Capriccio sopra le Operette morali di Giacomo Leopardi

Notizia inserita il 30/04/2010

"Scaffale XXI - Capriccio sopra le Operette morali di Giacomo Leopardi è il nuovo spettacolo proposto alla Sala Bartoli - nell'ambito del cartellone altripercorsi dello stabile regionale - dalla compagnia triestina L'Argante, una realtà emergente sul territorio. Diretti da Corrado Travan, gli interpreti ci dimostreranno come Leopardi può essere anche un autore ironico e divertente. Repliche dal 4 al 9 maggio".

È ormai una gradita consuetudine incontrare - nel corso della stagione teatrale della Sala Bartoli - una proposta di compagnie emergenti nel panorama teatrale del territorio. Il gruppo triestino L'Argante appartiene a pieno titolo a questa rosa e offre nell'ambito del cartellone "altripercorsi" Scaffale XXI - Capriccio sopra le Operette morali di Giacomo Leopardi, in scena da martedì 4 a domenica 9 maggio.

Un titolo complesso per dimostrare però qualcosa di molto piacevole: che il grande poeta Giacomo Leopardi si può incontrare anche su un palcoscenico teatrale e che - in questa nuova dimensione - può addirittura farci sorridere...

Se si pensa a Leopardi, infatti, salgono subito alla memoria liriche raffinate e immortali come L'infinito, Il sabato del villaggio, Il passero solitario e molte altre, la musicalità e la bellezza dei versi leopardiani... E ritornano alla mente anche il suo pessimismo, il suo cinismo, la sua disperazione che danno di lui un'immagine desolata.

Invece, nel pensiero di Leopardi, c'era spazio anche per intense riflessioni sull'allegria, quella "madre di benignità e d'indulgenza" che, col suo potere di distrarre e consolare, dovrebbe essere "la condizione più frequente della vita". Il poeta nutriva anche una certa stima per la commedia, perché la considerava capace di far conoscere ai giovani le storture del mondo tramite il "ridicolo", ma pensava che questo "ridicolo", per poter giovare e non annoiare, dovesse riguardare sempre temi seri ed importanti.

Prendendo le mosse proprio da questi presupposti, e col desiderio di "scuotere la sua povera patria", visto che "delle cose veramente ridicole nella società o negl'individui è ben raro trovar chi ne rida", Leopardi scrisse una raccolta di dialoghi e prose: le Operette morali.

Una raccolta che può riservare notevoli sorprese: è vero che gli argomenti trattati, in sé e per sé, sono seri, ma sono svolti quasi sempre in tono, appunto, "ridicolo". Basti dire che vi s'incontrano personaggi piacevoli come i folletti, gli gnomi, i maghi, le mummie, e poi la Terra, la Luna, il Sole...

Ciò che fa stupire di più, comunque, è l'incredibile modernità del pensiero, e la lucida critica alla società contemporanea, senza contare la deliziosa, sottile ironia, che a volte diventa vero e proprio umorismo, o si addensa in schietta comicità, secondo un intento preciso e dichiarato: «Ne' miei dialoghi io cercherò di portar la commedia a quello che finora è stato proprio della tragedia, cioè i vizi dei grandi, gli assurdi della politica, la somma delle cose, della società, della civiltà presente, le infamie non degli uomini ma dell'uomo. E credo che le armi del ridicolo, massime in questo ridicolissimo e freddissimo tempo, potranno giovare più di quelle della passione, dell'eloquenza, e anche di quelle del ragionamento». E tutto questo è, naturalmente, colato in un italiano squisito (degno del «più grande prosatore del secolo», come disse Nietzsche), soffuso di incantevoli suggestioni poetiche.

Le Operette morali, quindi, sono nate come piccole commedie: amare, sì, anche ciniche, ma commedie. E allora perché non portarle in teatro?

È quanto ha pensato Corrado Travan, autore e regista di questo lavoro della compagnia L'Argante. Ha selezionato alcuni passi fra i più efficaci e godibili, "cucendoli" attraverso la musica di Shostakovich, eseguita al pianoforte dal vivo, e brevi e garbati intermezzi che incornicino le perle di questo piccolo scrigno leopardiano.

Nell'interpretazione, Travan ha chiesto ai suoi attori di tenere presente la chiave semicomica voluta dall'autore, e anche la sua tensione di denuncia sociale e civile. Di fondere tutto in una sorta di "capriccio", come si chiamavano, nei secoli passati, certi componimenti musicali estrosi e fantasiosi, vagamente umoristici...

Piace poi ricordare che, paradossalmente, le Operette morali di Leopardi - molto criticate dalla Chiesa - finirono, una volta pubblicate, sullo Scaffale XXI della immensa biblioteca privata, a Recanati, del padre del poeta. Paradossalmente, era quella la sezione dedicata ai libri scandalosi, ai libri proibiti.

In scena ammireremo Sara Alzetta (Isabella), Adriano Braidotti (Filippo), Francesca Campello (Giacinta), Giulio Morgan (Leonardo), Chiara Beccari (Brigida), Marco Barbato (Sebastiano), Corrado Travan (Anselmo).

Al pianoforte ascolteremo Marco Barbato. Autore e regista, Travan si è avvalso della collaborazione di Francesca Novati per i costumi e di Raimondo Pasin e Sheila Perossa per le scene.

Lo spettacolo va in scena alla Sala Bartoli da martedì 4 a sabato 8 maggio alle ore 21 e domenica 9 maggio alle ore 17.

La Stagione 2009-2010 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Prenotazioni e acquisti di biglietti possono essere ancora effettuate presso tutti i punti vendita del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e naturalmente presso la Biglietteria del Politeama Rossetti. Ulteriori informazioni sono disponibili anche sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.

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