La notte poco prima della foresta

Notizia inserita il 14/02/2011

"Claudio Santamaria porta alla Sala Bartoli dello Stabile regionale un impegnativo testo di Bernard-Marie Koltès il più inquieto fra gli autori contemporanei francesi: La notte poco prima della foresta. La regia è di Juan Diego Puerta Lopez, e le musiche di Giuliano Sangiorgi, leader dei Negramaro. Debutto martedì 15 febbraio alle ore 21 e repliche fino a domenica 20 per il cartellone altripercorsi".

Un'unica dirompente frase di oltre sessanta pagine, uno fra i più enigmatici e seducenti personaggi della drammaturgia di Bernard-Marie Koltès e un interprete che ha saputo conquistare l'attenzione del cinema, del teatro e della televisione: Claudio Santamaria...

La notte poco prima della foresta - che va in scena per il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale alla Sala Bartoli, dal 15 al 20 febbraio - è tutto questo, e rappresenta uno degli esempi più accesi di drammaturgia sperimentale, non soltanto dal punto di vista strutturale (la lunga frase in cui si esaurisce il monologo di Santamaria), ma anche da quello della concezione e della costruzione.

I personaggi di Koltès vivono al di là del tempo, sono in qualche modo simbolici, ma sorprendono per quanto incidono sul presente. Così il protagonista de La notte poco prima della foresta, che conosciamo sullo sfondo notturno e perduto del quartiere parigino di Rue St. Denis, popolato da prostitute e spacciatori, balordi e figuri inquietanti: il protagonista è solo, probabilmente troppo, e ne sente il peso. Cerca dunque qualcosa, una compagnia, uno scambio, un interlocutore che potrebbe essere ciascuno di noi... Ecco che il flusso di pensieri, riflessioni, domande del protagonista, diviene la via per affrontare temi forti, dolorosi, denunce urgenti: l'emarginazione, la solitudine, l'impossibilità di comunicare.

Ed è affascinante come siano le parole veementi e stranianti di quest'autore - appena ventottenne al momento della scrittura del testo - a divenire qui e nella sua intera produzione, lo strumento per denunciare l'incomunicabilità e i rapporti interpersonali violenti che pesano sull'individuo contemporaneo, e come sappiano raccontare in modo originalmente poetico temi tanto duri.

Presentato nel 1977 al Festival off di Avignone, il monologo colpì Richard Fontana che poche stagioni più tardi lo diede a Parigi e anche gli altri testi di Koltès, sebbene scelgano a priori linee di ricerca forti e non popolarissime, hanno saputo conquistare il pubblico e importanti personalità della scena francese e non (basti citare Patrice Chérau e Peter Stein che misero in scena i suoi lavori).

Ora tocca al regista e coreografo colombiano Juan Diego Puerta Lopez affrontare la complessa drammaturgia di Koltès assieme a Claudio Santamaria. Puerta Lopez sceglie di avvolgere il potente monologo in un mondo di immagini proiettate e di suoni che ne amplifichino la dimensione visionaria e si avvale perciò della collaborazione di Giuliano Sangiorgi - il leader dei Negramaro - per la creazione delle musiche originali.

In quest'universo Santamaria cercherà il suo incontro, il suo contatto con l'interlocutore, offrendo al proprio personaggio tutta la forza, la sensibilità e la profondità di cui già si è dimostrato capace nella sua felice carriera televisiva e cinematografica. Una parabola in cui vanno citate alcune notevoli prove: dagli esordi sul grande schermo con Marco Risi e Bernardo Bertolucci, a L'ultimo bacio (per cui riceve una candidatura al David di Donatello), PAZ! di Renato De Maria (altra candidatura ai Nastri d'argento), al cinema d'autore di Apnea di Roberto Dordit e Ma quando arrivano le ragazze? di Pupi Avati. Poi il grande successo con Romanzo Criminale di Michele Placido, dove interpreta uno dei personaggi principali della famigerata Banda della Magliana, pellicola che gli vale il Nastro d'Argento come miglior attore protagonista. Sono molti da lì i ruoli di rilievo, fra cui va citata la partecipazione all'episdio di James Bond Casino Royale nel ruolo di Carlos e il ritorno sul set con Muccino per il sequel, a dieci di distanza, de L'ultimo bacio, dal titolo Baciami ancora.

Applaudiremo La notte poco prima della foresta di Bernard-Marie Koltès nella traduzione di Luca Scarpini. La regia è del già citato Juan Diego Puerta Lopez, che ha collaborato per le scene con Carmine Guarino e per l'opera installativa con Loredana Longo. I costumi di Caterina Nardi, le musiche di Giuliano Sangiorgi, l'installazione sonora è di Giuliano Lombardo. La produzione è di Nuovo Teatro.

Replica alle ore 21 alla Sala Bartoli da martedì 15 a sabato 19 febbraio: domenica 20 la recita è pomeridiana con inizio alle ore 17.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

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