Marianella Bargilli in "Alé Calais"

Notizia inserita il 29/03/2009

"Marianella Bargilli diretta da Emanuela Giordano è protagonista del monologo Alé Calais: un inedito cast al femminile per raccontare in modo nuovo e positivo il mondo del calcio che diventa metafora di vita. La bella drammaturgia è di Osvaldo Guerrieri. In scena anche un affiatato trio d'archi. Alé Calais chiude il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale e replica dal 31 marzo al 5 aprile alla Sala Bartoli. "

Alé Calais di Osvaldo Guerrieri, spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Calabria e dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa, per la regia di Emanuela Giordano e con protagonista Marianella Bargilli chiude il cartellone altripercorsi 2008-2009 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia.

"Un vento nuovo": ecco ciò che caratterizza e anima con maggior decisione Alé Calais. Un "vento nuovo" spazza di certo il palcoscenico, e lo libera da vecchi canoni e consolidati pregiudizi, se è vero che per mettere in scena una piéce incentrata sul calcio, per una volta, non ci si è rivolti a uomini ma si è cercata la sensibilità femminile di una preparata e acuta regista, come Emanuela Giordano, e l'interpretazione viva, intelligente di Marianella Bargilli, un'attrice che stagione dopo stagione si sta conquistando l'ammirazione del pubblico e la stima di operatori e registi.

Ma il "vento nuovo" è anche in ciò che si racconta in Alé Calais: una storia di calcio che per una volta non fotografa una realtà di doping, di corruzione, di tifoserie pericolose e arroganti, ma che racconta invece di ideali, di lealtà e di conquiste sorprendenti. Un calcio che diviene positiva metafora di vita, nella bella drammaturgia di Osvaldo Guerrieri, ottimo giornalista de La Stampa, che qui rivela creatività, intuizione e equilibrio di autore teatrale.

Accompagnata in scena da un trio d'archi, in smoking, la Bargilli si muove in una scena candita come una scatola luminosa, il racconto prende corpo come una ballata, un'opera musicale euforizzante e inedita.

Calais si trova nella provincia francese, una cittadina come tante, dove si vive tranquilli e si è destinati a essere ignorati da tutti, finché qualche fatto di cronaca nera non porta il nome della città sulle prime pagine dei giornali per qualche settimana... Insomma non accade nulla, e nulla sembra poter accadere: si vive pacifici, a volte anche troppo, col rischio che tanta quiete spazzi via anche le ambizioni le fantasie, i sogni che sono necessari a rendere vitale il futuro.

Ma Calais riesce a creare un piccolo miracolo: non sarà l'indolenza a segnare il suo futuro e nemmeno il clamore di qualche efferato crimine. A portarla di colpo al centro dell'attenzione dei media e della gente, penseranno invece le gesta eroiche e sorprendenti di una piccola squadra di calcio. Una squadra non professionista ma molto affiatata che conquista punteggi in campionati prima locali, poi provinciali fino ad arrivare alla finale, a Parigi.

Se prima a seguirla erano pochi appassionati, ecco che la ventata di entusiasmo scatenata dal "Calais" contagia a poco a poco tutti: ne parla il sindaco, ne fa menzione il prete nelle sue omelie, i punteggi sono all'ordine del giorno fra le chiacchiere al bar, ma anche fra le massaie al negozio d'alimentari... e come potrebbe non occuparsene la maestra, con quella classe di piccoli scatenati, emuli dei bravissimi giocatori?

Davanti alla metafora vincente e positiva di questa squadra che si fa strada fra i grandi, novello e calcistico "Davide contro Golia" vengono dimenticati colori politici e vecchie antipatie e ci si ritrova uniti a fare il tifo, in modo caldo, partecipe.

Finalmente la gente si parla, unisce le forze, rinasce l'orgoglio d'appartenenza. E alla finale, per sostenere il "Calais" in lotta per la Coppa, ecco migliaia di calesiani invadere Parigi: bus e treni speciali riversano nella capitale ragazzini esaltati, le loro famiglie, addirittura i nonni, tutti sotto la pioggia, il freddo, con il pranzo al sacco e un sogno nel cuore: vincere. Un goal controverso farà però primeggiare ancora una volta i più forti: la vita è così.

Ma quella del "Calais" è la vittoria vera, più grande e significativa: grazie alla squadra l'orgoglio della città non rifiorisce "contro" ma "per" qualcosa, non per distruggere altri ma per dimostrare le proprie capacità, per riscattarsi da un tempo paludoso. Quando si ha in tasca questo risultato, non c'è niente di più prezioso da ottenere. Con dignità e intelligenza i calesiani tifano fino all'ultimo, e senza imprecare tornano a casa felici del loro sogno, e "migliori". Che lezione attuale e necessaria per il maldestro e confuso mondo di oggi!

Accanto a Marianella Bargilli in scena ammireremo il trio Bubbez (Ermanno Dodaro, Giovanna Famulari, Massimo De Lorenzi), la regia è di Emanuela Giordano, le scene e i costumi di Andrea Nelson Cecchini.

Repliche alle ore 21 dal 31 marzo al 4 aprile, domenica 5 aprile ultima recita alla Sala bartoli con inizio alle ore 17.

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