggere, di conoscere, di capire".

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