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Gabriele Lavia ne "Il malato immaginario" di Molière

Notizia inserita il 2/11/2010

"Gabriele Lavia ritorna al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con una nuova messinscena del capolavoro molièreiano Il malato immaginario. Lo spettacolo, di cui Lavia è protagonista e regista, va in scena alla Sala Assicurazioni Generali del politeama Rossetti da mercoledì 3 a domenica 7 novembre".

Da mercoledì 3 novembre a domenica 7 sarà regista e interprete - impegnato nel ruolo del titolo - de Il malato immaginario di Molière, nuova coproduzione del Teatro Stabile dell'Umbri con la Compagnia Lavia Anagni.

Un testo molièriano che è una pietra miliare della storia del teatro e come protagonista e regista, un maestro della scena del calibro di Gabriele Lavia... Il malato immaginario, che arriva alla Sala Assicurazioni Generali a pochi giorni dal debutto nazionale, possiede tutti gli elementi per mostrare un appeal fuori dall'ordinario e per confermarsi fra i nuovi allestimenti più attesi della stagione.

La prova d'attore di Gabriele Lavia si annuncia di sicuro rilievo e sarà costruita anche secondo accenti e tratti nuovi: d'altra parte chi ha ammirato il precedente impegno dell'attore sulla drammaturgia di Molière ne L'avaro (2003), non avrà dubbi sulla forza espressiva e di analisi di cui questo artista è capace.

Lavia ha fatto dell'inquietudine di pensiero, della ricerca, della creatività fantasiosa e poetica, dell'attenzione all'animo dell'uomo contemporaneo - guardato spesso attraverso il sapiente sguardo dei grandi autori classici - il proprio segno artistico anche come regista. E promette di fare, di questo Il malato immaginario una metafora dell'uomo di fronte al potere: qui si guarda al potere dei medici che è la malattia... E chissà poi, che "la malattia" per Argante più che le tante e diverse patologie di cui si sente vittima, non sia un più diffuso e malinconico "male di vivere".

Una chiave di lettura che ci mostra il capolavoro molièriano sotto una luce diversa, forse anche più moderna e interiore: citando Pascal, uno dei filosofi a cui Molière faceva riferimento, Gabriele Lavia scrive infatti nelle sue note «Solo il cuore può dare misura e prezzo alle cose», è il famoso pensiero di Pascal. E questo vuol dire che il "valore" di tutte le cose è in "qualcosa" che sfugge alla coscienza e sta nel "cuore"...

Un pensiero che si addice profondamente ad Argante, un "malato immaginario" talmente attanagliato dalla propria ipocondria da nutrirsi di medicamenti e trascorrere la vita spiando l'insorgere di ogni possibile sintomo di nuovi malanni.

Ma il peggior malanno di Argante è quello d'essere circondato da persone false: la seconda moglie Belinde infatti asseconda la sua follia nell'intento di farsi nominare sua unica erede, ugualmente approfittatori appaiono i medici a cui s'affida, interessati non tanto a restituirgli la salute quanto piuttosto a spillargli fino all'ultimo centesimo in consulti e medicine. Quando il delirio induce Argante a combinare il matrimonio della unica figlia Angelica con il pedante e goffo medico Diafoirus (in modo da assicurarsi per sempre i suoi servigi), si scatena il dramma. La giovane infatti si è promessa a Cleante. La aiuterà la serva Toinette, a far ragionare il padre: travestita da medico e con la complicità del saggio fratello di Argante, convince il malato immaginario a fingersi morto per comprendere chi gli è veramente fidato. Argante ha così prova delle sincere lacrime della figlia e delle trame interessate della moglie: tanto basterà a premiare la giovane unendola all'uomo amato e a punire Belinde.

Un grande e universale affresco delle sottili crudeltà e delle tenere ingenuità dell'uomo, dunque, che restituirà alla platea del Politeama Rossetti uno dei suoi protagonisti più amati. Gabriele Lavia era assente da Trieste dal 2001, quando conquistò il pubblico con un'affascinante lettura del bergamaniano Dopo la prova: ma è stato intenso e punteggiato di successi il percorso che in passato ha compiuto assieme allo Stabile regionale, dove ha interpretato o diretto oltre venti spettacoli, talvolta di produzione, affrontando fra gli altri Shakespeare, Pirandello, Checov, Strindberg.

Il malato immaginario di Molière diretto da Gabriele Lavia si avvale della collaborazione di Alessandro Camera per la scena, di Andrea Viotti per i costumi, di Simone De Angelis alle luci, mentre le musiche originali sono di Giordano Corapi.

I ruoli sono così distribuiti: Gabriele Lavia (Argante, malato immaginario), Pietro Biondi (Dottor Diarreus, medico), Gianni De Lellis (Beraldo, fratello di Argante), Giorgio Crisafi (Buonafede, notaio), Barbara Begala (Antonietta, cameriera), Mauro Mandolini (Professor Purgone, medico di Argante), Vittorio Vannutelli (Dottor Fetus, farmacista), Giulia Galiani (Belinda, seconda moglie di Argante), Andrea Macaluso (Cleante, innamorato di Angelica), Michele Demaria (Tommaso Diarreus, figlio del Dottore e pretendente di Angelica), Lucia Lavia (Angelica, prima figlia di Argante).

Lo spettacolo va in scena ogni sera alle 20.30 mentre giovedì e domenica sono in programma le repliche pomeridiane alle ore 16.

I biglietti per lo spettacolo sono ancora disponibili presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia. Informazioni complete sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

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