Antonio Calenda dirige Roberto Herlitzka in Una giovinezza enormemente giovane di Gianni Borgna

Notizia inserita il 24/10/2013

"Antonio Calenda dirige Roberto Herlitzka in Una giovinezza enormemente giovane di Gianni Borgna spettacolo pasoliniano che apre la stagione altripercorsi giovedì 24 ottobre e replica alla Sala Bartoli fino a giovedì 31. Prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in collaborazione con Mittelfest 2013 e con il sostegno della Fondazione CRTrieste, lo spettacolo che evoca la figura e le opere di Pasolini ha debuttato in anteprima a Cividale nel luglio scorso"

Sarà Roberto Herlitzka diretto da Antonio Calenda il primo protagonista della Stagione 2013-2014 nello spazio raccolto della Sala Bartoli. A lui il regista ha infatti affidato la difficile prova di interpretare, solo sulla scena, Una giovinezza enormemente giovane che Gianni Borgna - esperto pasoliniano - ha scritto evocando la figura e le opere del celebre scrittore friulano.

Un'inaugurazione di stagione dunque che evidenzia la centralità dell'attività di produzione (lo spettacolo nasce dalla sinergia del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con Mittelfest 2013 e con il sostegno della Fondazione CRTrieste) e che si pone in luce argomenti radicati nella storia e nella cultura della regione ma fortemente significativi sul piano nazionale.

Una giovinezza enormemente giovane - dopo l'anteprima di una sola sera a Cividale nel luglio scorso - va in scena alla Sala Bartoli da giovedì 24 ottobre alle ore 21 fino al 31.

Una giovinezza enormemente giovane è uno spettacolo singolare, costruito attorno a un monologo presago, quasi divinatorio che da un lato fa omaggio al pensiero di Pier Paolo Pasolini attraverso l'evocazione della sua opera letteraria e poetica, e dall'altro sancisce la capacità profetica dello scrittore, sul piano sociale e politico.

Il progetto si sviluppa attorno all'idea - condivisa dall'autore Gianni Borgna e dal regista Antonio Calenda - di riflettere, attraverso le parole di Pasolini, sul mondo attuale. Ne nasce una messinscena rievocativa ma anche profondamente evocativa della sua capacità di "vedere politicamente" la società ed i suoi mutamenti.

Un "vedere politicamente" di cui l'autore del monologo Gianni Borgna, è testimone culturale. Egli infatti - da segretario della FIGC romana - ebbe modo di essere molto vicino a Pasolini. Successivamente Borgna si è dedicato con attenzione allo studio della figura e del pensiero pasoliniano, di cui è profondamente competente (basti ricordare il saggio firmato a quattro mani con Adalberto Baldoni Una lunga incomprensione. Pasolini fra destra e sinistra e il suo impegno, recentemente, nel far riaprire il caso sulla morte dell'intellettuale presso la Procura della Repubblica di Roma).

«In una metafisica evocazione della morte di Pasolini - spiega Antonio Calenda - immaginiamo che lo scrittore abbia a vedere sé stesso massacrato sulla spiaggia dell'Idroscalo di Ostia. Lo spettacolo parte da qui. Oggi Pasolini avrebbe 91 anni e questa rivisitazione immaginaria vuol essere omaggio al suo pensiero antesignano, profetico sul piano sociale e politico, e assieme una ricapitolazione dei momenti più importanti della sua testimonianza civile e poetica nell'ambito della grande tradizione italiana».

I riferimenti a tale pensiero pasoliniano, e al corpo della sua opera letteraria pervaderanno dunque il monologo, che Antonio Calenda ha scelto di affidare a Roberto Herlitzka, uno degli interpreti di più intenso spessore poetico e drammatico della scena italiana, recentemente insignito del Nastro d'Argento alla carriera, riconoscimento che si aggiunge ai numerosi premi ottenuti nella sua lunga attività artistica tra cinema e teatro. Un attore che già nell'aspetto morfologico evoca un'appartenenza al mondo pasoliniano e che con lo Stabile del Friuli Venezia Giulia ha grande intrinsecità.

Le scene sono di Paolo Giovanazzi, le luci di Nino Napoletano.

Venerdì 25 ottobre alle 18 alla Sala Bartoli si terrà un incontro sull'opera di Pier Paolo Pasolini nel corso del quale sarà presentato il libro Pasolini e il teatro alla presenza dei co-curatori Stefano Casi e Angela Felice e naturalmente del regista e del protagonista dello spettacolo, Antonio Calenda, Roberto Herlitzka. Anche qui l'ingresso sarà libero.

Pasolini e il teatro secondo numero della collana "Pasolini. Ricerche", promossa dal Centro Studi Pasolini di Casarsa in sinergia con la casa editrice Marsilio è curato da Stefano Casi, Angela Felice e Gerardo Guccini e raccoglie gli esiti di due convegni promossi nel novembre 2010 a Casarsa della Delizia, dal Centro Studi Pier Paolo Pasolini il 5 e 6, e, a Bologna, dal Fondo Pasolini-Cineteca e dal Cimes-Università degli Studi di quella città, nei giorni 10 e 11. Lo studio a più mani, arricchito da 40 saggi, ambisce ad offrire una ricognizione finalmente esaustiva che, con sette sezioni di un'ampia panoramica concettualmente rimeditata, contribuisca a far chiarezza sull'originalità del teatro pasoliniano, ne perlustri le tappe evolutive fin dai poco esplorati esordi friulani, ne indaghi le varianti e le costanti, ne riposizioni il significato dentro l'opera dell'autore e nel contesto del suo tempo, ne metta in luce il potenziale di rappresentabilità sempre aperta al futuro. Particolarmente originale pare l'ultima sezione Registi a Casarsa: un simposio, che attraverso gli scritti inediti di alcuni maestri della regia contemporanea (Luca Ronconi, Giorgio Barberio Corsetti, Armando Punzo, Federico Tiezzi, Giorgio Pressburger, Andrea Adriatico e Antonio Syxty, con la giovane artista romana Roberta Nicolai) cede la pagina alle riflessioni degli artisti che si sono misurati con la parola teatrale pasoliniana e che ne hanno sciolto positivamente il vitale paradosso, tra utopia e concretezza. Non una mera riproposizione di Atti, dunque, ma uno studio sfaccettato e organico. Il quale infine, con Pasolini e attraverso la sua esperienza, finisce per interrogarsi anche sul teatro del presente e sulla sua sfida dentro la babele multilinguistica della nostra rumorosa contemporaneità.

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